Dolce Vernio: eventi 2025

Come ogni anno è in partenza la manifestazione Dolce Vernioorganizzata dal Comune di Vernio e alla quale Arpat partecipa attivamente con diverse iniziative aperte a tutti. 

Qui di seguito vi riportiamo le date degli eventi: 

Venerdì 7 novembre alle 21:00 Palazzo comunale, sala consiglio – Vernio (PO) 

Alla ricerca del miele più buono della Val di Bisenzio – Contest Dolce Vernio

Diventa anche tu assaggiatore per un giorno e aiutaci a trovare il miele più buono: fai parte della giuria popolare del Contest Dolce Vernio e vota il miele che preferisci!

E se hai tra i 6 e i 16 anni il tuo giudizio è importante! Contribuirai a trovare il vincitore del premio “Il Miele preferito dai giovani”

Prenotazione obbligatoria su www.visitvalbisenzio.it 

(N. partecipanti: MAX 60 persone – adulti e ragazzi) 

Sabato 15 novembre alle 9:30 Meucci, sala superiore – Vernio (PO) 

Convegno di apicoltura

A seguire pranzo su prenotazione entro il 12 novembre compilando il modulo al seguente link.

Sabato 15 novembre alle 18:00 Palazzo comunale, sala consiglio – Vernio (PO) 

Degustazione guidata alla scoperta dei Mieli più buoni della Val di Bisenzio. 

Emily Mallaby, docente esperta in analisi sensoriale, ci guiderà alla scoperta delle caratteristiche dei mieli del Contest, dei loro colori, profumi e aromi. Dopo la degustazione potrai assaggiare alcune specialità del territorio della Val di Bisenzio offerte dai produttori.

Prenotazione obbligatoria su www.visitvalbisenzio.it 

(N. partecipanti: MAX 30 persone)

Domenica 16 novembre alle 15:00 Vernio (PO) 

Inventiamo insieme un Hotel per le api! Laboratorio per bambini a cura di Arpat, all’interno della mostra mercato con i produttori apistici della Val di Bisenzio.

 

PARTECIPATE NUMEROSI!!

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Mercoledì 15 ottobre ore 21:00 Tecnici in Diretta

Ci vediamo mercoledì 15 ottobre ore 21:00 su piattaforma Zoom con i Tecnici in Diretta.

Parleremo di:

Meteo: scenari climatici e ricadute sull’apicoltura
Analisi dell’andamento meteorologico di luglio, agosto e settembre e prospettive per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Verranno evidenziati gli scenari climatici attesi e i loro possibili risvolti sulla gestione autunnale delle colonie: disponibilità di nettare e polline, dinamica della covata, consumi di scorte e preparazione all’invernamento.

Invernamento: non si può fare senza api invernali
Approfondiremo chi sono le api invernali, le loro caratteristiche fisiologiche rispetto alle api estive (longevità, accumulo di riserve proteiche, sviluppo delle ghiandole ipofaringee) e le pratiche apistiche necessarie a favorire lo sviluppo.

Invernamento in pratica: tecniche e strategie
Panoramica delle diverse tecniche di invernamento da adottare in funzione della propria realtà apistica (dimensioni dell’apiario, risorse disponibili, areale geografico). Saranno approfondite le scelte operative per garantire colonie equilibrate, con adeguate scorte e popolazioni idonee a superare l’inverno.

Vespa velutina: diffusione, monitoraggio e impatto sugli apiari
Aggiornamento sulla distribuzione della specie. Analisi delle tecniche di monitoraggio disponibili e valutazione dell’impatto sugli apiari.

L’incontro è destinato ai soci che riceveranno il link per accedere all’evento.

27-28 settembre Giorni del miele a Montalcino

Questo fine settimana, sabato 27 e domenica 28 settembre, ti aspettiamo a Montalcino, nella splendida Fortezza Trecentesca, per la festa “Giorni del Miele a Montalcino”.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Montalcino, è organizzata dall’Istituto Professionale Agrario “B. Ricasoli” in collaborazione con Arpat, Società Toscana di Orticultura e con la partecipazione di AMI – Ambasciatori dei Mieli.

Due giornate ricche di appuntamenti: laboratori didattici gratuiti e aperti a tutti, degustazioni e attività pensate per grandi e piccoli. Un’occasione speciale per avvicinare le nostre comunità alle api, al miele e alla natura.

Ti aspettiamo a Montalcino!

Report Giugno 2025 – Dopo un maggio instabile ecco l’estate

Meteo

Il mese di maggio in Toscana si è caratterizzato per un clima altalenante: frequenti episodi di instabilità, alternati a giornate miti, hanno definito una stagione primaverile tutt’altro che lineare.

Le temperature sono rimaste generalmente in linea con le medie stagionali, con massime intorno ai 25–28°C, ma i frequenti passaggi perturbati, in particolare nella seconda decade del mese, hanno limitato le occasioni di bottinatura per le api.

Le precipitazioni, a tratti abbondanti, hanno interessato gran parte del territorio regionale, con accumuli significativi in collina interna, Mugello, Valdarno e costa tirrenica.

L’inizio di giugno ha visto un progressivo ritorno del bel tempo, con un aumento delle temperature fino ai 30–32°C nelle zone interne e una generale diminuzione delle piogge.

Tuttavia, il passaggio dal clima primaverile a quello tipicamente estivo è avvenuto in modo graduale, senza i veri picchi di calore improvvisi verificati negli ultimi anni.

Stato delle colonie

Le colonie hanno superato maggio con condizioni sanitarie generalmente buone, ma non mancano casi con scorte limitate nel periodo tra la fine della fioritura dell’acacia e le nuove produzioni di inizio estate. Questo ha provocato un rallentamento della covata specie in bassa collina dove questo gap è durato diversi giorni.

La sciamatura è rimasta contenuta, favorita da un avvio lento della stagione e da condizioni meteorologiche che non hanno spinto eccessivamente le colonie alla congestione. Purtroppo ad inizio giugno la sciamatura è ripartita in molte zone in modo più violento favorita dallo stabilizzarsi delle alte temperature e da un flusso di nettare non enorme ma costante.

Anche nella seconda settimana di giugno non mancano segnalazioni di sciami da parte dei cittadini in molti centri urbani toscani.

Produzioni

La fioritura dell’acacia, già compromessa in aprile, non ha migliorato la sua resa nel mese di maggio: tra piogge frequenti e fasi alterne di sole, il raccolto si è confermato scarso in gran parte della regione, con qualche eccezione in medio alta collina dove le condizioni favorevoli sono coincise con la piena fioritura.

Proprio a causa di questa intermittenza di raccolto in molte zone il miele raccolto è risultato un’acacia spesso mescolata ad altri nettari e con umidità superiore al 18%.

Complessivamente le medie si aggirano sul melario scarso, con valori migliori nelle zone particolarmente vocate della Garfagnana e della provincia di Pistoia e peggiori nelle province di Prato, Firenze e Arezzo.

In conlusione le produzione di Acacia è stata scarsa con punte di raccolto massime discrete solo in piccole zone, un risultato dunque non positivo ma senza dubbio migliore degli ultimi 2 anni.

La fioritura del tiglio sta andando verso la fine nelle città (Firenze, Prato, Pistoia) e sebbene abbia potuto godere della pioggia in pre fioritura sta pagando al momento il caldo eccessivo: la raccolta è in corso con importazioni giornaliere più che discrete ma le produzioni migliori sono attese solo laddove le colonie avranno superato la prima metà di giugno in buone condizioni di forza.

Al momento grazie alle precipitazioni passate le fioriture di prato, il rovo, l’ailanto stanno fornendo nettare e non mancano le importazioni di melata in bassa collina.

In collina bassa sta iniziando l’importazione di polline di castagno, segno che sta per partire la fioritura dei firoi femminili contenenti nettare.

La produzione di miele di castagno sembra promettere bene grazie alla disponibilità idrica accumulata nei mesi precedenti.

Criticità

Il carico di varroa, già segnalato a maggio in alcuni apiari, sta lentamente aumentando. I tecnici consigliano di iniziare fin da ora a programmare i trattamenti estivi, soprattutto negli apiari che hanno mostrato debolezza o sintomi riconducibili a virosi.

Conclusione

Giugno si apre sotto il segno della speranza, ma anche della cautela.

La stagione apistica 2025 ha visto un inizio più promettente rispetto agli anni precedenti, ma l’instabilità di maggio ha impedito di raccogliere alte produzioni.

Le fioriture estive saranno decisive: con un giugno stabile e un’attenta gestione degli alveari, si potrà ancora salvare la stagione.

La priorità resta la salute delle colonie, il controllo della varroa e l’adeguata valutazione delle scorte.

Giannutri: il TAR annulla il divieto del Parco, le api non possono essere escluse dall’isola

Il TAR Toscana ha accolto il ricorso presentato dall’azienda apistica La Pollinosa s.s.s.a, annullando il provvedimento con cui il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano aveva vietato la presenza di alveari sull’isola di Giannutri per l’anno 2025.

Una decisione importante per l’apicoltura italiana, che riconosce come illegittimo il divieto motivato da uno studio scientificamente fragile e privo di un confronto tecnico con le parti interessate. Il TAR ha infatti censurato la mancanza di dialogo con l’azienda e la debolezza dell’istruttoria tecnica alla base del provvedimento, che esercitava poteri discrezionali senza un’adeguata valutazione del contesto.

Lo sfondo della vicenda
Nell’autunno 2024 il Parco aveva vietato l’apicoltura sull’isola sostenendo che le api domestiche minacciassero gli impollinatori selvatici. Una posizione basata su uno studio delle Università di Pisa e Firenze, contestato da diversi esperti e da enti quali il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura l’Università di Bologna e il Consiglio Nazionale per la Ricerca di Milano, che ne hanno criticato metodo e conclusioni. Lo studio, infatti, non teneva conto di variabili fondamentali come l’uso di pesticidi neurotossici sull’isola, i cambiamenti climatici e la riduzione della flora mellifera.

A fronte di ciò, le associazioni apistiche hanno denunciato un paradosso evidente: vietare le api in nome della biodiversità mentre si continuano a irrorare sostanze tossiche come permetrina e tetrametrina (contenute nel Flytrin 6.14) per la disinfestazione delle zanzare.

L’isola di Giannutri, grazie al suo isolamento geografico, rappresenta uno dei pochi luoghi in Italia dove è possibile effettuare la selezione genetica in purezza dell’ape ligustica, una sottospecie autoctona di valore strategico per la biodiversità e l’apicoltura nazionale.

Da anni, l’azienda La Pollinosa s.s.s.a conduce sull’isola un’attività di selezione genetica apprezzata e riconosciuta in ambito tecnico e scientifico. Il provvedimento del Parco ne comprometteva la continuità senza un reale fondamento scientifico, e per questo è stato giustamente impugnato davanti ai giudici amministrativi.

Una vittoria collettiva

Il ricorso è stato possibile grazie all’impegno diretto dell’azienda, ma la vittoria è anche merito della straordinaria rete di sostegno che si è mobilitata a livello toscano e nazionale.

Una nota di merito alle associazioni che si sono spese per questo risultato, in particolare le associazioni che sono intervenute ad adiuvandum nel ricorso, sostenendo in modo deciso l’importanza dell’apicoltura in aree protette:

  • Arpat – Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani
  • ToscanaMiele
  • AAPT – Associazione Apicoltori Professionisti Toscani
  • UNAAPI – Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani
  • AISSA – Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie
  • AAPI – Associazione Apicoltori Professionisti Italiani

Un esempio virtuoso di cooperazione tra mondo scientifico, produttori e società civile.

La sentenza del TAR segna un precedente importante.

L’apicoltura è un’attività riconosciuta dalla legge come utile per la tutela della biodiversità e dell’ambiente, e non può essere sacrificata su basi scientificamente fragili o in contrasto con le linee guida europee e nazionali.

Le api non possono essere escluse da Giannutri… Ma la questione non si chiude qui: serve ora un nuovo dialogo costruttivo tra Parco, apicoltori e comunità scientifica, basato su dati solidi e su una reale volontà di tutela ambientale coerente e partecipata.

Tecnici in diretta mercoledì 15 gennaio

Ci vediamo mercoledì 15 gennaio ore 21:00 su piattaforma Zoom con i Tecnici in Diretta

Argomenti della serata:

Eccoci nel 2025, situazione delle colonie e dell’invernamento.

Predisporre le colonie alla fine dell’invernamento e alla spinta/freno della deposizione, tra nutrizioni, diaframmi ecc.: uno sguardo a tecniche, strumenti e loro utilizzo.

Se vuoi partecipare a dare un quadro territoriale più ampio e dettagliato puoi regalarci due minuti per compilare il questionario che trovi al seguente link.

L’incontro è riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento. 

 

 

Vespa velutina a Figline valdarno

Oggi, il nostro associato Niccolò Bonechi ha trovato un esemplare maschio di Vespa velutina nel centro urbano di Figline Valdarno (FI). Il calabrone, ormai morente, è stato prontamente raccolto, identificato dai nostri tecnici e segnalato il ritrovamento al portale Stop Velutina.

Questo episodio ci ricorda che, nonostante la stagione invernale, non possiamo abbassare la guardia di fronte a questa specie infestante. La Vespa velutina rappresenta una seria minaccia per le nostre api e per l’apicoltura, ed è fondamentale mantenere alta l’attenzione e segnalare prontamente qualsiasi avvistamento.

Ringraziamo Niccolò per la tempestività e invitiamo tutti gli apicoltori a rimanere vigili anche nei mesi più freddi. Ogni segnalazione è un passo avanti nella lotta contro questo calabrone invasivo.

Report novembre – scorte e sole verso l’inverno

Stiamo attraversando un periodo di stabilità climatica caratterizzato da giornate soleggiate, con un lieve calo termico di 3-4 gradi, perfettamente in linea con l’avanzare del mese di novembre. Nonostante il calo delle temperature, siamo ancora lontani dall’arrivo del freddo intenso (arriverà mai?); le temperature minime raggiungono i 5-6°C, mentre le massime restano elevate per la stagione, con valori intorno ai 19-20°C.

In Toscana, le api stanno beneficiando di queste temperature pomeridiane relativamente alte e del sole riuscendo ancora a bottinare sugli ultimi fiori di edera in pianura. Grazie a questa fioritura tardiva, gli alveari sono riusciti a incamerare un buon quantitativo di scorte, che, in combinazione con altri nettari, offre buone prospettive per affrontare l’inverno senza dover ricorrere a nutrizioni di supporto.

Nonostante le temperature massime sopra la media stagionale, il calo termico notturno e la riduzione delle ore di luce stanno portando le regine a interrompere la deposizione, soprattutto in aree collinari e montane. Se la tendenza climatica dovesse proseguire, è probabile che i primi blocchi naturali di covata si manifestino nei prossimi giorni in alcune zone, permettendo alle aziende di pianificare trattamenti con Apibioxal gocciolato.

Attività apistiche consigliate in autunno

Grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli e alla fine dei fenomeni di saccheggio, è ancora possibile eseguire visite di controllo piuttosto approfondite.

Le principali attività da svolgere includono:

  • Verifica della presenza e della salute della regina: Se la regina non è presente o è in cattive condizioni, è consigliabile unire la colonia con un’altra.
  • Controllo della forza della colonia: Le colonie con meno di 2-3 telaini ben presidiati avranno difficoltà a superare l’inverno.
  • Trasferimento di colonie piccole ai portasciami: Ridurre lo spazio a disposizione può favorire la sopravvivenza di colonie deboli.
  • Spostamento delle colonie prima della formazione del glomere: Intervenire ora facilita la gestione degli alveari e riduce il rischio di stress per le api.
  • Limitazione delle correnti d’aria: Chiudere i fondi e le porticine e utilizzare dischi sul coprifavo, evitando però situazioni che possano generare ristagno di umidità.

Gestione del blocco di covata e trattamento autunnale

In alcune aree, il blocco naturale della covata è già iniziato, ma risulta ancora difficile ottenere una completa assenza di covata in molte zone, condizione necessaria per una massima efficacia del trattamento con acido ossalico gocciolato. Per ovviare a questo problema, molte aziende hanno iniziato a ingabbiare le regine per indurre un blocco autunno-invernale, in modo da poter successivamente trattare le colonie con Apibioxal.

Accortezze per l’ingabbiamento autunnale:

  • Monitorare attentamente le condizioni meteo, poiché l’ingabbiamento richiede temperature adeguate.
  • Stringere la colonia per ridurre il rischio che la regina sia abbandonata dal glomere durante la ricerca delle scorte.
  • Evitare l’ingabbiamento nelle colonie più deboli.
  • Posizionare la gabbietta in una posizione centrale, vicino alle scorte.
  • Proteggere la regina dal getto diretto del sublimatore durante i trattamenti.
  • Prestare attenzione al rischio di saccheggio nelle giornate miti autunnali, che potrebbe compromettere la stabilità della colonia.

Queste precauzioni consentiranno una gestione ottimale delle colonie, aiutandole a entrare nell’inverno con le migliori condizioni possibili.

Trovato un nido di V. velutina con la tecnica del radiotracking

Nei giorni 23 e 28 ottobre, è stato ottenuto il primo risultato positivo per la Toscana con la localizzazione di un nido di Vespa velutina.

La scoperta è avvenuta grazie all’uso della telemetria, o radiotracking, una tecnica che prevede l’applicazione di un piccolo emettitore, denominato TAG o PIN, sulla vespa, per poi seguirne i movimenti con antenna e ricevitore.

Il nido è stato individuato a Prato in una siepe infestata da edera, ad altezza d’uomo, a circa 400 metri dall’apiario attaccato dai calabroni, nella zona prospiciente al casello autostradale di Prato ovest.
Questo risultato è significativo, e maggiormente utile poiché si tratta di un’area di nuova colonizzazione. Sia che fosse stato l’unico o anche uno dei pochi l’eliminazione del nido nell’area circostante incide in maniera importante sulla presenza delle regine fondatici presenti nella prossima stagione produttiva.
Questo primo successo è stato possibile grazie al Piano regionale di gestione della specie aliena vespa velutina, operativo dal 2023 in attuazione della normativa europea e nazionale che ha permesso l’acquisto dell’apparecchiatura per radiotelemetria.

Il piano prevede il coordinamento scientifico e lo sviluppo della tecnica della radio telemetria da parte di tre dipartimenti universitari: il Dipartimento di Scienze Veterinarie e il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, e il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze. Per il monitoraggio e la distruzione dei nidi, collaborano le tre principali associazioni apistiche toscane: ARPAT (Associazione Regionale Produttori Apistici toscani), AAPT (Associazione degli Apicoltori delle Province Toscane), Toscana Miele.

Il gruppo operativo costituito da questi enti sta impiegando strumenti tecnologici innovativi, come il radiotracking, e gestisce una rete di monitoraggio su tutto il territorio regionale per neutralizzare i nidi individuati.

Il personale, formato appositamente nell’ambito del piano, opera al fine di contenere e limitare la diffusione della vespa velutina, che causa gravi danni all’apicoltura.

A tale scopo, il gruppo collabora con altre istituzioni scientifiche, come il Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente del CREA, e con associazioni apistiche di altre regioni. Tale collaborazione avviene anche nell’ambito della rete STOP VESPA VELUTINA, creata dal progetto ministeriale del MIPAAF (concluso nel 2016), rete che ha continuato a operare per sviluppare strategie di contenimento di questa specie esotica invasiva.

Webinar Vespa velutina e Vespa orientalis

Vi aspettiamo martedì 5 novembre ore 21:00 su piattaforma Zoom per il webinar “Vespa velutina e Vespa orientalis: strategie di sopravvivenza a confronto.”

Stefano Fenucci, tecnico apistico, farà chiarezza sulle strategie di controllo delle vespe, illustrando le tecniche di lotta ad oggi più diffuse e i metodi sperimentali con un approccio pratico basato sulle esperienze di campo.

Se hai domande da porre puoi anticiparcele compilando il modulo (link), Stefano risponderà durante l’incontro:

Ecco il link per l’iscrizione alla riunione

Dopo l’iscrizione, riceverai un’email di conferma con le informazioni necessarie per entrare nella riunione.