Tecnici in diretta mercoledì 16 luglio

Ci vediamo mercoledì 16 luglio alle ore 21:00 su Zoom con i Tecnici in Diretta

Argomenti della serata

Produzioni estive: a che punto siamo?
Dopo una primavera instabile, l’estate ha mostrato un quadro produttivo disomogeneo: buoni risultati su castagno e tiglio in alcune zone, altrove rese più modeste. Le medie? Altalenanti, ma in leggera ripresa rispetto all’inizio stagione. Ora si guarda all’autunno, con attenzione alle ultime fioriture e alle scorte in vista dell’invernamento.

Varroa: trattamenti mirati, efficaci e tempestivi
È il momento di scegliere il trattamento antivarroa più adatto, considerando clima, presenza di covata e livello d’infestazione. Analizzeremo le strategie estive più efficaci, con il supporto dei primi dati di monitoraggio. I vostri riscontri saranno preziosi per un confronto tecnico aggiornato e condiviso.

Contribuisci con il tuo quadro territoriale
Se vuoi aiutarci a raccogliere un quadro più ampio e dettagliato, puoi dedicarci due minuti per compilare il questionario al seguente link.

I soci riceveranno una email per accedere all’evento.

La smielatura: il risultato di tanto impegno

Eccoci finalmente giunti al momento di raccogliere i frutti della nostra collaborazione con le api e la natura: il periodo della smielatura.

La fase che, se tutto è andato per il meglio, può darci grandi soddisfazioni e ripagarci delle cure e dell’impegno che abbiamo riposto verso le nostre api.

La prima cosa da fare è verificare che i melari che abbiamo dato agli alveari siano stati riempiti di miele ed opercolati per almeno il settanta/ottanta percento.

Questo fa si che con buona probabilità il miele abbia un grado di umidità intorno ai valori considerati “di sicurezza” ovvero intorno al 18%.

 

Per averne certezza è bene procurarsi un rifrattometro da miele (detto anche mielometro) che ci dirà con precisione il valore esatto; preferibili quelli a prisma anziché quelli digitali perché questi ultimi tendono a stararsi.

Appurato il livello di umidità, che dovrà essere riconfermato anche nel locale di smielatura, dobbiamo far uscire le api dal melario e lo si fa inserendo gli apiscampo fra l’arnia ed il melario stesso (ricordatevi di non metterli a contatto con gli escludiregina, che sono pressoché obbligatori per evitare che la regina salga a melario).

 

Trascorse 24/48 ore a seconda della diversa tipologia di apiscampo, è il momento di portare a casa i nostri melari.

Nel caso volessimo comunque smielare ma non avessimo tutti i telaini pieni, potremmo portarci a casa solamente quelli sufficientemente opercolati spazzolando via le api che vi sono sopra e ricordandosi di mettere nuovi telaini nel melario affichè non resti mai con spazi liberi.

Ricordiamoci che il fumo va usato sempre il meno possibile per non rischiare di contaminare il miele.

Giunti a questo punto possiamo decidere se proseguire in prima persona con tutte le fasi o se portare i melari ancora opercolati ad aziende o consorzi che si occupano di tutto il processo.

In quest’ultimo caso ci verrà fornito direttamente il prodotto finale, ma a noi piace immaginare di volersi sporcare le mani, quindi proseguiamo con le altre fasi.

Lo spazio scelto per la smielatura dovrà essere fornito di acqua corrente e dovrà essere organizzato in modo da avere superfici ben pulite e disinfettate.

Se non abbiamo la strumentazione dedicata, come ad esempio un banco per smielatura seppur semplice e meno costoso di quelli professionali, teniamo a portata di mano alcuni strumenti da cucina come leccapentole, insalatiere, pentole… insomma qualche attrezzo per raccogliere miele e cera, oltre che alcuni secchi per alimenti nel caso la vostra produzione sia abbondante (ne esistono di appositi per miele che hanno volumetrie standard).

Chiudete le finestre del locale anche con zanzariere per evitare di attirare eserciti di api e, se ne avete modo, accendete un deumidificatore da ambienti e magari anche un ventilatore per smuovere un po’ l’aria della stanza.

Entrando nel vivo la prima fase è la disopercolatura, ovvero la rimozione del tappo di cera che protegge il miele nelle cellette. Questa potrà essere fatta con dei coltelli appositi e con la forchetta disopercolatrice. Spesso è una fase lunga e richiede delle attenzioni in più per “stappare” tutte le cellette, ma con un buon sottofondo musicale la si supera con facilità.

Ricordiamoci che imbratteremo tutto di miele, quindi utilizzate le insalatiere, le pentole o le scatole per gli impasti da pizza, così raccoglierete la cera ed il miele che vi cadranno all’interno, riducendo al massimo gli sprechi.

La cera che raccoglierete sarà cera di opercolo, cera purissima; a fine operazione mettetela tutta a scolare dentro un colino, anche a maglie larghe, così recupererete del miele e potrete usarla per le candele o farla lavorare da terzi per avere in cambio i fogli cerei.

smielatura

Il passo successivo è la smielatura vera e propria. Questa la si fa mettendo i telaini già disopercolati dentro lo smielatore, la centrifuga apposita, che grazie alla rotazione farà uscire tutto il miele dalle cellette.

Ne esistono di manuali e di motorizzati, chiaramente i prezzi variano e le dimensioni, e quindi il numero di telaini che possono contenere, pure. Un buon compromesso per iniziare è uno smielatore manuale da 9 telaini, meglio se con possibilità di motorizzazione, così in futuro sarà più facile gestire numeri maggiori di melari… speriamo!

Non abbiate la pretesa di raggiungere manualmente le velocità di rotazione di uno smielatore motorizzato, queste si aggirano intorno ai 400 giri al minuto, difficilmente raggiungibili da noi esseri umani.

Ricordiamoci inoltre di non far salire troppo il livello del miele sul fondo perché oltre a bloccare i telaini nella rotazione, questo può venire a contatto con le parti mobili lubrificate con del grasso andando a compromettere la nostra amata produzione.

A mano a mano che il nostro miele uscirà dallo smielatore lo raccogliamo in un contenitore per alimenti e lo filtriamo con uno o più filtri a maglie sempre più fini (in genere ne bastano due), per farlo scolare nel nostro maturatore (decantatore), che può anche essere un secchio apposito in caso di piccole quantità.

In questo modo avremmo rimosso tutti i detriti, cera per la maggior parte, e reso il nostro miele più pulito possibile.
La fase della filtrazione spesso è quella che rallenta tutto il processo perché via via che i filtri fanno il loro lavoro raccolgono particelle solide che tapperanno le maglie; la vostra pazienza vi sarà grata se riuscirete ad avere a disposizione un doppione dei filtri così da poterli sostituire e pulire mentre gli altri stanno lavorando.

Una volta filtrato, il miele dovrà decantare nel maturatore, ben chiuso e conservato in una stanza asciutta e fresca, per un periodo che solitamente si aggira intorno ai dieci/quindici giorni, così da permettere alle particelle rimaste e alle bolle d’aria di salire in superficie essendo più leggere.

Questa schiuma superficiale potrà essere raccolta e mangiata tranquillamente, ci sarà solo un po’ di cera ma principalmente è un’emulsione di miele e aria che qualcuno apprezza molto…

L’ultima fase della smielatura è l’invasettamento. La dimensione dei vasetti la decidete voi in base a gusti ed esigenze; quelli in vendita preso i negozi specializzati non hanno necessità di essere lavati o sterilizzati, possono essere usati così come sono purché prestiamo attenzione nel maneggiarli.

Questo è il momento nel quale stiamo pianificando i vari regali di Natale e immaginando i sorrisi dei nostri amici e parenti nel ricevere il frutto dei nostri sforzi e della vita delle api. Un momento impagabile che ci regalerà un prodotto unico e irripetibile, oltre ad una grande soddisfazione per il risultato raggiunto.

Ma dei telaini sporchi di miele cosa ce ne facciamo?
Sarà impossibile togliere tutto il miele dai telai, ne rimarrà sempre un velo sottilissimo adeso alle pareti di cera. Rimettiamo i telaini nei melari e riportiamoli dalle api, ci penseranno loro in pochissimo tempo a ripulire completamente tutto il miele presente e ci faranno trovare i melari pronti a nuove produzioni.

Luca Baldini

Tecnici in diretta mercoledì 21 maggio

Ci vediamo mercoledì 21 maggio ore 21:00 su piattaforma Zoom con i Tecnici in Diretta 

Temi della serata:

Bilancio primaverile

– Quali apiari hanno prodotto e per quali ragioni.

– Analisi delle zone con raccolti positivi e negativi, evidenziando le pratiche gestionali più efficaci.

Prospettive future

– Stato di preparazione delle famiglie per i prossimi raccolti.

– Situazione della sciamatura: possiamo considerarla conclusa?

– Stato delle principali piante nettarifere e possibili criticità legate alle condizioni climatiche.

Avvelenamenti

– Incremento dei trattamenti fitosanitari e relativi rischi di avvelenamento: come identificarli e come intervenire.

Tecnici in diretta – mercoledì 19 marzo

Ci vediamo mercoledì 19 marzo ore 21:00 su piattaforma Zoom con i Tecnici in Diretta 

Argomenti della serata:

  • Ripresa dell’alveare,  prevenzione della sciamatura,  gestione delle scorte e della covata: prepariamo insieme la nuova stagione apistica.
  • E’ l’inizio di stagione anche per la V. velutina, facciamo il punto per partire preparati.

Se vuoi partecipare a dare un quadro territoriale più ampio e dettagliato puoi regalarci due minuti per compilare il questionario che trovi al seguente link.

I soci ARPAT riceveranno per email le informazioni di partecipazione.

Dal convegno Aapi: prime stime produttive della stagione apistica 2024

L’Associazione Apicoltori Professionisti Italiani (AAPI) organizza nel mese di luglio una giornata di incontro dedicata alle tematiche apistiche di interesse nazionale.

È un momento di condivisione importante, dove, grazie anche alla presenza dell’Osservatorio Nazionale Miele e delle numerose aziende apistiche, è possibile fare le prime stime produttive di miele e confrontarsi sull’andamento stagionale.

Questo è quanto emerso nel corso della giornata.

 

Le aziende italiane hanno già vissuto molte annate negative negli ultimi dieci anni di attività, ma nel 2024 è accaduto qualcosa di mai visto prima con tale uniformità:

una scarsa produzione di miele su tutto il territorio nazionale, con pochissime eccezioni.

La stagione apistica è iniziata con temperature molto al di sopra della media all’inizio di aprile, che facevano presagire una partenza anticipata della stagione con buoni presupposti. 

Sfortunatamente, dopo le prime due settimane con un clima prettamente estivo, è tornato l’inverno con crolli termici che hanno messo in difficoltà api e vegetazione.

Non si parla di gelate, tuttavia ogni presupposto per la raccolta del nettare su gran parte del territorio italiano è stato annullato.

Successivamente lo scenario climatico non è migliorato, con il nord Italia flagellato dal maltempo fino a giugno e il centro – sud vittima di siccità e livelli di aridità del suolo critici in Sicilia, Calabria, Puglia, sud Sardegna e Maremma.

 

Produzioni pre-acacia

Per le ragioni sopra enunciate, si registrano produzioni vicine allo zero per la quasi totalità dei millefiori primaverili e dei monoflora precedenti ai raccolti importanti di acacia e di agrumi.

Ciliegio, colza, tarassaco: in molti casi lasciati alle api;

Erica: qualche kg di miele in alcuni alveari in produzione nelle zone costiere della Liguria e Toscana;

Asfodelo: prodotto in Sardegna con risultati molto eterogenei, meglio nel Centro-Nord Sardegna.

Millefiori primaverile: raccolto in alcune zone del sud Italia dove il crollo termico è stato meno marcato rispetto al nord. In Campania, in aree limitate delle province di Napoli, Salerno e Caserta; in Puglia nelle provincie di Bari e Foggia; in Toscana sulle isole su fioriture di rosmarino e lavanda selvatica.

 

Se si dovesse realizzare una media generale delle produzioni italiane di questi mieli, avremmo valori tra 0 e 2 kg di miele a colonia, veramente troppo poco.

Acacia

Anche questo monoflora ha subito crolli produttivi in tutta Italia a causa del maltempo che da aprile si è protratto per tutta la prima parte di maggio.

Nel nord spesso i raccolti sono stati azzerati o lasciati alle api, soprattutto in Friuli Venezia Giulia e Trentino, con medie non superiori ai 5 kg a colonia.

Situazione analoga nelle zone vocate del centro-sud, con medie leggermente più alte nel Lazio e nel nord della Toscana (ad eccezione del pistoiese).

La produzione di questo monoflora è andata male in tutta Italia, con medie comprese tra 0 e 7 kg per alveare.

Se questo monoflora non rende difficilmente la stagione apistica di molte aziende può considerarsi positiva.

Agrumi

Il caldo di aprile ha favorito una fioritura molto precoce delle piante di agrumi, con il risultato di avere api non pronte e fiori sbocciati durante il crollo termico di fine aprile e inizio maggio.

Si è prodotto qualcosa in Puglia (5-12 kg per alveare), Basilicata (4-10 kg), Calabria (2-12 kg) e Sardegna (0-10 kg), mentre è andata peggio in Campania (6-7 kg solo in provincia di Caserta e Salerno) e in Sicilia, dove non si è prodotto nulla.

Si è quindi prodotto qualche kg di miele, ma certamente non quanto questi fiori ci avevano abituato a fornire non molti anni fa.

Sulla

Produzioni mediocri e quasi inesistenti anche per questo monoflora, tra 0 e 5 kg in Toscana, mentre al sud è stata prodotta con medie simili solo a quote più alte e solo se seminata.

Tiglio

Il tiglio cittadino è andato meglio del tiglio di montagna a causa delle basse temperature in quota che non hanno permesso raccolti di rilievo.

In città, grazie a temperature più miti e in assenza di temperature massime estreme, si registrano medie che partono da 5 kg e raggiungono punte di 20 kg per alveare.

Valori ben inferiori in montagna, dove spesso risulta mescolato ad altri mieli.

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Castagno

Nonostante i problemi di umidità e di api stressate dalla prolungata assenza di raccolti post-acacia, la produzione di miele di castagno è stata migliore rispetto agli altri monoflora, soprattutto per il castagno raccolto in quota.

Le medie si attestano superiori ai 10 kg per colonia in buona parte delle regioni vocate, con il Veneto fanalino di coda anche a causa di diffusi avvelenamenti accaduti prima della raccolta.

Sopra media la produzione di polline di castagno.

 

Il castagno risulta essere una produzione che non riesce più a fornire grandi medie produttive, ma sicuramente, rispetto agli altri monoflora, ha mantenuto una maggiore stabilità produttiva.

Altre produzioni

Coriandolo: superficie seminata ridotta, ma con discreti quantitativi di miele raccolti in Puglia (17-35 kg/alveare), Molise (15-24 kg/alveare) e Marche (2-12 kg/alveare).

Girasole: i primi dati provenienti dalle Marche registrano una produzione di 6-13 kg/alveare.

Eucalipto (provvisorio): buoni risultati in Sardegna, meno a nord. In Basilicata si registrano 5-15 kg/alveare, mentre nel Lazio 7-15 kg/alveare.

Millefiori estivo (provvisorio): produzioni scarse rispetto ai buoni risultati dello scorso anno.

Dal mese di giugno, i raccolti includono ailanto, tiglio, rovo, melata e erbacee seminate come trifoglio e girasole, oltre a residui di sulla e coriandolo.

Al Sud, la produzione è stata influenzata negativamente dalla siccità.

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Il 2024 si è rivelato un anno particolarmente negativo per la produzione di miele italiano.

Nessuna regione può dirsi soddisfatta delle medie produttive registrate.

Alcuni areali del centro Italia e del sud della Sardegna hanno prodotto qualche chilo di miele in più, ma si tratta comunque di valori estremamente scarsi.

Le rese sono state terribili nel nord Italia, in particolare nel nord-est, e in Sicilia, dove la siccità ha raggiunto livelli estremi.

Tre aziende italiane su quattro non riescono a raggiungere una media aziendale di 20 kg per alveare.

Con questi risultati, è difficile che gli apicoltori possano sopravvivere.

Report prima metà di giugno – come stanno le api al giro di boa stagionale

È arrivato il caldo estivo ma fortunatamente è stato accompagnato da una costante presenza di nubi che hanno smorzato le temperature massime che, in ogni caso, stanno raggiungendo i 32/33° sul grossetano e sulle zone interne della bassa toscana.
Questa presenza di perturbazioni ha favorito una certa instabilità con precipitazioni di breve durata distribuiti sulla regione in maniera molto eterogenea.
Il susseguirsi delle precipitazioni ha da un lato favorito parte della vegetazione e senza dubbio agevolerà le api in vista della stagione estiva, ma ha rappresentato anche un grosso ostacolo in questa prima parte di stagione nei momenti in cui le api avrebbero dovuto bottinare.

A livello nazionale si sta delineando uno scenario che vede nette differenze pluviometriche tra le regioni settentrionali che continueranno ad accumulare pioggia e quelle meridionali che devono affrontare il problema dell’aridità, la nostra speranza è che al centro la Toscana si trovi in una situazione intermedia.

Ad oggi, con le temperature notturne in risalita e le tante fioriture in corso (rovo, meliloto, trifogli, tiglio, ailanto), le colonie stanno finalmente facendo registrare incrementi di peso. Purtroppo il bilancio ad oggi risulta negativo (per approfondire in merito poi trovare più informazioni qui), ma il tiglio sta fornendo un buon apporto nettarifero e la fioritura del castagno è in partenza in bassa quota e pare ben agevolata dalle trascorse precipitazioni.

I presupposti per avere disponibilità di nettare non mancheranno; sarà però complesso andare a produrre monoflora con questi presupposti.

Se la vegetazione appare in salute lo stesso non si può dire per le nostre api; l’impossibilità di raccogliere nettare di acacia, e l’assenza di fonti nettarifere tra acacia e le fioriture estive hanno messo in seria difficolta molti apiari.

Molte aziende hanno dovuto nutrire in un periodo in cui normalmente si produce miele e spesso ci siamo dovuti confrontare con stress delle colonie dovute ad approvvigionamenti alimentari intermittenti.

Queste situazioni di stress hanno limitato il fenomeno della sciamatura ma al contempo stanno rendendo le nostre colonie più vulnerabili a malattie della covata.

La sempre presente varroa inoltre pare stia facendo registrare dai primi monitoraggi, livelli di infestazioni nettamente sopra media. A tal proposito invitiamo i soci ad aderire alla campagna di monitoraggio del livello di infestazione di varroa e a non farsi trovare impreparati in vista dei trattamenti estivi che difficilmente potranno essere posticipati.

Conclusioni
Si chiude una prima parte di stagione molto complessa e indubbiamente negativa in cui le frequenti precipitazioni, il vento e le basse temperature notturne non hanno permesso alle api di accumulare scorte. Al momento la situazione pare stia migliorando ma non è detto che le colonie, in gran parte debilitate, possano arrivare a raccogliere buoni quantitativi di nettare in queste ultime settimane disponibili per il raccolto.

Tecnici in diretta mercoledì 19 giugno

L’incontro è riservato ai soci che riceveranno una email con le credenziali di accesso. 

Report maggio: male l’acacia Toscana…e ora?

Meteo:
In Toscana abbiamo avuto un mese di aprile che ci ha danneggiato con ritorni di freddo e precipitazioni, ma che complessivamente ha registrato temperature medie superiori a un grado. 

Il mese di maggio ha avuto massime diffuse di 26-29 gradi ma principalmente è stato caratterizzato da un meteo più primaverile seppur in un contesto mite a causa delle correnti dai quadranti meridionali con conseguenti piogge diffuse soprattutto nelle zone appenniniche al confine con la Liguria.

Nella seconda metà di maggio non vi sono al momento previsioni di imminenti ondate di caldo intense e ciò non può che essere una buona notizia in vista dei prossimi raccolti.

Produzioni
Non ci sono state gelate tardive tali da seccare i germogli di acacia in procinto di fiorire ma tuttavia la produzione di questo monoflora pare molto scarsa.
Purtroppo la fioritura di acacia, nettamente in anticipo a causa delle alte temperature di inizio primavera, ha affrontato continui cali termici e precipitazioni che hanno reso il raccolto per le api intermittente e estremamente complesso.

Ci sono stati giorni, a cavallo dei mesi di aprile e maggio, in cui le condizioni meteorologiche sono state favorevoli con clima caldo umido, le fortunate zone di acacia in piena fioritura in questo breve arco di tempo hanno fornito alle api una buona resa nettarifera.
Le aziende stanno smielando la prima acacia raccolta in bassa collina con rese nettamente sotto il melario, poco di più si è prodotto in alcuni areali della Val di Sieve, Valdarno superiore, Garfagnana ma le produzioni restano mediocri. In città e pianura non si registrano produzioni se non riconducibili a millefiori con prevalenza di acacia.
In quota, nonostante il maltempo abbia fornito una tregua, non si registrano al momento situazioni particolarmente produttive.

Le produzioni sono state nettamente insufficienti anche prima dell’acacia in pochi hanno prodotto e solo sulla costa dove un po’ di erica è fiorita prima delle piogge. Al momento la fioritura di sulla è in corso e non si registrano produzioni di rilievo.
Al momento siamo in attesa delle produzioni di fine primavera: ailanto, tiglio, trifoglio, millefiori ma sebbene ci sia un cauto ottimismo per la loro resa nettarifera (le precipitazioni non possono non aver giovato) resta la preoccupazione per la salute degli alveari che, dopo mesi di scarso raccolto, non è scontato possano essere efficienti.

Conclusioni

Un inizio stagione stentato e difficile che ha costretto molti apicoltori a nutrire gli alveari invece di raccogliere e altri a raccogliere poco miele in balia di una sciamatura prolungata. Sebbene vi sia del tempo per recuperare la mancata produzione non è detto che le api possano da subito essere pronte per salire a melario.

In questo scenario non positivo non possiamo mai scordarci della varroa che, grazie anche ad una bassa mortalità invernale delle colonie più colpite, pare sia già ben visibile sulle api.

Osservatorio Nazionale Miele: comunicato allerta apicoltura primavera 2023

Sulla base delle informazioni raccolte negli ultimi giorni e delle criticità già emerse con la rilevazione del mese di aprile,
l‘Osservatorio Nazionale Miele ha emanato un primo comunicato sulla situazione di difficoltà che il settore sta attraversando.
Con la rilevazione di maggio, che uscirà ai primi di giugno, l’osservatorio avrà un ulteriore stima quantitativa dei danni registrati sul territorio nazionale.

Seminario “Linee guida: produzione primaria miele”

Venerdì 19 maggio alle ore 14:30 si terrà il corso di formazione/aggiornamento dal titolo: Linee guida per l’applicazione dell’auto-controllo igienico-sanitario alla produzione primaria del miele.
Il seminario è rivolto a tutti coloro che lavorano e commercializzano il proprio miele, o che hanno intenzione di inziare a commercializzarlo.

L’incontro ha una durata di 3 ore circa e verrà realizzato tramite la piattaforma Zoom.

 

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Nell’iniziativa verranno fornite pratiche indicazioni sulla gestione delle registrazioni necessarie e obbligatorie da raccogliere e conservare in azienda e verrà fatta una panoramica delle buone pratiche da adottare nella conduzione dell’allevamento e nella gestione delle fasi di smielatura e invasettamento.

Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione comprovante l’aggiornamento/formazione sui rischi igienico-sanitari legati alla produzione del miele. 

I soci riceveranno una email con le indicazioni per partecipare al corso.