Incontri in apiario: Trattamenti estivi

Anche quest’anno ARPAT organizza una serie di incontri pratici in apiario dedicati ai trattamenti estivi contro la varroa, momento fondamentale per la gestione sanitaria delle colonie e per la preparazione delle api all’invernamento.

Gli incontri, della durata di circa 2 ore, sono riservati ai soci ARPAT in regola con il tesseramento. La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati ed è obbligatoria l’iscrizione.

 

Calendario degli incontri

Bagno a Ripoli (FI)
Giovedì 25 giugno, ore 16:30-18:30
Iscrizioni entro il 23 giugno

Tirli (GR)
Sabato 27 giugno, ore 9:00-11:00. Iscrizioni entro il 23 giugno

Cantagallo (PO)
Sabato 27 giugno, ore 9:00-11:00. Iscrizioni entro il 23 giugno

Monticiano (SI)
Sabato 27 giugno, ore 16:30-18:30. Iscrizioni entro il 23 giugno

Altopascio (LU)
Sabato 4 luglio, ore 9:00-11:00. Iscrizioni entro il 2 luglio

Castelfranco di Sotto (PI)
Sabato 4 luglio, ore 14:30-16:30. Iscrizioni entro il 2 luglio

Bagno a Ripoli (FI)
Sabato 11 luglio, ore 8:30-10:30. Iscrizioni entro l’8 luglio

Iscrizioni

I soci riceveranno un email per partecipare all’evento.

Corso alimentaristi modulo C (ex linee guida produzione primaria)

Martedì 30 giugno ARPAT organizza presso l’agenzia formativa accreditata Microcosmo di Figline Valdarno, il CORSO PER ALIMENTARISTI MODULO C specifico per l’apicoltura ai sensi della DGR 540/2024.

Il corso di 8 ore è rivolto a tutti gli apicoltori con partita iva, responsabili dei Piani di Autocontrollo, che non sono ancora in regola con i nuovi obblighi per la formazione degli operatori del settore alimentare.

Ricordiamo che con la DGR 540/2024 sono entrate in vigore nuove regole formative per chi svolge attività di apicoltura a fini professionali.  Non sono più sufficienti i precedenti corsi di linee guida per la produzione primaria del miele e neppure il corso HACCP, anche se non scaduto, se non è stato fatto l’aggiornamento relativo alla sopra citata delibera entro il 6 maggio 2026.  Ad oggi è necessario quindi conseguire un attestato di frequenza a corsi di formazione accreditati per alimentaristi (validità del corso 5 anni).

PROGRAMMA DEL CORSO 

Martedì 30 giugno – Figline Valdarno (FI)
Ore 9-13 – Parte generale sui rischi e pericoli alimentari, igiene e prevenzione e obblighi e responsabilità dell’operatore (4 ore)
Ore 14-18 – Parte specifica sulla gestione della sicurezza alimentare nell’azienda apistica (4 ore)

Chi parteciperà a questo corso dovrà inviarci l’attestato relativo al MODULO A – corso che è possibile frequentare gratuitamente on line sulla piattaforma TRIO della Regione Toscana, della durata di circa 2 ore (https://www.progettotrio.it/login/index.php –> cercare il corso: Igiene dei Prodotti Alimentari – Modulo A – DGR 540/2024)

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

I soci riceveranno una email per accedere all’evento. I non soci possono richiedere di partecipare scrivendo a info@arpat.info.

 

Incontro online sulla Banca Dati Apistica

Vi aspettiamo giovedì 9 aprile alle ore 21 su Zoom per un incontro dedicato alla BDA, aperto sia a chi la gestisce in autonomia sia a chi ha delegato.

Con i tecnici ARPAT Cristina Latini e Cecilia Saccardi vedremo in modo pratico struttura, obblighi, normativa e documentazione necessaria.

Incontro riservato ai soci che riceveranno i link per partecipare all’evento.

1 aprile tecnici extra: perché smieliamo miele sempre più umido?

Vi invitiamo a partecipare mercoledì 1 aprile alle ore 21:00 a un nuovo incontro sulla piattaforma Zoom, dedicato a un tema sempre più attuale per molti apicoltori: l’aumento dell’umidità del miele al momento della smielatura.

Il seminario, dal titolo “Perché smieliamo miele sempre più umido?”, offrirà una panoramica sul rapporto tra umidità del miele, dinamiche dell’alveare e cambiamenti climatici.

L’incontro sarà curato dal professor Daniele Besomi, che illustrerà le più recenti osservazioni sul processo di disidratazione del nettare da parte delle api e su come temperatura e condizioni ambientali possano influenzarne l’efficienza.

I soci riveveranno una email con i link per accedere all’evento.

18 Marzo – Tecnici in diretta

Appuntamento su piattaforma Zoom con i Tecnici ARPAT per fare il punto sull’avvio della stagione apistica. Durante la serata parleremo delle limitazioni alle movimentazioni degli alveari in provincia di Arezzo legate al colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), della ripresa primaverile delle colonie con gestione di covata e scorte e delle strategie di prevenzione della sciamatura. Spazio anche alla Vespa velutina, con un aggiornamento sulle esperienze degli ultimi anni per arrivare preparati alla nuova stagione.

Per contribuire a costruire un quadro territoriale più ampio sulla situazione degli apiari, è possibile compilare il breve questionario disponibile al seguente link.

L’incontro è riservato ai soci in regola con la quota associativa.

I soci riceveranno un’email di conferma con tutte le informazioni per accedere alla riunione.

Sublimatori per acido ossalico: come scegliere quello giusto per il tuo apiario

Questo articolo nasce dall’incontro del 22 novembre con i tecnici ARPAT, dedicato interamente all’uso dei sublimatori per acido ossalico nel controllo della varroa.

Durante la sessione in apiario sono stati mostrati diversi modelli, messe a confronto le loro prestazioni e approfondite le tecniche operative più efficaci per il trattamento autunnale e invernale. Da quelle spiegazioni e dalle domande dei partecipanti è nato il bisogno di riassumere tutto in un articolo chiaro e pratico, utile sia a chi si avvicina per la prima volta alla sublimazione sia a chi vuole aggiornare le proprie procedure.

Perché usare la sublimazione

La sublimazione dell’acido ossalico è diventata uno degli strumenti più importanti per il controllo della varroa nel periodo autunnale e invernale. I sublimatori sono strumenti in grado di raggiungere La temperatura ideale di sublimazione 155 e 180 °C; senza superare i 200 °C.

Rappresenta oggi una tecnica efficace, ripetibile e compatibile con l’apicoltura biologica, particolarmente utile in stagioni sempre meno fredde e con blocchi di covata sempre più brevi o assenti.

I vantaggi chiave di questa tecnica sono i seguenti:

  • permette più trattamenti senza danneggiare le api invernali a differenza del gocciolatato non ripetibile in inverno;

  • funziona anche in giornate fredde o nuvolose, purché sopra i 5 °C;

  • garantisce un’ottima efficacia (85–90%) in assenza di covata;

  • consente di proseguire i trattamenti anche quando i blocchi naturali di covata sono irregolari.

Quante sublimazioni fare?

Secondo le indicazioni riportate nel file, tre applicazioni distanziate di 5–7 giorni sono generalmente sufficienti .
In caso di cadute persistenti sul fondo, si può arrivare a 4–5 trattamenti, soprattutto nelle aziende professionali o in presenza di covata residua.

Tipologie di sublimatori disponibili

1. Per fonte di alimentazione

Sublimatori a gas

  • usano cartucce butano/propano;

  • molto rapidi e completamente portatili;

  • richiedono attenzione per la fiamma libera.

Sublimatori a batteria (12–18 V)

  • portatili e comodi in apiari lontani;

  • trattano 15–25 arnie per carica;

  • autonomia limitata.

Sublimatori elettrici 220 V / inverter

  • continuità e precisione massima grazie ai controlli elettronici;

  • perfetti per grandi apiari e cicli ripetuti;

  • necessitano di batteria auto o generatore (come nell’esempio fotografato nel PDF).

 2. Per velocità di trattamento

Sublimatori lenti (2–3 minuti)

Tipici modelli “a piattino” inseriti dalla porticina.
Caratteristiche:

  • ottima penetrazione nei glomeri compatti;

  • costi contenuti;

  • richiedono pazienza e tempi lunghi, inclusi i raffreddamenti tra un alveare e l’altro.

Sublimatori veloci (10–30 secondi)

Con camere di sublimazione chiuse e controllo elettronico della temperatura.
Ideali per:

  • aziende professionali;

  • cicli continui senza pause;

  • applicazioni standardizzate tramite tappi dosatori.

Possono però risultare meno efficaci se il vapore non penetra bene nel glomere o se l’arnia non è perfettamente sigillata.


 

Come scegliere il sublimatore giusto

Riassumendo le conclusioni dell’articolo originale :

  • Apiario piccolo o hobbistico: un modello lento può essere più che sufficiente.

  • Apiario medio: un 12V rapido offre un ottimo equilibrio tra costi e produttività.

  • Apiario professionale: un sistema veloce con controllo elettronico garantisce precisione, velocità e continuità.

  • Apiari lontani o difficili da raggiungere: preferibili modelli a batteria o gas.

  • Operazioni ripetute nel tempo: meglio dispositivi 220V o inverter per non rimanere senza energia.


Sicurezza: DPI indispensabili

  • maschera integrale con filtro P3;

  • guanti chimici;

  • occhiali (se non integrati);

  • tuta anti-vapore da riporre in contenitore ermetico.


Conclusione

La sublimazione è oggi uno degli strumenti più efficaci e flessibili contro la varroa, grazie alla possibilità di ripetere il trattamento e all’elevata efficacia anche con glomere presenti. La scelta del sublimatore dipende dal tipo di apiario, dal livello di esperienza e dalla necessità di produttività.
Un uso attento, un’adeguata protezione e un costante monitoraggio della caduta naturale completano una strategia moderna ed efficace di controllo della varroa.

Incontro in campo sull’impiego dei sublimatori

sabato 22 novembre, dalle 9:30 alle 11:30, vi aspettiamo per un incontro in campo dedicato all’utilizzo dei sublimatori.
L’appuntamento si svolgerà presso l’apiario didattico di Arpat a Bagno a Ripoli (FI).

Durante la mattinata i tecnici Michele e Giovanni illustreranno le diverse modalità d’uso dei sublimatori, presentando sia i modelli veloci che quelli lenti, e mostrando tecniche utili per ottimizzare le sublimazioni anche su arnie vuote o posizionate lontano dall’apiario.

Chi desidera potrà portare il proprio sublimatore per confrontarlo con gli altri modelli presenti.
È prevista anche una breve prova pratica di sublimazione con Apibioxal: per chi vorrà partecipare è obbligatorio presentarsi con DPI adeguati e tuta da apicoltura.

Incontro riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento. 

Prime esperienze d’impiego di Calistrip Biox

Calistrip® Biox si aggiunge ai farmaci veterinari registrati utilizzabili in Italia per la lotta alla varroa dalla primavera 2025.

Il prodotto è venduto in buste da 10 strisce di acido ossalico che agiscono per contatto diretto, garantendo un effetto prolungato.

Il dosaggio prevede il posizionamento di due strisce per alveare per una durata di 6 settimane. La casa produttrice comunica che l’efficacia è paragonabile a un trattamento di sintesi chimica quando effettuato in assenza di covata.

Si tratta del primo e unico farmaco veterinario a lunga cessione a base di acido ossalico disponibile per l’Italia, questo fatto è particolarmente importante perché permette agli apicoltori biologici di avere, per la prima volta, un trattamento a lunga durata.

Vista la novità e l’interesse potenziale, si è provveduto subito a impiegarlo per valutarne le prestazioni durante l’impiego, così da poterne dare riscontro ai soci.

Si è dunque sottoposto a trattamento l’apiario didattcio di S. Caterina, durante il periodo dei trattamenti estivi. Le caratteristiche climatiche della zona sono contraddistinte da una stagione estiva estremamente povera di raccolti, che porta le colonie a ridurre fortemente la covata fin quasi al blocco. La condizione di blocco o di forte riduzione di covata risultava quella da ricercare per poter effettuare il trattamento nelle condizioni ideali.

Infatti, in generale, per tutti i trattamenti di lunga durata, quanto più covata è presente tanto più l’efficacia può risultarne ridotta.

Il trattamento è iniziato alla fine del raccolto del tiglio, ultimo raccolto della zona.

Le 10 famiglie avevano storie diverse: questo avrebbe aiutato a capire se condizioni non omogenee di partenza incidessero sul risultato finale.

In precedenza le famiglie sono state valutate dal punto di vista delle scorte, della covata e della quantità di api, oltre a effettuare preventivamente una valutazione dell’infestazione da varroa tramite Varroa EasyCheck. Le famiglie presenti erano in parte colonie dell’anno precedente e in parte colonie costituite in primavera.

Come normale che sia, le colonie dell’anno precedente trattate in autunno avevano un carico di varroa maggiore — decisamente elevato in questo caso, oltre il 5% — ma erano più popolose.

Le famiglie dell’anno, già trattate con apibioxal gocciolato prima che la regina deponesse in primavera, avevano un’infestazione inferiore all’1%. Questo ci ha permesso di cominciare a capire le peculiarità del trattamento partendo da infestazioni diverse. Dopo aver posizionato le strisce si è provveduto a contare le cadute di varroa presenti nel fondo diagnostico. Ventiquattro giorni prima della rimozione le regine sono state ingabbiate, così da ottenere una riduzione della covata che terminasse in blocco l’ultimo giorno. Dopo aver rimosso le strisce, al termine delle 6 settimane, si sono liberate le regine e si è effettuato un trattamento con Api-Bioxal per gocciolamento per verificare quanta varroa fosse ancora presente nelle arnie. Nei 5 giorni successivi al gocciolato si sono contate le cadute che sono risultate, rispetto alle cadute registrate durante le 6 settimane, tra l’1% e il 21% del totale delle varroe contate complessivamente.

Le arnie erano posizionate sia in posizione di ombreggiamento che in pieno sole. In un’arnia al sole e in una all’ombra è stato inserito un datalogger per monitorare temperatura e umidità interne, rispetto a un terzo datalogger esterno che monitorava le condizioni ambientali.

Durante le 6 settimane si è notato, sul fondo diagnostico, la presenza di detrito costituito dalla rosura del materiale delle strisce, in alcuni alveari evidentemente più “attivi” nel cercare di rimuovere il principio attivo. L’aumento della rosura è apparso dipendere dall’umidità presente, riscontrando una maggiore rimozione del principio attivo all’aumentare dell’umidità. Questo, tuttavia, non ha fatto emergere effetti collaterali sulle famiglie durante i periodi di maggior rilascio.

 

La prova ha beneficiato di un andamento climatico molto favorevole: contrariamente a quanto accaduto negli anni precedenti, fino ad agosto è stato sempre presente un flusso di nettare e polline, condizioni che durante i trattamenti riducono gli effetti collaterali e aiutano molto le famiglie a sopportare il trattamento.

Come prima esperienza, in presenza di blocco, sembra buona l’azione acaricida; tuttavia, come tutti i presidi a lento rilascio, non è ideale con infestazioni elevate, poiché tale lentezza permette alla varroa di danneggiare ancora per giorni la covata rispetto a trattamenti più rapidi. Le colonie che partivano con alta infestazione si sono infatti spopolate molto; al contrario, le famiglie con infestazioni basse non hanno mostrato effetti collaterali e sono rimaste popolose, con un’infestazione residua adeguata a permettere un buon invernamento.

Questa prima esperienza ha fornito indicazioni promettenti sul prodotto, confermando al contempo i limiti derivanti dalla necessità di un blocco (o quasi) della covata per ottenere un’alta efficacia. Nelle prossime esperienze, e confrontandoci con i soci, si delineeranno meglio i punti critici e i punti di forza di questo nuovo presidio.

Giovanni Cecchi

Visita all’azienda di Aldo Baragatti, tra api, idee ed invenzioni

Sabato 11 ottobre, ore 9:30 ARPAT vi invita a un incontro speciale presso l’azienda del nostro socio Aldo Baragatti, apicoltore per passione e inventore per hobby.
Un’occasione unica per conoscere da vicino il suo lavoro, le sue invenzioni e la sua visione dell’apicoltura.
I soci riceveranno una email per i dettagli per iscriversi all’evento entro il 7 ottobre.
Non mancate!

Incontri in apiario: trattamenti invernali

Pubblichiamo con piacere le date degli incontri in campo dedicati ai trattamenti invernali contro la varroa, alle pratiche di invernamento degli alveari e a un aggiornamento sul monitoraggio di Vespa velutina.

Calendario degli incontri:

  • Polveraia (Grosseto) – sabato 27 settembre, ore 9:30 – 11:30

  • Cantagallo (Prato) – sabato 27 settembre, ore 9:30 – 11:30

  • Monticiano (Siena) – sabato 27 settembre, ore 15:00 – 17:00

  • Bagno a Ripoli (Firenze) – giovedì 2 ottobre, ore 10:00 – 12:00

  • Cascina (Pisa) – sabato 4 ottobre, ore 10:00 – 12:00

  • Bagno a Ripoli (Firenze) – sabato 4 ottobre, ore 14:30 – 16:30

👉 Gli incontri sono gratuiti e riservati ai soci in regola con la quota annuale.
👉 La partecipazione è a numero chiuso.
👉 In caso di maltempo l’incontro verrà annullato.
👉 L’indirizzo esatto sarà comunicato agli iscritti 1-2 giorni prima dell’incontro.

I soci riceveranno una email con le info per accedere all’evento.

Iscrizioni entro mercoledì 24 settembre.