Arpat - Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani

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Report metà aprile - ritorno del gelo, acacia toscana perduta?

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aca gelata 1Meteo e situazione fioriture
Netto crollo delle temperature dal 18 aprile accompagnate da brevi precipitazioni violente e all'ormai immancabile vento dai quadranti nord occinentali.
Questo ritorno dell'inverno ha colpito le piante di acacia ormai fiorite o in procinto di farlo grazie al caldo anamalo della prima metà di aprile.
La situazione meteo prevede un miglioramento per il ponte del 25 aprile ma un successivo peggioramento dovuto da una nuova irruzione artica porterà un ritorno di freddo e precipitazioni sparse.
L'acacia è al momento fiorita in pianura e nelle città e salvo alcune eccezioni, l'importazione è ferma e il perdurare delle basse temperature fino a sabato 22 aprile rende molto difficile la raccolta di nettare in queste zone.


In collina la fioritura è iniziata anche a 300 metri nei versanti a sud e sulle piante esposte al sole, si tratta di una fioritura anticipata di circa 5-10 giorni rispetto all'anno passato. In queste zone, come l'alta collina e l'appennino il raccolto non è ancora perso tuttavia, il tempo instabile di inizio maggio, preoccupa non poco gli apicoltori. Si segnalano gelate anche nelle zone di fondovalle e lungo icorsi d'acqua, situazione grave in alcune aree della Lunigiana dove oltre all'acacia sembrano seriamente danneggiati dal freddo anche le gemme di ailanto. Nella zone vocate nel pistoiese non sembra vi siano danni sensibili ma è ancora presto per fare previsioni.
La sulla sta iniziando a fiorire ma al momento non è visitata dalle api, questo fenomeno è da ricondursi alla siccità che nelle zone vocate (senese, volterrano) permane ormai da troppo tempo.
Non mancano le produzioni di millefiori, erica o ciliegio che tuttavia restano inferiori al già sfortunato 2016.
Commento: il caldo anticipato e i successivi ritorni di freddo costituiscono sempre un pericolo per tutta l'agricoltura. A peggiorare il quadro generale la siccità non ha permesso buoni raccolti quando le temperature erano elevate e il vento ha mitigato l'effetto delle poche piogge. La scarsità delle precipitazioni dovrebbe purtroppo preoccupare anche i non apicoltori visto che il protrarsi della mancanza di piogge e neve dall'autunno scorso sta facendo registrare un deficit idrico che se pur non grave nel breve periodo risulta estremamente importante in previsione del periodo estivo. Nelle zone vocate la produzione di acacia non è ancora compromessa.

Situazione delle famiglie
Nel complesso le famiglie sono sane; sebbene il miele nei melari sia scarso le famiglie hanno potuto raccogliere discreti quantitativi di nettare e polline e stanno sopportando questa ondata di maltempo. Le famiglie uscite male dall'inverno, al contrario, stanno ancora stentando così come gli apiari in stazioni più fredde ed esposte al vento, in queste zone è stato necessario nutrire e non sono mancati i saccheggi.
La fecondazione delle regine è stata molto buona e anticipata rispetto al 2016 per poi ridursi con gli ultimi fronti freddi. Da alcuni giorni si nota una netta diminuzione della covata a fuco.
La febbre sciamatoria non è stata di difficile gestione, se c'è stata, le famiglie che sono sciamate o hanno mostrato segni evidenti di sciamatura, risultano essere un numero molto limitato e forse stimolate da errori grossolani dell'apicoltore e/o dall'età delle regine. Nell'ipotesi di piogge successive al freddo, la costrizione delle famiglie nel nido potrebbe favorire le famiglie a sciamare.
Commento: mentre le produzioni stentano le api sono nel complesso sono in salute.

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