VeluBLITZ 2026: dal 15 al 26 luglio il monitoraggio straordinario della Vespa velutina in Toscana

Dal 15 al 26 luglio 2026 tutti gli apicoltori e le apicoltrici della Toscana sono invitati a partecipare al VeluBLITZ, un’iniziativa di monitoraggio dedicata alla ricerca della Vespa velutina, il calabrone asiatico dalle zampe gialle che rappresenta una delle principali minacce per l’apicoltura europea.

L’obiettivo dell’iniziativa è raccogliere, in un periodo di tempo limitato, il maggior numero possibile di osservazioni sul territorio regionale, così da ottenere una fotografia aggiornata della presenza della specie e supportare le attività di sorveglianza e contenimento già in corso.

 

 

Come partecipare

La partecipazione richiede pochi minuti ma può fornire un contributo di grande valore.

Tra il 15 e il 26 luglio, scegliete una giornata ed effettuate un’osservazione nel vostro apiario:

  • dedicate 20 minuti all’osservazione del volo davanti alle colonie;
  • se possibile, evitate le ore centrali della giornata;
  • rilevate l’eventuale presenza di Vespa velutina;
  • compilate il questionario seguendo le indicazioni riportate nella locandina, tramite il QR Code o il collegamento dedicato.

Anche le segnalazioni di assenza della specie sono importanti, perché contribuiscono a delineare con maggiore precisione la distribuzione del calabrone asiatico sul territorio.

Un contributo utile per tutta l’apicoltura toscana

Il VeluBLITZ si affianca alle attività di monitoraggio già svolte da tecnici, associazioni e volontari, aumentando la copertura territoriale grazie alla collaborazione diretta degli apicoltori.

La tempestiva individuazione di nuovi focolai permette infatti di programmare interventi mirati e migliorare l’efficacia delle azioni di contenimento, limitando i danni alle colonie di api.

ARPAT invita pertanto tutti i soci che dispongono di uno o più apiari in Toscana a partecipare all’iniziativa e a diffondere l’invito anche ad altri apicoltori del territorio.

Ogni osservazione rappresenta un dato prezioso per la tutela dell’apicoltura toscana e per il contrasto alla diffusione della Vespa velutina.

Concluso il Corso Base di Apicoltura ARPAT 2026: complimenti ai nuovi apicoltori

Si è conclusa con successo l’edizione 2026 del Corso Base di Apicoltura organizzato da ARPAT, un percorso formativo che anche quest’anno ha visto una partecipazione numerosa e un grande interesse da parte degli aspiranti apicoltori provenienti da tutta la Toscana.

Nel corso delle lezioni, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di approfondire i principali aspetti dell’apicoltura moderna: dalla biologia dell’ape e dell’alveare alla gestione delle colonie, dalle produzioni apistiche alle tecniche di conduzione degli apiari, fino alle problematiche sanitarie e agli aspetti normativi che caratterizzano l’attività apistica.

Accanto alle lezioni teoriche online, le giornate pratiche in apiario hanno consentito ai corsisti di osservare direttamente il lavoro sulle colonie, prendere confidenza con le attrezzature e comprendere le operazioni fondamentali che accompagnano la gestione di un alveare durante la stagione produttiva.

Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento a tutti i docenti, ai tecnici e ai collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione del corso, mettendo a disposizione competenze, esperienza e passione.

Un ringraziamento speciale va però ai corsisti, che hanno seguito con costanza e interesse l’intero percorso formativo, partecipando attivamente alle lezioni e alle attività pratiche. L’apicoltura richiede impegno, osservazione continua e voglia di imparare: qualità che molti di voi hanno dimostrato durante questi mesi di formazione.

A tutti coloro che hanno concluso il corso rivolgiamo i nostri più sinceri complimenti. Ci auguriamo che questo sia soltanto il primo passo di un percorso ricco di soddisfazioni, contribuendo non solo alla crescita personale di ciascun apicoltore, ma anche alla tutela delle api e dell’ambiente.

L’augurio è quello di ritrovarci presto nei prossimi incontri tecnici, nelle attività associative e negli apiari, continuando insieme a condividere conoscenze, esperienze e passione per il mondo delle api.

Buon lavoro e buona apicoltura a tutti!

Alla scoperta dell’idromele – un viaggio tra storia, fermentazione e degustazione alla Biblioteca delle Oblate

Giovedì 28 maggio alle ore 21:00, presso la Sala Lusso della Biblioteca delle Oblate di Firenze, si terrà l’incontro “Alla scoperta dell’idromele”, una serata dedicata a una delle bevande fermentate più antiche della storia.

L’evento accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’idromele, spesso definito il “nettare degli dei”, attraverso racconti, curiosità e approfondimenti tecnici legati alla sua produzione e alla sua lunga tradizione storica.

Durante la serata verranno affrontati temi legati al miele, alla fermentazione e alle diverse tipologie di idromele, con uno sguardo sia alle pratiche tradizionali sia alle moderne produzioni artigianali. Ma sarà soprattutto possibile partecipare a una degustazione guidata in compagnia di tecnici esperti, per conoscere aromi, caratteristiche e differenze tra varie interpretazioni di questa antica bevanda.

L’iniziativa rappresenta anche un’occasione per valorizzare il legame tra apicoltura, territorio e produzioni fermentate di qualità, sempre più presenti nel panorama artigianale italiano.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Per informazioni:
☎️ 055 2616512
✉️ bibliotecadelleoblate@comune.fi.it

Il contributo delle api per la sostenibilità ambientale – venerdì 15 maggio

Venerdì 15 maggio alle ore 18:30, presso la Sala Lusso della Biblioteca delle Oblate di Firenze, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Il contributo delle api per la sostenibilità ambientale”, promosso nell’ambito della rassegna “Fiorisce il benessere 2026” delle Biblioteche comunali fiorentine.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare cittadini, appassionati e curiosi al mondo delle api, approfondendo il ruolo fondamentale che questi insetti svolgono negli ecosistemi naturali e nelle produzioni agricole.

Durante la serata verranno affrontati temi legati all’impollinazione, alla biodiversità, ai cambiamenti climatici e alle difficoltà che oggi il settore apistico si trova ad affrontare. Le api rappresentano infatti uno degli indicatori ambientali più importanti: la loro salute è strettamente collegata alla qualità dell’ambiente, alla presenza di fioriture e alla sostenibilità delle pratiche agricole.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Per informazioni:
☎️ 055 2616512
✉️ bibliotecadelleoblate@comune.fi.it

 

Apicoltura toscana in difficoltà: il caro carburante mette in crisi il nomadismo

Intervista a Paolo Pescia, socio e consigliere ARPAT – Apicoltura Dottor Pescia

L’apicoltura toscana sta attraversando una fase complessa, in cui fattori economici e produttivi si intrecciano mettendo sotto pressione la sostenibilità delle aziende. Tra questi, il forte aumento del costo del carburante rappresenta oggi uno degli elementi più critici, come evidenziato anche da recenti articoli di stampa locale che hanno raccolto le testimonianze degli operatori del settore (Quinews Valdicornia; Toscana Media News).

A fare il punto della situazione è Paolo Pescia, apicoltore professionista, socio e consigliere ARPAT, titolare di Apicoltura Dottor Pescia, che da anni opera sul territorio con un modello produttivo basato sul nomadismo.

Il costo strutturale del carburante

«Il problema – spiega Pescia – non è solo l’aumento del prezzo del gasolio, ma il fatto che per noi apicoltori rappresenta un fattore produttivo essenziale».

Negli ultimi anni il costo del carburante ha subito un incremento significativo, passando indicativamente da circa 1,60 €/litro fino a superare i 2,5 €/litro. Un aumento che incide direttamente su tutte le operazioni aziendali, dagli spostamenti degli alveari alle visite in apiario.

Come riportato anche dalla stampa, l’apicoltura professionale non può più prescindere dal nomadismo: per garantire produzioni di qualità – dall’acacia al castagno, fino alle fioriture di montagna – è necessario spostare gli alveari seguendo le diverse fioriture nel corso della stagione (Quinews Valdicornia).

Il nomadismo rappresenta oggi una scelta obbligata più che strategica.

«Senza spostamenti – continua Pescia – diventa impossibile produrre alcune tipologie di miele. Ma allo stesso tempo ogni trasferimento comporta costi sempre più elevati».

In molti casi si tratta di percorrere centinaia di chilometri per stagione, con viaggi ripetuti per seguire l’andamento delle fioriture. Un modello che, con l’attuale livello dei prezzi energetici, rischia di diventare economicamente insostenibile.

A complicare ulteriormente il quadro è un aspetto normativo:

gli apicoltori non possono accedere alle agevolazioni sul gasolio agricolo per gli spostamenti degli alveari, in quanto effettuati con autocarri e non con mezzi agricoli tradizionali.

«È una situazione paradossale – sottolinea Pescia – perché svolgiamo a tutti gli effetti un’attività agricola, ma non possiamo beneficiare degli stessi strumenti di sostegno».

Una criticità più volte evidenziata anche a livello mediatico e istituzionale, che apre una riflessione sulla necessità di aggiornare le normative rispetto alle specificità del settore.

Prezzi fermi e concorrenza estera

A fronte dell’aumento dei costi, gli apicoltori si trovano però nell’impossibilità di adeguare i prezzi di vendita.

Il mercato del miele è infatti fortemente condizionato dalla presenza di prodotto estero a basso costo, che limita la capacità delle aziende italiane di trasferire gli aumenti sui consumatori.

«Non possiamo semplicemente aumentare i prezzi perché rischiamo di uscire dal mercato. Ma così facendo comprimiamo sempre di più i margini».

La situazione descritta non riguarda solo la sostenibilità economica delle singole aziende, ma ha ricadute più ampie sull’intero sistema agricolo.

L’apicoltura, oltre alla produzione di miele, svolge un ruolo fondamentale per l’impollinazione e quindi per la produttività delle colture e la biodiversità.

Il combinarsi di costi crescenti, cambiamenti climatici e pressione del mercato rende l’attività apistica sempre più esposta a rischio imprenditoriale (Toscana Media News).

Senza interventi mirati – sia sul piano normativo che su quello economico – il rischio è quello di vedere ridursi progressivamente il numero di aziende professionali attive sul territorio, con conseguenze dirette sulla produzione di miele di qualità e sui servizi ecosistemici garantiti dalle api.

ARPAT continuerà a monitorare la situazione e a dare voce agli apicoltori, promuovendo il confronto su queste tematiche fondamentali per il futuro del settore.

Progetto LIFE BEEadapt – Incontro online

vi invitiamo a partecipare mercoledì 8 aprile alle ore 21:00 a un incontro online dedicato al progetto LIFE BEEadapt, il Patto per l’adattamento degli impollinatori ai cambiamenti climatici nell’area della Riserva di Biosfera Appennino Tosco-Emiliano.

Arpat sostiene il progetto attraverso la sottoscrizione del “Patto” ed è lieta di promuoverne la diffusione ospitando il coordinatore Willy Reggioni in una serata speciale organizzata in collaborazione con Toscana Miele e Unaapi.

Durante l’incontro approfondiremo:

  • gli obiettivi e le azioni del progetto LIFE BEEadapt
  • il ruolo delle buone pratiche e delle infrastrutture verdi
  • le modalità di adesione al “Patto” e il contributo attivo alla tutela della biodiversità
  • le opportunità di collaborazione e sviluppo all’interno della rete

L’incontro è aperto a tutti, con particolare interesse per apicoltori e imprenditori agricoli.

Link di accesso alla riunione.

Vi aspettiamo numerosi!

Report apicoltura Toscana – Marzo 2026

Andamento meteorologico del mese

Il mese di marzo si è aperto in Toscana con condizioni nel complesso miti e abbastanza stabili. Dopo un inverno piuttosto piovoso, l’inizio della primavera meteorologica è stato caratterizzato da temperature generalmente sopra la media e da periodi di alta pressione che hanno favorito giornate soleggiate e temperature diurne spesso vicine o superiori ai 18–20 °C.

Nel complesso il mese mantiene caratteristiche tipiche della primavera iniziale: temperature medie intorno agli 11 °C con massime spesso tra 14 e 16 °C, ma con forti escursioni termiche e possibili gelate notturne soprattutto nelle aree interne e collinari.

Per la seconda metà del mese la tendenza resta quella di una primavera precoce ma ancora instabile, con possibili passaggi perturbati alternati a giornate miti e soleggiate. Questo significa che, pur con condizioni favorevoli all’attività delle api, restano possibili improvvisi ritorni di freddo.

Situazione delle colonie

La situazione delle colonie in Toscana appare complessivamente buona.

Le famiglie stanno uscendo dall’inverno con ancora scorte accumulate nell’autunno precedente, che in molti casi sono ancora presenti nei nidi e consentono uno sviluppo primaverile regolare.

Dal punto di vista fenologico la regione appare piuttosto differenziata:

Costa e isole

  • le colonie sono già in piena ripresa;

  • si osserva la prima impostazione della fioritura di rosmarino e l’avvio dell’erica arborea;

  • la covata è già ben presente e le famiglie stanno aumentando rapidamente di popolazione.

Pianura e collina

  • le colonie stanno accelerando lo sviluppo primaverile;

  • in molti apiari sono comparsi i primi fuchi, segnale dell’avvicinarsi della stagione riproduttiva;

  • le fioriture di pruni e rosacee stanno sostenendo la ripresa dell’attività bottinatrice.

Nel complesso le famiglie appaiono equilibrate, ben popolate e con una buona presenza di scorte.

Prime operazioni in vista della stagione produttiva

Con l’avanzare della primavera l’attenzione si sposta progressivamente verso la gestione della sciamatura e la preparazione alla stagione produttiva.

Le operazioni principali sono:

  • controllo dello sviluppo della covata;

  • valutazione della qualità delle regine;

  • sostituzione delle colonie deboli o problematiche;

  • pareggiamento tra famiglie per mantenere un buon equilibrio dell’apiario;

  • preparazione dei melari nelle zone più precoci.

La comparsa dei fuchi indica che nelle prossime settimane inizierà anche la fase riproduttiva delle colonie. Se le condizioni meteo resteranno favorevoli, i primi impulsi di sciamatura potrebbero comparire a breve, in particolare nelle aree costiere e nelle zone più calde.


Conclusioni

La stagione apistica 2026 in Toscana sembra partire con buone prospettive. Le colonie appaiono generalmente sane e ben sviluppate, sostenute da scorte ancora abbondanti e da un andamento climatico favorevole alla ripresa primaverile.

Rimane però fondamentale mantenere una gestione prudente del nido, evitando espansioni premature e monitorando attentamente lo sviluppo delle colonie. La primavera è una fase delicata: pochi interventi ben mirati permettono di accompagnare le famiglie verso una crescita equilibrata e di arrivare pronte alla stagione delle prime produzioni.

Stagione apistica 2025 – cosa ha funzionato e cosa no

La stagione apistica 2025 in Toscana si è rivelata complessa ma ricca di spunti tecnici. Accanto a buoni risultati produttivi, soprattutto sui mieli estivi, sono emerse criticità alla gestione sanitaria e alla disponibilità di alcune fioriture storiche.

I 5 punti positivi della stagione 2025

  1. Ritorno della melata

Dopo alcune stagioni deludenti, nel 2025 si è tornati a osservare una produzione significativa di melata, con medie spesso superiori ai 20 kg per alveare, anche negli apiari stanziali. Un risultato non scontato, che ha inciso positivamente sui bilanci aziendali.

  1. Periodo produttivo estivo lungo

L’assenza di eventi climatici estremi prolungati ha consentito un ampio periodo produttivo estivo, favorendo continuità di bottinamento e una buona tenuta delle colonie.

  1. Autunno climaticamente favorevole

L’autunno 2025 si è distinto per presenza di fonti nettarifere e temperature miti, condizioni ideali per il proseguimento dell’attività delle api, per il rinnovo dei fogli cerei e per la preparazione delle famiglie all’invernamento.

  1. Assenza di gelate primaverili

La mancanza di gelate tardive ha ridotto i danni diretti alle colonie e alle fioriture, creando un contesto generalmente stabile dal punto di vista biologico.

  1. Gestione relativamente semplice di sciamatura e nutrizione

Primavere non particolarmente “esplosive” dal punto di vista nettarifero a causa di precipitazioni ripetute in aprile – maggio hanno reso più gestibile il controllo della sciamatura, riducendo interventi d’urgenza e perdite di api. Un inizio primavera favorevole, l’estate non torrida e un autunno ottimale hanno invece permesso pochi interventi di soccorso alle colonie con la nutrizione.

I 5 punti negativi della stagione 2025

  1. Assenza dei grandi monoflora toscani

Sebbene le produzioni di acacia siano state migliori rispetto ai 2 anni precedenti non si parla di un’annata eccezionale per questo monoflora. Anche il castagno, che al contrario negli ultimi anni ha goduto d’una certa stabilità produttiva non ha fatto registrare medie importanti. Sono quindi mancati in parte due pilastri storici della produzione regionale e ciò comporta forti ripercussioni sulla tipicità e sulla diversificazione dell’offerta.

  1. Andamento meteorologico irregolare in primavera

Il mese di maggio piovoso ha limitato l’attività di bottinamento nei momenti chiave per l’acacia, penalizzando le produzioni.

  1. Caldo precoce a inizio estate

Analogamente con il maltempo a primavera il meteo sfavorevole caratterizzato dalle alte temperature è coinciso con una fioritura importante come quella del castagno.

  1. Criticità nella gestione della varroa

L’assenza di un vero blocco di covata nell’inverno precedente, una febbre sciamatoria contenuta a primavera e un’estate produttiva hanno portando alti livelli di infestazione casi di morie estive e autunnali, confermando come estati favorevoli dal punto di vista climatico lo siano anche per la varroa.

  1. Inverno caldo e consumo delle scorte

L’inverno mite, smorzato solo ad inizio gennaio ha spesso vanificato parte delle scorte accumulate in autunno.

Cosa abbiamo imparato dalla stagione 2025 in vista della prossima

La stagione apistica 2025 ha confermato che l’apicoltura toscana sta entrando in una fase di adattamento strutturale. La primavera perde progressivamente il ruolo di fulcro produttivo: le grandi produzioni primaverili, come l’acacia, diventano sempre più episodiche e legate a finestre meteo molto ristrette, mentre cresce l’importanza delle produzioni estive e tardive.

Primavere piovose e miti possono limitare il bottinamento precoce ma favoriscono lo sviluppo di colonie forti, capaci di esprimere un buon potenziale produttivo più avanti nella stagione. In questo contesto, anche la sciamatura va riletta non solo come criticità gestionale, ma come indicatore dell’andamento stagionale.

Le estati non troppo calde e non aride, se da un lato favoriscono raccolti prolungati, dall’altro creano condizioni ideali per la varroa, rendendo indispensabile una gestione sanitaria flessibile e un monitoraggio continuo. Allo stesso modo, gli inverni miti impongono di ripensare l’invernamento come fase attiva di gestione, con attenzione a scorte, dimensionamento e protezione delle colonie.

La lezione complessiva è chiara: non si tratta più di reagire alle stagioni difficili, ma di anticipare gli scenari e adattare le scelte tecniche a un clima sempre più variabile e imprevedibile.

Premiazione del 40° Concorso Mieli Toscani “Andrea Terreni”

Sabato 13 dicembre 2025 si è svolta la premiazione del 40° Concorso Mieli Toscani “Andrea Terreni”, uno degli appuntamenti più importanti per l’apicoltura regionale, promosso da ARPAT – Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani, in collaborazione con gli Ambasciatori dei Mieli.

Il Concorso rappresenta da quarant’anni un momento di confronto tecnico, valorizzazione e crescita qualitativa per i produttori toscani, oltre a essere un’occasione di divulgazione verso il pubblico sul valore del miele e sulla professionalità degli apicoltori.

I dati del Concorso 2025

Nel 2025 hanno partecipato al Concorso 133 campioni di miele, suddivisi nelle seguenti categorie:

  • 68 Millefiori

  • 17 Castagno

  • 14 Melata

  • 11 Edera

  • 8 Acacia

  • 15 Monoflora vari (tiglio, ailanto, biancospino, corbezzolo, erica, lupinella, girasole, marruca, eucalipto)

Il millefiori si conferma la tipologia più rappresentata, a testimonianza della ricchezza ambientale del territorio toscano.

I criteri di premiazione

L’obiettivo del Concorso è la valorizzazione della qualità dei mieli toscani.

Nel 2025:

  • circa il 30% dei campioni è stato selezionato come “Miele Selezionato dalla Giuria per Qualità”;

  • il punteggio minimo richiesto era 80/100;

  • per accedere ai premi di categoria (1°, 2°, 3° posto) era necessario un punteggio minimo di 87/100;

  • ogni categoria doveva raggiungere un numero minimo di partecipanti.

Sono stati selezionati 40 campioni di eccellenza.

Le giurie di assaggio

Le valutazioni sono state effettuate da 13 assaggiatori dell’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele.

Ogni giudice ha assaggiato tra i 40 e i 60 campioni, operando attraverso:

  • una giuria in presenza;

  • una giuria a distanza.

Questo ha permesso di gestire in modo efficiente l’elevato numero di campioni mantenendo alti standard di valutazione.

I mieli premiati – Edizione 2025

Categoria Millefiori

  • 1° classificato: Riccardo Sedicini

  • 2° classificato: Samuele Parricchi

  • 3° classificato: Soc. Agr. Apisticamente

Categoria Castagno

  • 1° classificato: Apicoltura Cangialosi Giulio

  • 2° classificato: Soc. Agr. L’Oasi del Miele di Marchetti S.S.

  • 3° classificato: Az. Agr. Api Dafe

Categoria Melata

  • 1° classificato: Az. Agr. Culturale Erbascintilla

  • 2° classificato: Az. Agr. Le Soiane di Manzoli V.

  • 3° classificato: Apicoltura Cangialosi Giulio

Categoria Acacia

  • 1° classificato: Az. Agr. Poggio dei Roti di R. Nutini

  • 2° classificato: Pietro, Gianni e Gabriele

  • 3° classificato: Marcello Nassi

Categoria Edera

  • 1° classificato: Az. Agr. Le Soiane di Manzoli V.

  • 2° classificato: Az. Agr. La BeeO Baita di A. Fietta

  • 3° classificato: Elena Gazzarri

Categoria Monoflora Vari

  • 1° classificato: Massimo Mancini – Corbezzolo

  • 2° classificato: Gian Matteo Paroli – Tiglio

Mieli distinti per l’alta qualità (fuori podio)
Categoria Acacia
  • Az. Agr. La BeeO Baita di Alice Fietta


Categoria Edera
  • Fulvio Ramerini

  • Pietro Gianni Gabriele


Categoria Melata
  • Gianluca Bittini


 

Categoria Millefiori
  • Apicoltura Feri Simone

  • L’Ape Viandante di Nicola Grillai

  • Leonardo Venturini

  • Francesco Baldini

  • Apicoltura Cangialosi Giulio

  • Bettini Loretta

  • Daniele Campinoti

  • Giovanni Verniani

  • Apicoltura Giannerini Juri

  • Alessandro Zeppi

  • Giacomo Gozzi

  • Ingerid Helene Bergesen

  • Jacopo Zecchi

  • Rosaria & Andrea Borgonetti

  • Elisa Mattioli

Partecipate a veluBLITZ – dal 17 al 27 luglio

sta per partire veluBLITZ, un’iniziativa di monitoraggio intensivo della Vespa velutina rivolta a tutte le apicoltrici e gli apicoltori toscani. L’evento si svolgerà dal 17 al 27 luglio.

Con veluBLITZ vogliamo testare un metodo di monitoraggio massivo per raccogliere nel minor tempo possibile il maggior numero di segnalazioni di presenza (o assenza) della Vespa velutina. L’obiettivo è estendere in modo capillare il monitoraggio rispetto alla rete attuale del progetto regionale (che oggi conta circa 370 postazioni) e valutare se questo approccio ci permetterà in futuro di ridurre le attuali 18 finestre di monitoraggio a pochi eventi mirati ogni anno.

Come partecipare?
Scegliete almeno una giornata tra il 17 e il 27 luglio, recatevi nel vostro apiario e osservate per 20 minuti (preferibilmente prima delle 10:30 o dopo le 17:00) la presenza e la numerosità – o l’assenza – della Vespa velutina.

Successivamente compilate il questionario online per inviare la vostra segnalazione, dal seguente link.

👉 Scaricate il volantino con tutte le istruzioni e il link al modulo di compilazione:
sites/default/files/vrvca

Contiamo sulla vostra partecipazione!
Più saremo, più efficace sarà il monitoraggio.

PARTECIPATE NUMEROSI!