Concluso il Corso Base di Apicoltura ARPAT 2026: complimenti ai nuovi apicoltori

Si è conclusa con successo l’edizione 2026 del Corso Base di Apicoltura organizzato da ARPAT, un percorso formativo che anche quest’anno ha visto una partecipazione numerosa e un grande interesse da parte degli aspiranti apicoltori provenienti da tutta la Toscana.

Nel corso delle lezioni, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di approfondire i principali aspetti dell’apicoltura moderna: dalla biologia dell’ape e dell’alveare alla gestione delle colonie, dalle produzioni apistiche alle tecniche di conduzione degli apiari, fino alle problematiche sanitarie e agli aspetti normativi che caratterizzano l’attività apistica.

Accanto alle lezioni teoriche online, le giornate pratiche in apiario hanno consentito ai corsisti di osservare direttamente il lavoro sulle colonie, prendere confidenza con le attrezzature e comprendere le operazioni fondamentali che accompagnano la gestione di un alveare durante la stagione produttiva.

Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento a tutti i docenti, ai tecnici e ai collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione del corso, mettendo a disposizione competenze, esperienza e passione.

Un ringraziamento speciale va però ai corsisti, che hanno seguito con costanza e interesse l’intero percorso formativo, partecipando attivamente alle lezioni e alle attività pratiche. L’apicoltura richiede impegno, osservazione continua e voglia di imparare: qualità che molti di voi hanno dimostrato durante questi mesi di formazione.

A tutti coloro che hanno concluso il corso rivolgiamo i nostri più sinceri complimenti. Ci auguriamo che questo sia soltanto il primo passo di un percorso ricco di soddisfazioni, contribuendo non solo alla crescita personale di ciascun apicoltore, ma anche alla tutela delle api e dell’ambiente.

L’augurio è quello di ritrovarci presto nei prossimi incontri tecnici, nelle attività associative e negli apiari, continuando insieme a condividere conoscenze, esperienze e passione per il mondo delle api.

Buon lavoro e buona apicoltura a tutti!

Vespe invasive: pubblicata la roadmap europea per il controllo di Vespa velutina e Vespa orientalis

Le specie invasive di calabroni rappresentano oggi una delle principali minacce per l’apicoltura europea, per la biodiversità e, sempre più spesso, anche per la sicurezza delle comunità locali. In particolare Vespa velutina e Vespa orientalis stanno ampliando rapidamente la loro diffusione in diversi Paesi europei, causando gravi impatti sugli impollinatori, sulle produzioni agricole e sugli ecosistemi.

Per questo motivo BeeLife European Beekeeping Coordination, insieme a Copa-Cogeca, Apimondia Federation e European Professional Beekeepers Association (EPBA), ha pubblicato il documento:

 

“Roadmap to Control Invasive Hornets”

Una roadmap politica e tecnica che analizza la situazione europea relativa ai calabroni invasivi e propone strategie coordinate di gestione a livello europeo, nazionale e regionale.

Il documento sottolinea come gli interventi frammentati e basati esclusivamente sulla rimozione dei nidi non siano più sufficienti. Servono invece:

  • sistemi di monitoraggio strutturati;
  • coordinamento tra enti pubblici e privati;
  • ricerca scientifica;
  • strategie di contenimento condivise;
  • finanziamenti stabili e continuativi;
  • governance comune a livello europeo.

La roadmap evidenzia inoltre la necessità di affrontare il problema in modo integrato, considerando non solo gli aspetti apistici, ma anche quelli ambientali, agricoli e sanitari.

In questo contesto ARPAT è impegnata in prima linea, insieme alla Regione Toscana e agli altri partner territoriali, nelle attività di monitoraggio, gestione e contenimento di Vespa velutina sul territorio toscano.

Negli ultimi anni il lavoro congiunto tra associazioni, tecnici, istituzioni e volontari ha permesso di sviluppare reti di monitoraggio sempre più capillari, protocolli operativi condivisi e attività di sensibilizzazione rivolte agli apicoltori e alla cittadinanza.

La gestione delle specie invasive richiede però uno sforzo sempre più coordinato e una visione di lungo periodo, capace di integrare prevenzione, formazione, monitoraggio e interventi tempestivi.

Il documento completo è consultabile qui:

Roadmap to Control “Invasive Hornets”

Il contributo delle api per la sostenibilità ambientale – venerdì 15 maggio

Venerdì 15 maggio alle ore 18:30, presso la Sala Lusso della Biblioteca delle Oblate di Firenze, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Il contributo delle api per la sostenibilità ambientale”, promosso nell’ambito della rassegna “Fiorisce il benessere 2026” delle Biblioteche comunali fiorentine.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare cittadini, appassionati e curiosi al mondo delle api, approfondendo il ruolo fondamentale che questi insetti svolgono negli ecosistemi naturali e nelle produzioni agricole.

Durante la serata verranno affrontati temi legati all’impollinazione, alla biodiversità, ai cambiamenti climatici e alle difficoltà che oggi il settore apistico si trova ad affrontare. Le api rappresentano infatti uno degli indicatori ambientali più importanti: la loro salute è strettamente collegata alla qualità dell’ambiente, alla presenza di fioriture e alla sostenibilità delle pratiche agricole.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Per informazioni:
☎️ 055 2616512
✉️ bibliotecadelleoblate@comune.fi.it

 

Proiezione del film Honeyland a Firenze per la Giornata Mondiale delle Api

In occasione della Giornata Mondiale delle Api, l’Università degli Studi di Firenze ospita la proiezione del docufilm Honeyland, un racconto intenso sul rapporto tra uomo, api e ambiente.

L’evento vedrà anche la partecipazione di Duccio Pradella, presidente di ARPAT, che interverrà nelle conclusioni della serata portando una riflessione sul ruolo dell’apicoltura e degli impollinatori nel contesto ambientale attuale.

Mercoledì 20 maggio 2026 – ore 18
Palazzo Nonfinito, aula 1 – Via del Proconsolo 12, Firenze

Il film racconta la storia di Hatidze, apicoltrice della Macedonia che pratica un’apicoltura di sussistenza, offrendo uno sguardo profondo sul delicato equilibrio tra utilizzo delle risorse naturali e rispetto degli ecosistemi.

Un’occasione aperta alla cittadinanza per riflettere insieme sull’importanza delle api, della biodiversità e della cura del territorio.

Per partecipare è necessaria l’Iscrizione dal 7 al 19 maggio 2026:
– per i partecipanti Unifi su SOL – Iscrizione ad eventi di Ateneo “Eventi di Ateneo, eventi dell’Area Servizi alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, eventi Green Office”
– per i partecipanti non Unifi attraverso l’invio di una email a green.office@unifi.it

Per informazioni: green.office@unifi.it | 055 275 7604 – 7280.

Stagione apistica 2025 – cosa ha funzionato e cosa no

La stagione apistica 2025 in Toscana si è rivelata complessa ma ricca di spunti tecnici. Accanto a buoni risultati produttivi, soprattutto sui mieli estivi, sono emerse criticità alla gestione sanitaria e alla disponibilità di alcune fioriture storiche.

I 5 punti positivi della stagione 2025

  1. Ritorno della melata

Dopo alcune stagioni deludenti, nel 2025 si è tornati a osservare una produzione significativa di melata, con medie spesso superiori ai 20 kg per alveare, anche negli apiari stanziali. Un risultato non scontato, che ha inciso positivamente sui bilanci aziendali.

  1. Periodo produttivo estivo lungo

L’assenza di eventi climatici estremi prolungati ha consentito un ampio periodo produttivo estivo, favorendo continuità di bottinamento e una buona tenuta delle colonie.

  1. Autunno climaticamente favorevole

L’autunno 2025 si è distinto per presenza di fonti nettarifere e temperature miti, condizioni ideali per il proseguimento dell’attività delle api, per il rinnovo dei fogli cerei e per la preparazione delle famiglie all’invernamento.

  1. Assenza di gelate primaverili

La mancanza di gelate tardive ha ridotto i danni diretti alle colonie e alle fioriture, creando un contesto generalmente stabile dal punto di vista biologico.

  1. Gestione relativamente semplice di sciamatura e nutrizione

Primavere non particolarmente “esplosive” dal punto di vista nettarifero a causa di precipitazioni ripetute in aprile – maggio hanno reso più gestibile il controllo della sciamatura, riducendo interventi d’urgenza e perdite di api. Un inizio primavera favorevole, l’estate non torrida e un autunno ottimale hanno invece permesso pochi interventi di soccorso alle colonie con la nutrizione.

I 5 punti negativi della stagione 2025

  1. Assenza dei grandi monoflora toscani

Sebbene le produzioni di acacia siano state migliori rispetto ai 2 anni precedenti non si parla di un’annata eccezionale per questo monoflora. Anche il castagno, che al contrario negli ultimi anni ha goduto d’una certa stabilità produttiva non ha fatto registrare medie importanti. Sono quindi mancati in parte due pilastri storici della produzione regionale e ciò comporta forti ripercussioni sulla tipicità e sulla diversificazione dell’offerta.

  1. Andamento meteorologico irregolare in primavera

Il mese di maggio piovoso ha limitato l’attività di bottinamento nei momenti chiave per l’acacia, penalizzando le produzioni.

  1. Caldo precoce a inizio estate

Analogamente con il maltempo a primavera il meteo sfavorevole caratterizzato dalle alte temperature è coinciso con una fioritura importante come quella del castagno.

  1. Criticità nella gestione della varroa

L’assenza di un vero blocco di covata nell’inverno precedente, una febbre sciamatoria contenuta a primavera e un’estate produttiva hanno portando alti livelli di infestazione casi di morie estive e autunnali, confermando come estati favorevoli dal punto di vista climatico lo siano anche per la varroa.

  1. Inverno caldo e consumo delle scorte

L’inverno mite, smorzato solo ad inizio gennaio ha spesso vanificato parte delle scorte accumulate in autunno.

Cosa abbiamo imparato dalla stagione 2025 in vista della prossima

La stagione apistica 2025 ha confermato che l’apicoltura toscana sta entrando in una fase di adattamento strutturale. La primavera perde progressivamente il ruolo di fulcro produttivo: le grandi produzioni primaverili, come l’acacia, diventano sempre più episodiche e legate a finestre meteo molto ristrette, mentre cresce l’importanza delle produzioni estive e tardive.

Primavere piovose e miti possono limitare il bottinamento precoce ma favoriscono lo sviluppo di colonie forti, capaci di esprimere un buon potenziale produttivo più avanti nella stagione. In questo contesto, anche la sciamatura va riletta non solo come criticità gestionale, ma come indicatore dell’andamento stagionale.

Le estati non troppo calde e non aride, se da un lato favoriscono raccolti prolungati, dall’altro creano condizioni ideali per la varroa, rendendo indispensabile una gestione sanitaria flessibile e un monitoraggio continuo. Allo stesso modo, gli inverni miti impongono di ripensare l’invernamento come fase attiva di gestione, con attenzione a scorte, dimensionamento e protezione delle colonie.

La lezione complessiva è chiara: non si tratta più di reagire alle stagioni difficili, ma di anticipare gli scenari e adattare le scelte tecniche a un clima sempre più variabile e imprevedibile.

Porta le api a scuola!

Un viaggio educativo alla scoperta del mondo delle api con ARPAT

L’Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani (ARPAT) propone alle scuole primarie e secondarie un’esperienza didattica unica: un viaggio affascinante nel mondo delle api, per scoprire il loro ruolo fondamentale nella natura e comprendere quanto siano importanti per la vita di tutti noi.

Gli incontri didattici gratuiti offerti da ARPAT vogliono avvicinare i più giovani al tema della sostenibilità, della biodiversità e della salvaguardia dell’ambiente. Attraverso un linguaggio semplice, esperienze dirette e momenti di confronto, i ragazzi potranno scoprire come la vita delle api sia strettamente legata alla nostra e a quella dell’intero ecosistema.

 

Un percorso interattivo e coinvolgente

Gli incontri, pensati per le diverse fasce d’età, si articolano in un vero e proprio percorso educativo che unisce curiosità e conoscenza:

🐝 1º incontro: scopriamo insieme quanto le api influenzano la nostra vita quotidiana, dai cibi che portiamo in tavola all’equilibrio degli ecosistemi.
🐝 2º incontro: un approfondimento in classe sulla loro organizzazione sociale: ruoli, comunicazione e collaborazione all’interno dell’alveare.
🐝 3º incontro: riflessioni finali, domande e consolidamento delle conoscenze acquisite.

Imparare divertendosi

Durante il percorso i ragazzi potranno osservare da vicino il mondo delle api grazie a un’arnia didattica, scoprendo da sé come questi straordinari insetti vivono, comunicano e producono miele.
Un modo efficace e divertente per far nascere nei più piccoli la consapevolezza dell’importanza della natura e del rispetto per l’ambiente.

Posti limitati – prenota per la tua classe!

Gli incontri si svolgono in modo gratuito ma i posti sono limitati.
Per maggiori informazioni e prenotazioni:
📧 corsi@arpat.info

Api in piscina, al bar o in giardino? Niente panico

Quest’anno, grazie anche alle abbondanti piogge primaverili, non si sono ancora verificate situazioni critiche legate alla presenza massiccia di api nei pressi di piscine e bar. Tuttavia, il perdurare del caldo estivo e il ritorno della siccità potrebbero cambiare lo scenario molto rapidamente, spingendo nuovamente gli insetti impollinatori verso ambienti urbani alla ricerca di acqua e nutrimento.

Ma perché succede questo?

Le attuali condizioni meteo, con temperature sopra la media e una prolungata siccità, stanno mettendo a dura prova non solo le colture agricole, ma anche la sopravvivenza degli insetti impollinatori, tra cui le api.

In assenza di fonti naturali di nutrimento e acqua, questi insetti sono costretti a spostarsi in ambienti urbani o turistici alla ricerca di risorse. È così che finiscono per avvicinarsi a noi, attratte da fonti zuccherine (bibite, frutta matura, gelati) o dall’acqua di piscine, fontane e annaffiatoi.

Ma niente paura: le api non sono aggressive quando sono in cerca di acqua o nutrimento. Non sono lì per pungere, ma solo per sopravvivere.

Cosa fare (e non fare) quando si presentano le api
Per ridurre la presenza di api senza nuocere a loro – e senza creare disagio alle persone – bastano poche accortezze.

Ecco alcune indicazioni pratiche da seguire:

Cosa fare:

-Tenere chiusi e puliti i cestini dei rifiuti, svuotandoli frequentemente.

-Pulire le superfici esterne (tavoli, pavimenti) da eventuali residui zuccherini, incluse le bucce o i resti di frutta matura.

-Allontanare le api in modo naturale, fornendo piccole fonti d’acqua pulita in zone lontane da quelle frequentate, dotate di galleggianti (tappi di sughero, sassolini) per evitare che anneghino.

-Utilizzare repellenti naturali nelle aree sensibili: citronella, aceto, fondi di caffè bruciati sono sgraditi alle api ma innocui per l’ambiente.

Cosa NON fare:

-Non utilizzare spray insetticidi o trappole zuccherine: possono uccidere qualche ape ma attireranno nuove esploratrici. Inoltre, causano danni ecologici e compromettono il lavoro degli apicoltori.

-Non somministrare acqua con zucchero: anche se fatto con buone intenzioni, attirerà molte più api e renderà la situazione ingestibile.

Le api: alleate indispensabili della natura
Ricordiamoci che le api non sono un fastidio, ma un segnale: la loro presenza vicino a bar e piscine è una spia evidente di un ambiente in difficoltà, dove mancano acqua e risorse per gli impollinatori.

Il ruolo delle api nella riproduzione delle piante è fondamentale: senza il loro incessante lavoro non avremmo buona parte della frutta e verdura che consumiamo ogni giorno. La loro sopravvivenza è strettamente legata alla biodiversità del nostro territorio.

In conclusione: un invito al rispetto
Abbiamo auto annate ben più siccitose e la situazione è al momento sotto controllo. Se questo caldo dovesse perdurare potremo avere api intorno a piscini e luoghi di ristoro. E’ bene ricordarsi che tale situazione è temporanea e destinata a migliorare con l’arrivo delle piogge. Fino ad allora, possiamo imparare a convivere con le api con rispetto e consapevolezza. Basterà non infastidirle, non compiere movimenti bruschi e seguire i consigli indicati per convivere serenamente con queste preziose alleate.

Cliccando qui potete scaricare la nostra brochure informativa completa sul tema.

Webinar: rendiamo le città europee un luogo sicuro per i bambini

Il 30 marzo dalle ore 10:00 alle 12:00, PAN Europe organizza un webinar nell’ambito della campagna Pesticide Free Towns, dal titolo “Making EU cities a safe place for children“.

Il webinar si concentra sullesposizione di bambini e neonati ai residui di pesticidi nelle aree urbane e sull’impatto sulla loro salute e sviluppo.

Fa parte della Settimana d’azione sui pesticidi. Durante il webinar, i rappresentanti della città di Parigi spiegheranno come gestiscono gli spazi pubblici urbani con alternative ai pesticidi sintetici e il contesto politico che ha portato al divieto dei pesticidi sintetici.

Verranno poi discussi i diritti del bambino e le possibilità politiche di proteggere i bambini creando un ambiente sicuro. Gli scienziati parleranno dei residui di pesticidi nell’ambiente e del loro impatto sulla salute dei bambini. L’ultima parte sarà dedicata a domande e risposte: gli esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.