Arpat - Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani

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Report febbraio

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mandorloSituazione fioriture
Nei mesi di dicembre e gennaio le api hanno assisto alle fioriture di mandorlo giapponese, viburni, lonicere invernali, narcisi, crisantemi e salvia. Anche a febbraio le temperature continuano a mantenersi sopra la media favorendo molte fioriture previste nel mese di marzo; la stagione pare infatti essere di tre settimane in anticipo rispetto agli scorsi anni.


La mimosa è in piena fioritura in collina così come il mandorlo che risulta essere il primo albero della famiglia delle Rosaceae ad essere sbocciato. I prati iniziano a riempirsi di fiori (tarassaco, margherite ecc.) mentre sulla coste e nel pisano è fiorito il rapaccino e la colza. 
Questa primavera anticipata preoccupa poiché, in caso di gelate tardive, molte piante in ripresa vegetativa potrebbero subire danni alle gemme con una conseguente germinazione e/o fioritura compromessa.
Unita alle alte temperature la scarsità di precipitazioni potrebbe essere un problema che potrà ripercuotersi, non solo per le api, a stagione avanzata.

Situazione delle famiglie
La massiccia importazione di polline ha fatto aumentare notevolmente la deposizione delle regine. Ormai le roselline di covata si sono estese ed occupano almeno 2-3 telaini.
La disponibilità di scorte per le famiglie invernate correttamente è ancora buona e in piccola parte rinnovata da nuove fonti nettarifere, se non vi saranno periodi di freddo tardivo o precipitazioni prolungate le famiglie si affacceranno bene a primavera.

Situazione sanitaria
I trattamenti per la varroa si sono conclusi, il metodo più utilizzato tra i soci è stato il trattamento con apibioxal con sublimatore effettuato in più cicli, questo metodo ha dato buoni risultati ma solo nei casi in cui vi era poca o assenza di covata (fenomeno raro con queste temperature). I soci che hanno effettuato il blocco invernale della regina per poter trattare in assenza di covata, non hanno fatto registrare morie delle regine in gabbietta.
La mortalità invernale nel complesso (per chi ha effettuato correttamente i trattamenti e ha fatto un'attenta valutazione delle scorte in autunno) è inferiore al 10%.

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