Report apistico Toscana – inizio giugno 2026

L’inizio di giugno si apre con una situazione meteorologica piuttosto dinamica per la Toscana. Dopo una primavera complessa, il meteo sta alternando giornate decisamente calde, con temperature già elevate soprattutto nelle aree interne e cittadine, a passaggi più instabili con piogge sparse e locali fenomeni temporaleschi, in particolare nelle zone appenniniche e di rilievo.

Secondo le tendenze dell’Aeronautica Militare, il mese sembra orientato verso temperature sopra la media, con precipitazioni non sempre continue e distribuite in modo irregolare. Questo significa che, dal punto di vista apistico, ci troviamo davanti a un quadro non completamente sfavorevole, ma caratterizzato da finestre produttive spesso brevi, che possono essere interrotte da vento, abbassamenti termici o temporali.

 

Acacia: produzione complessivamente positiva

Per quanto riguarda l’acacia, non sono ancora disponibili dati definitivi e omogenei, ma le prime indicazioni raccolte sul territorio sono nel complesso incoraggianti. Rispetto agli ultimi due anni, la situazione appare decisamente migliore.

Nelle zone più vocate, come il pistoiese, la lucchesia, il pesciatino, la Garfagnana e alcune aree del Valdarno, si segnalano produzioni mediamente buone, con valori che in diversi casi si aggirano intorno ai 20 kg per alveare e con punte prossime ai due melari nelle postazioni meglio esposte e con famiglie ben preparate.

Non ovunque però l’andamento è stato soddisfacente. Le rese sono risultate più contenute nelle aree di alta quota, dove maltempo e basse temperature hanno limitato il lavoro delle api, come in parte della montagna pratese. Anche alcune zone di pianura o bassa collina più esposte al vento non hanno espresso pienamente il potenziale della fioritura.

Nel complesso, però, l’annata dell’acacia 2026 in Toscana può essere letta, almeno in questa prima fase, come una stagione più favorevole rispetto alle precedenti, pur con differenze marcate tra aree e apiari.

Tiglio penalizzato dal caldo nelle aree urbane

La situazione appare più delicata sul tiglio, soprattutto nelle città e nelle aree urbanizzate. Le recenti ondate di calore hanno colpito le piante proprio durante la fioritura, riducendo la capacità nettarifera e portando, almeno per il momento, a rese non particolarmente soddisfacenti.

In ambiente urbano il tiglio può risentire molto rapidamente degli stress termici e idrici: temperature elevate, suoli compattati, esposizione al calore dell’asfalto e assenza di piogge regolari possono accorciare la finestra utile di raccolta. Le api visitano comunque le piante, ma l’importazione non sempre si traduce in incrementi significativi nei melari.

Melate presenti, ma raccolta interrotta

In alcune zone era stata segnalata anche una discreta presenza di melata, sia su essenze ordinarie sia, in alta quota, su abete. Tuttavia il continuo alternarsi di caldo, piogge e instabilità ha reso difficile sfruttare appieno queste produzioni.

La melata, più ancora di altri raccolti, necessita di una certa continuità meteorologica. Piogge ripetute, lavaggi della vegetazione e cali termici possono interrompere rapidamente l’importazione. Per questo motivo, pur essendo presenti segnali interessanti, al momento non si può ancora parlare di un raccolto consolidato.

Castagno molto avanti

Anche il castagno risulta in anticipo in diverse aree della regione. L’alternanza tra caldo e precipitazioni ha favorito un rapido avanzamento fenologico della pianta, ma proprio questo anticipo desta qualche preoccupazione.

Il rischio principale riguarda il castagno di bassa quota, che potrebbe essere danneggiato da ondate di calore eccessive nel momento più delicato della fioritura. Se le temperature dovessero mantenersi troppo alte, con scarsa umidità e vento caldo, la produzione nettarifera potrebbe ridursi sensibilmente. Le aree di media quota potrebbero invece beneficiare maggiormente dell’alternanza tra precipitazioni e caldo, purché non intervengano temporali violenti o lunghi periodi perturbati.

Sciamatura ancora attiva

Un altro elemento rilevante è la ripresa della sciamatura dopo l’acacia. In molte zone le colonie, ancora molto popolose, hanno continuato a manifestare impulso sciamatorio anche dopo il raccolto principale. Questo ha provocato diversi disagi, soprattutto nelle aree cittadine, con sciami segnalati su alberi, edifici, giardini e spazi pubblici.

La situazione richiede ancora attenzione nella gestione degli apiari: controllo dello spazio disponibile, verifica della presenza di celle reali, eventuale formazione di nuclei e monitoraggio delle famiglie più forti restano operazioni fondamentali anche in questa fase.

Varroa sopra media: forte preoccupazione

L’aspetto più preoccupante di questo inizio giugno riguarda però la varroa. Dai riscontri di campo l’infestazione appare in molti casi nettamente sopra la media stagionale. Questo dato deve essere preso con molta attenzione, perché colonie molto sviluppate, covata estesa e raccolti prolungati possono mascherare il problema fino a quando il livello di infestazione non diventa critico.

È quindi fondamentale non rimandare il monitoraggio. In questa fase è consigliabile eseguire controlli oggettivi della varroa foretica, con metodi affidabili come lavaggio in alcol o zucchero a velo, e programmare per tempo le strategie estive di contenimento. Le famiglie destinate ai raccolti tardivi devono essere valutate con particolare attenzione, perché portare avanti colonie già molto infestate può compromettere sia la produzione sia la preparazione delle api invernali.

Considerazioni finali

L’inizio di giugno 2026 presenta quindi un quadro apistico contrastato ma interessante. L’acacia, pur con forti differenze territoriali, sembra aver dato risultati migliori rispetto agli ultimi anni. Tiglio, melate e castagno restano invece raccolti ancora incerti, fortemente condizionati dall’evoluzione del meteo nelle prossime settimane.

La priorità tecnica, accanto alla gestione dei raccolti, deve però diventare il controllo sanitario delle colonie. La presenza di varroa sopra media impone agli apicoltori di non attendere la fine dell’estate, ma di monitorare subito e pianificare con precisione gli interventi, in modo da non compromettere la tenuta delle famiglie nei mesi successivi.

Corso alimentaristi modulo C (ex linee guida produzione primaria)

Martedì 30 giugno ARPAT organizza presso l’agenzia formativa accreditata Microcosmo di Figline Valdarno, il CORSO PER ALIMENTARISTI MODULO C specifico per l’apicoltura ai sensi della DGR 540/2024.

Il corso di 8 ore è rivolto a tutti gli apicoltori con partita iva, responsabili dei Piani di Autocontrollo, che non sono ancora in regola con i nuovi obblighi per la formazione degli operatori del settore alimentare.

Ricordiamo che con la DGR 540/2024 sono entrate in vigore nuove regole formative per chi svolge attività di apicoltura a fini professionali.  Non sono più sufficienti i precedenti corsi di linee guida per la produzione primaria del miele e neppure il corso HACCP, anche se non scaduto, se non è stato fatto l’aggiornamento relativo alla sopra citata delibera entro il 6 maggio 2026.  Ad oggi è necessario quindi conseguire un attestato di frequenza a corsi di formazione accreditati per alimentaristi (validità del corso 5 anni).

PROGRAMMA DEL CORSO 

Martedì 30 giugno – Figline Valdarno (FI)
Ore 9-13 – Parte generale sui rischi e pericoli alimentari, igiene e prevenzione e obblighi e responsabilità dell’operatore (4 ore)
Ore 14-18 – Parte specifica sulla gestione della sicurezza alimentare nell’azienda apistica (4 ore)

Chi parteciperà a questo corso dovrà inviarci l’attestato relativo al MODULO A – corso che è possibile frequentare gratuitamente on line sulla piattaforma TRIO della Regione Toscana, della durata di circa 2 ore (https://www.progettotrio.it/login/index.php –> cercare il corso: Igiene dei Prodotti Alimentari – Modulo A – DGR 540/2024)

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

I soci riceveranno una email per accedere all’evento. I non soci possono richiedere di partecipare scrivendo a info@arpat.info.

 

Convegno di Primavera e Assemblea dei Soci

Sabato 21 febbraio 2026 – ore 9:30–13:00
Teatro degli Astrusi, Via Bandi 1 – Montalcino (SI)

Sabato 21 febbraio vi aspettiamo a Montalcino per il tradizionale Convegno di Primavera & Assemblea dei Soci, un appuntamento tecnico e associativo per fare il punto sull’avvio della stagione apistica 2026.


Programma della mattinata

09:30 – Saluti istituzionali

09:45 – Apertura dei lavori
Ricorso al TAR per la calamità 2021 e altri aggiornamenti
Duccio Pradella, Presidente ARPAT

10:00 – Pillole dal 40° congresso degli apicoltori professionisti
Novità sulla tutela della qualità del miele e della salute di api… e apicoltori
Tecnici ARPAT

10:45 – Diffusione di Vespa velutina
Risultati di 3 anni di Piano di gestione del calabrone a zampe gialle
Giovanni Cecchi, Tecnico ARPAT

11:30 – Assemblea dei Soci
Presentazione del bilancio 2025 e rinnovo del Consiglio direttivo
(Seguirà convocazione ufficiale)

13:00 – Chiusura dei lavori


 

Pranzo conviviale

Al termine della mattinata sarà possibile pranzare insieme presso il Ristorante San Giorgio, al costo di 20 euro a partecipante.

Per il pranzo è gradita la prenotazione entro il 18 febbraio compilando il modulo al seguente link.


L’evento è organizzato da ARPAT – Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani, con il patrocinio del Comune di Montalcino e con il contributo della Regione Toscana, del Consiglio Regionale e del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con cofinanziamento dell’Unione Europea.

Dolce Vernio: eventi 2025

Come ogni anno è in partenza la manifestazione Dolce Vernioorganizzata dal Comune di Vernio e alla quale Arpat partecipa attivamente con diverse iniziative aperte a tutti. 

Qui di seguito vi riportiamo le date degli eventi: 

Venerdì 7 novembre alle 21:00 Palazzo comunale, sala consiglio – Vernio (PO) 

Alla ricerca del miele più buono della Val di Bisenzio – Contest Dolce Vernio

Diventa anche tu assaggiatore per un giorno e aiutaci a trovare il miele più buono: fai parte della giuria popolare del Contest Dolce Vernio e vota il miele che preferisci!

E se hai tra i 6 e i 16 anni il tuo giudizio è importante! Contribuirai a trovare il vincitore del premio “Il Miele preferito dai giovani”

Prenotazione obbligatoria su www.visitvalbisenzio.it 

(N. partecipanti: MAX 60 persone – adulti e ragazzi) 

Sabato 15 novembre alle 9:30 Meucci, sala superiore – Vernio (PO) 

Convegno di apicoltura

A seguire pranzo su prenotazione entro il 12 novembre compilando il modulo al seguente link.

Sabato 15 novembre alle 18:00 Palazzo comunale, sala consiglio – Vernio (PO) 

Degustazione guidata alla scoperta dei Mieli più buoni della Val di Bisenzio. 

Emily Mallaby, docente esperta in analisi sensoriale, ci guiderà alla scoperta delle caratteristiche dei mieli del Contest, dei loro colori, profumi e aromi. Dopo la degustazione potrai assaggiare alcune specialità del territorio della Val di Bisenzio offerte dai produttori.

Prenotazione obbligatoria su www.visitvalbisenzio.it 

(N. partecipanti: MAX 30 persone)

Domenica 16 novembre alle 15:00 Vernio (PO) 

Inventiamo insieme un Hotel per le api! Laboratorio per bambini a cura di Arpat, all’interno della mostra mercato con i produttori apistici della Val di Bisenzio.

 

PARTECIPATE NUMEROSI!!

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Mercoledì 15 ottobre ore 21:00 Tecnici in Diretta

Ci vediamo mercoledì 15 ottobre ore 21:00 su piattaforma Zoom con i Tecnici in Diretta.

Parleremo di:

Meteo: scenari climatici e ricadute sull’apicoltura
Analisi dell’andamento meteorologico di luglio, agosto e settembre e prospettive per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Verranno evidenziati gli scenari climatici attesi e i loro possibili risvolti sulla gestione autunnale delle colonie: disponibilità di nettare e polline, dinamica della covata, consumi di scorte e preparazione all’invernamento.

Invernamento: non si può fare senza api invernali
Approfondiremo chi sono le api invernali, le loro caratteristiche fisiologiche rispetto alle api estive (longevità, accumulo di riserve proteiche, sviluppo delle ghiandole ipofaringee) e le pratiche apistiche necessarie a favorire lo sviluppo.

Invernamento in pratica: tecniche e strategie
Panoramica delle diverse tecniche di invernamento da adottare in funzione della propria realtà apistica (dimensioni dell’apiario, risorse disponibili, areale geografico). Saranno approfondite le scelte operative per garantire colonie equilibrate, con adeguate scorte e popolazioni idonee a superare l’inverno.

Vespa velutina: diffusione, monitoraggio e impatto sugli apiari
Aggiornamento sulla distribuzione della specie. Analisi delle tecniche di monitoraggio disponibili e valutazione dell’impatto sugli apiari.

L’incontro è destinato ai soci che riceveranno il link per accedere all’evento.

27-28 settembre Giorni del miele a Montalcino

Questo fine settimana, sabato 27 e domenica 28 settembre, ti aspettiamo a Montalcino, nella splendida Fortezza Trecentesca, per la festa “Giorni del Miele a Montalcino”.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Montalcino, è organizzata dall’Istituto Professionale Agrario “B. Ricasoli” in collaborazione con Arpat, Società Toscana di Orticultura e con la partecipazione di AMI – Ambasciatori dei Mieli.

Due giornate ricche di appuntamenti: laboratori didattici gratuiti e aperti a tutti, degustazioni e attività pensate per grandi e piccoli. Un’occasione speciale per avvicinare le nostre comunità alle api, al miele e alla natura.

Ti aspettiamo a Montalcino!

Report Giugno 2025 – Dopo un maggio instabile ecco l’estate

Meteo

Il mese di maggio in Toscana si è caratterizzato per un clima altalenante: frequenti episodi di instabilità, alternati a giornate miti, hanno definito una stagione primaverile tutt’altro che lineare.

Le temperature sono rimaste generalmente in linea con le medie stagionali, con massime intorno ai 25–28°C, ma i frequenti passaggi perturbati, in particolare nella seconda decade del mese, hanno limitato le occasioni di bottinatura per le api.

Le precipitazioni, a tratti abbondanti, hanno interessato gran parte del territorio regionale, con accumuli significativi in collina interna, Mugello, Valdarno e costa tirrenica.

L’inizio di giugno ha visto un progressivo ritorno del bel tempo, con un aumento delle temperature fino ai 30–32°C nelle zone interne e una generale diminuzione delle piogge.

Tuttavia, il passaggio dal clima primaverile a quello tipicamente estivo è avvenuto in modo graduale, senza i veri picchi di calore improvvisi verificati negli ultimi anni.

Stato delle colonie

Le colonie hanno superato maggio con condizioni sanitarie generalmente buone, ma non mancano casi con scorte limitate nel periodo tra la fine della fioritura dell’acacia e le nuove produzioni di inizio estate. Questo ha provocato un rallentamento della covata specie in bassa collina dove questo gap è durato diversi giorni.

La sciamatura è rimasta contenuta, favorita da un avvio lento della stagione e da condizioni meteorologiche che non hanno spinto eccessivamente le colonie alla congestione. Purtroppo ad inizio giugno la sciamatura è ripartita in molte zone in modo più violento favorita dallo stabilizzarsi delle alte temperature e da un flusso di nettare non enorme ma costante.

Anche nella seconda settimana di giugno non mancano segnalazioni di sciami da parte dei cittadini in molti centri urbani toscani.

Produzioni

La fioritura dell’acacia, già compromessa in aprile, non ha migliorato la sua resa nel mese di maggio: tra piogge frequenti e fasi alterne di sole, il raccolto si è confermato scarso in gran parte della regione, con qualche eccezione in medio alta collina dove le condizioni favorevoli sono coincise con la piena fioritura.

Proprio a causa di questa intermittenza di raccolto in molte zone il miele raccolto è risultato un’acacia spesso mescolata ad altri nettari e con umidità superiore al 18%.

Complessivamente le medie si aggirano sul melario scarso, con valori migliori nelle zone particolarmente vocate della Garfagnana e della provincia di Pistoia e peggiori nelle province di Prato, Firenze e Arezzo.

In conlusione le produzione di Acacia è stata scarsa con punte di raccolto massime discrete solo in piccole zone, un risultato dunque non positivo ma senza dubbio migliore degli ultimi 2 anni.

La fioritura del tiglio sta andando verso la fine nelle città (Firenze, Prato, Pistoia) e sebbene abbia potuto godere della pioggia in pre fioritura sta pagando al momento il caldo eccessivo: la raccolta è in corso con importazioni giornaliere più che discrete ma le produzioni migliori sono attese solo laddove le colonie avranno superato la prima metà di giugno in buone condizioni di forza.

Al momento grazie alle precipitazioni passate le fioriture di prato, il rovo, l’ailanto stanno fornendo nettare e non mancano le importazioni di melata in bassa collina.

In collina bassa sta iniziando l’importazione di polline di castagno, segno che sta per partire la fioritura dei firoi femminili contenenti nettare.

La produzione di miele di castagno sembra promettere bene grazie alla disponibilità idrica accumulata nei mesi precedenti.

Criticità

Il carico di varroa, già segnalato a maggio in alcuni apiari, sta lentamente aumentando. I tecnici consigliano di iniziare fin da ora a programmare i trattamenti estivi, soprattutto negli apiari che hanno mostrato debolezza o sintomi riconducibili a virosi.

Conclusione

Giugno si apre sotto il segno della speranza, ma anche della cautela.

La stagione apistica 2025 ha visto un inizio più promettente rispetto agli anni precedenti, ma l’instabilità di maggio ha impedito di raccogliere alte produzioni.

Le fioriture estive saranno decisive: con un giugno stabile e un’attenta gestione degli alveari, si potrà ancora salvare la stagione.

La priorità resta la salute delle colonie, il controllo della varroa e l’adeguata valutazione delle scorte.

Giannutri: il TAR annulla il divieto del Parco, le api non possono essere escluse dall’isola

Il TAR Toscana ha accolto il ricorso presentato dall’azienda apistica La Pollinosa s.s.s.a, annullando il provvedimento con cui il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano aveva vietato la presenza di alveari sull’isola di Giannutri per l’anno 2025.

Una decisione importante per l’apicoltura italiana, che riconosce come illegittimo il divieto motivato da uno studio scientificamente fragile e privo di un confronto tecnico con le parti interessate. Il TAR ha infatti censurato la mancanza di dialogo con l’azienda e la debolezza dell’istruttoria tecnica alla base del provvedimento, che esercitava poteri discrezionali senza un’adeguata valutazione del contesto.

Lo sfondo della vicenda
Nell’autunno 2024 il Parco aveva vietato l’apicoltura sull’isola sostenendo che le api domestiche minacciassero gli impollinatori selvatici. Una posizione basata su uno studio delle Università di Pisa e Firenze, contestato da diversi esperti e da enti quali il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura l’Università di Bologna e il Consiglio Nazionale per la Ricerca di Milano, che ne hanno criticato metodo e conclusioni. Lo studio, infatti, non teneva conto di variabili fondamentali come l’uso di pesticidi neurotossici sull’isola, i cambiamenti climatici e la riduzione della flora mellifera.

A fronte di ciò, le associazioni apistiche hanno denunciato un paradosso evidente: vietare le api in nome della biodiversità mentre si continuano a irrorare sostanze tossiche come permetrina e tetrametrina (contenute nel Flytrin 6.14) per la disinfestazione delle zanzare.

L’isola di Giannutri, grazie al suo isolamento geografico, rappresenta uno dei pochi luoghi in Italia dove è possibile effettuare la selezione genetica in purezza dell’ape ligustica, una sottospecie autoctona di valore strategico per la biodiversità e l’apicoltura nazionale.

Da anni, l’azienda La Pollinosa s.s.s.a conduce sull’isola un’attività di selezione genetica apprezzata e riconosciuta in ambito tecnico e scientifico. Il provvedimento del Parco ne comprometteva la continuità senza un reale fondamento scientifico, e per questo è stato giustamente impugnato davanti ai giudici amministrativi.

Una vittoria collettiva

Il ricorso è stato possibile grazie all’impegno diretto dell’azienda, ma la vittoria è anche merito della straordinaria rete di sostegno che si è mobilitata a livello toscano e nazionale.

Una nota di merito alle associazioni che si sono spese per questo risultato, in particolare le associazioni che sono intervenute ad adiuvandum nel ricorso, sostenendo in modo deciso l’importanza dell’apicoltura in aree protette:

  • Arpat – Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani
  • ToscanaMiele
  • AAPT – Associazione Apicoltori Professionisti Toscani
  • UNAAPI – Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani
  • AISSA – Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie
  • AAPI – Associazione Apicoltori Professionisti Italiani

Un esempio virtuoso di cooperazione tra mondo scientifico, produttori e società civile.

La sentenza del TAR segna un precedente importante.

L’apicoltura è un’attività riconosciuta dalla legge come utile per la tutela della biodiversità e dell’ambiente, e non può essere sacrificata su basi scientificamente fragili o in contrasto con le linee guida europee e nazionali.

Le api non possono essere escluse da Giannutri… Ma la questione non si chiude qui: serve ora un nuovo dialogo costruttivo tra Parco, apicoltori e comunità scientifica, basato su dati solidi e su una reale volontà di tutela ambientale coerente e partecipata.

Tecnici in diretta mercoledì 15 gennaio

Ci vediamo mercoledì 15 gennaio ore 21:00 su piattaforma Zoom con i Tecnici in Diretta

Argomenti della serata:

Eccoci nel 2025, situazione delle colonie e dell’invernamento.

Predisporre le colonie alla fine dell’invernamento e alla spinta/freno della deposizione, tra nutrizioni, diaframmi ecc.: uno sguardo a tecniche, strumenti e loro utilizzo.

Se vuoi partecipare a dare un quadro territoriale più ampio e dettagliato puoi regalarci due minuti per compilare il questionario che trovi al seguente link.

L’incontro è riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento. 

 

 

Vespa velutina a Figline valdarno

Oggi, il nostro associato Niccolò Bonechi ha trovato un esemplare maschio di Vespa velutina nel centro urbano di Figline Valdarno (FI). Il calabrone, ormai morente, è stato prontamente raccolto, identificato dai nostri tecnici e segnalato il ritrovamento al portale Stop Velutina.

Questo episodio ci ricorda che, nonostante la stagione invernale, non possiamo abbassare la guardia di fronte a questa specie infestante. La Vespa velutina rappresenta una seria minaccia per le nostre api e per l’apicoltura, ed è fondamentale mantenere alta l’attenzione e segnalare prontamente qualsiasi avvistamento.

Ringraziamo Niccolò per la tempestività e invitiamo tutti gli apicoltori a rimanere vigili anche nei mesi più freddi. Ogni segnalazione è un passo avanti nella lotta contro questo calabrone invasivo.