Arpat - Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani

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Report marzo

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Dopo gli scorsi anni con inverni caldi e una stagione vegetativa nettamente anticipata, ci troviamo di fronte ad un marzo con temperature sotto la media e precipitazioni abbondanti.
Ad inizio del mese corrente una gelata ha coinvolto tutta Europa ed ha portato precipitazioni nevose anche sulle isole toscane. In seguito a questo crollo delle temperature la seconda parte del mese sta alternando precipitazioni, temperature miti e un nuovo ritorno delle basse temperature.


Il trend osservato per il mese di aprile, ricordiamo che si tratta di stime basate su modelli, prevede precipitazioni sopra le media e temperature in linea con la stagione.

Fioriture
le fioriture di stagione stanno partendo nonostante il clima non favorevole. Fioriti gli alberi da frutto appartenenti al genere Prunus ad eccezione del ciliegio, nei prati sono fioriti il tarassaco, le margherite e la senape selvatica.
I primi boccioli di erica si vedono sulla costa e nel senese mentre ormai sfiorita la mimosa e il mandorlo.

Situazione delle famiglie
Il marzo "ballerino", con alternanza caldo/freddo e pioggia/sole è in realtà un mese che in passato ci ha spesso abituato a questa instabilità, il problema sussiste in quanto le api in autunno non sono state in grado di formare un numero di individui e una quantità di scorte adeguata ad affrontare un inverno lungo.

Il gelo di inizio marzo ha sorpreso le famiglie che stavano beneficiando delle poche giornate miti di gennaio e febbraio e si stavano preparando ad uscire dall'inverno.
Le colonie sulle isole a sulla costa, sorprese dal gelo con una discreta presenza di covata, hanno sofferto più delle altre e non sono mancate morie per fame. Ciò è da ricondursi ad un consumo elevato di scorte a causa della deposizione anticipata della covata. Le famiglie in quota al contrario, al momento della gelata, avevano da poco ricominciato a covare e non avevano quindi avuto un consumo eccessivo di scorte. Tuttavia la mortalità risulta elevata anche in queste zone (superiore al 50% in alcune aziende), perché le famiglie erano già deboli e debilitate a fine estate e si sono affacciate al mese di marzo con poche api vecchie e scorte limitate, spesso costituite dalla sola edera.

In tutta la regione la covata si è interrotta per poi ripartire dopo l'ondata di gelo e adesso le famiglie sono nel complesso livellate con mediamente 2-3 telaini con presenza di covata (con maschio solo sulla costa e in pianura).
Dato il perdurare del maltempo, unito ad un ritorno delle basse temperature, si prevede un lento sviluppo delle famiglie e possibili situazioni di assenza di scorte poiché la api cercheranno di deporre pur avendo poche occasioni utili per riuscire a bottinare.
Siamo in presenza di una ulteriore fase molto delicata in cui è bene lasciare le famiglie strette col diaframma e potrebbe essere fondamentale ricorrere alla nutrizione.

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