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Report metà marzo: stagione in partenza tra sole, emergenze e ritorni di freddo

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report prima met di marzoIn questo periodo di emergenza in cui tutto appare in secondo piano di fronte al Corona Virus chiediamo di limitare allo stretto necessario le visite agli apiari.
Malgrado tutto l'annata apistica sta entrando nel vivo e cerchiamo di fare una panoramica sull'andamento stagionale grazie al contributo dei nostri soci che sono potuti andare in apiario.

Meteo


La prima metà di marzo è stata caratterizzata dall'alta pressione con tempo molto stabile e soleggiato che solo in sporadiche occasione ha portato a deboli rovesci.

Come spesso succede nel mese di marzo osserviamo una forte escursione tra il giorno e la notte: le temperature durante il giorno hanno toccato i 20° mentre le minime, specie nei fondovalle appenninici e nelle pianure interne, risultano fredde con valori anche sotto lo zero.

Sono attesi anche dei ritorni di freddo più intenso nelle gironate di martedi 24 e mercoledì 25 marzo; fenomeno questo non insolito ma, a seguito dell'inverno mite e del conseguente innalzamento termico di febbraio, desta più di una preoccupazione. Oltre al freddo segnaliamo il perdurare di giornate con assenza di precipitazioni.

Fioriture
Se un mese fa parlavamo di stagione nettamente anticipata rispetto alla media, l'attuale sbalzo climatico tra giorno e notte pare aver spostato indietro la lancetta e molte piante hanno rallentato lo sviluppo dei boccioli.

Le fioriture restano anticipate rispetto alla media ma in linea con la passata stagione.

Erica in piena fioritura sul litorale dove, forse a causa delle poche precipitazioni, non sta producendo nettare. Ad oggi i boccioli di erica si stanno aprendo nel senese, nel chianti fiorentino e nella collina grossetana ma è presto per dire se forniranno nettare.

Importazione presente ma non abbondante anche nelle zone con presenza di fioriture di campo (senape selvatica, tarassaco, borragine) e di fruttifere appartenenti al genere Prunus. Ancora non fiorito il ciliegio e mentre sulle piante di robinia sono visibili le gemme che si spera non vengano danneggiate del freddo imminente.

Ottima disponibilità di polline grazie anche al salice, specie in grado di fornire un notevole contributo proteico alle colonie.

Ad eccezione di alcune porzione di litorale dove è stato raccolto un pò di rosmarino il flusso nettarifero, iniziato con corone di scorte nel nito e ponti di cera (ancora troppo freddo la notte per costruire un foglio cereo), resta modesto.

Nella provincia di Firenze le, ad esempio, le bilancie per alveari di alcuni nostri soci,nelle stazioni più fortunate, registrano incrementi giornalieri di peso dal 15 al 20 marzo sugli 0,40kg per colonia. In linea generale l'importazione è consumata dalla deposizione e questo è dovuto sia a fioriture che ancora non forniscono un importante quantitativo di nettare, sia alle giornate "corte" con caldo nelle ore di punta ma con repentino calo termico nel pomeriggio (le api già dalle 16:30 smettono di bottinare). Ciò ha convinto non pochi apicoltori a posticipare la posa dei melari a dopo il passaggio di freddo previsto tra il 23 e il 29 marzo.

Colonie
Si conferma quanto detto a inizio marzo: in assenza di pesanti ritorni di freddo le famiglie sono numerose e in salute, la mortalità invernale è stata decisamente contenuta.

Ovviamente la situazione alle porte della primavera appare sempre molto eterogenea ma mediamente le colonie contano dai 5-6 telaini con presenza di covata estesa e fuchi nati fino alla media collina (400metri sul livello del mare), in alta collina (Casentino e montagna pratese) le colonie contano 3 telaini di covata e ancora discrete scorte autunnali.

La febbre sciamatoria non è ancora inizata, non mancano certo famiglie che stanno iniziando a formare cupolini con uovo, ma rappresentano più una eccezione viziata dall'età delle regine e da tendenza sciamatoria intrinseca della colonia.

Le operazioni in apiario al momento si concentrano ad allargare/pareggiare le famiglie, trasferire gli sciami e in alcuni casi mettere i melari.

Molto importante anche il controllo delle scorte in questo periodo, al momento l'apporto nettarifero è insuffciente per sostenere lo sviluppo delle colonie e non sono da escludere, anche a causa del possibile ritorno di freddo, interventi di nutrizione. Questa problematica è più accentuata negli areali più miti (isole, costa, stazioni a esposizioni calde) dove le colonie sono partite forti a febbraio consumando molte scorte e ad oggi non hanno potuto trovare importanti fonti nettarifere.

Se non consideriamo l'emergenza Corona Virus l'inizio della stagione apistica risulta al momento positivo, siamo tuttavia ancora agli inizi e, facendo i dovuti scongiuri, a cominciare dai temuti ritorni di freddo, tutto può ancora succedere.

Emergena Covid-19
Anche se al momento ogni attività agricola incluso il nomadismo per gli apicoltori professionisti è permessa, non conoscendo le limitazioni che verrano richieste potrebbe essere comunque utile riprogettare quanto previsto in un ottica della riduzione degli spostamenti. E' preferibile investire maggiori risorse e tempo sul mantenimento di una maggiore attenzione alla propria salvaguardia e a quella degli operatori. Una gestione aziendale più cauta e organizzata per fronteggiare eventuali riduzioni di ore lavorative potenzialmente derivabili da contagi e necessità di quarantene, se da un lato riduce le opportunità produttive, garantisce un miglior contenimento dei rischi.
La gestione della nutrizione inoltre dovrà essere pianificata reperendo i materiali più in anticipo del solito al fine di evitare di incorrere in tempistiche di consegna che potrebbero essere più lente del normale.

Mercato sciami:
Data la bassa mortalità invernale e la prematura ripresa primaverile l'offerta di sciami è più elevata rispetto alla richiesta. Ricordiamo che un nucleo ha un valore adesso di 110-120 euro ma in tale scenario è possibile trovare afferte di sciami a prezzi nettamente sotto la media. Per non cadere in spiacevoli sorprese suggeriamo di declinare sempre le svendite di materiale e verificare sempre che l'azienda venditrice sia in regola e fornisca tutta la documentazione necessaria per la vendita.

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