18 Marzo – Tecnici in diretta

Appuntamento su piattaforma Zoom con i Tecnici ARPAT per fare il punto sull’avvio della stagione apistica. Durante la serata parleremo delle limitazioni alle movimentazioni degli alveari in provincia di Arezzo legate al colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), della ripresa primaverile delle colonie con gestione di covata e scorte e delle strategie di prevenzione della sciamatura. Spazio anche alla Vespa velutina, con un aggiornamento sulle esperienze degli ultimi anni per arrivare preparati alla nuova stagione.

Per contribuire a costruire un quadro territoriale più ampio sulla situazione degli apiari, è possibile compilare il breve questionario disponibile al seguente link.

L’incontro è riservato ai soci in regola con la quota associativa.

I soci riceveranno un’email di conferma con tutte le informazioni per accedere alla riunione.

Buon 2026 – Duccio Pradella

Cari socie e soci,

auguro a tutti voi un felice anno 2026.

In realtà, con molti di voi gli auguri ce li eravamo fatti già durante il nostro tradizionale convegno di fine anno, evento che ha avuto un’ottima partecipazione e che ha trattato interventi interessanti. In un momento di grossa difficoltà e incertezza sul futuro, è fondamentale il rapporto con le istituzioni: penso sia stato, oltre che importante, un vero onore trovarsi ancora una volta a parlare di api e apicoltura in una sede istituzionale, nel Salone delle Feste di Palazzo Bastogni, invitati dalla Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Stefania Saccardi.

Il settore apistico affronta ormai da diversi anni una serie di criticità che ne stanno compromettendo la sostenibilità economica e produttiva. Una fase di crisi profonda e strutturale, determinata dalla concomitanza di fattori ambientali, produttivi e di mercato, dalla quale si potrà uscire, a mio avviso, solo con l’aiuto e il supporto delle istituzioni.

Come sappiamo, le cause della crisi sono molteplici e interconnesse: la diffusione di parassiti e nuovi predatori, i cambiamenti climatici che determinano sovente condizioni estreme e scarsa disponibilità di nettare, l’uso/abuso di pesticidi, la diffusione di pratiche agricole intensive, la concorrenza di “miele” di dubbia origine e qualità. Sono tutti problemi che da anni si sommano e che, anche in annate tutto sommato positive dal punto di vista produttivo, non permettono, soprattutto alle aziende professionali, di guardare al futuro in modo positivo.

 

Dal punto di vista produttivo, il 2025 è stata sicuramente una stagione migliore rispetto alle ultime. Parlando con gli apicoltori, la risposta più frequente alla domanda “Com’è andata la stagione?” è stata: Un po’ di miele s’è fatto!”. Il 2025 è stata un’annata non soddisfacente per quanto riguarda la produzione di miele di Acacia, salvo in alcuni areali quali la Garfagnana e la Lunigiana. L’andamento climatico, caratterizzato da un clima umido, ha però consentito di avere un flusso di nettare abbastanza regolare nel corso della stagione. Nel 2025 non si sono avuti particolari picchi di produzione, ma raccolti abbastanza costanti che hanno favorito un buono stato di salute delle api ma, purtroppo, anche della varroa. Si sono rivisti alcuni mieli “pre-Acacia”, quali Ciliegio, Erica e Biancospino. Sulla, Tiglio, Castagno, Girasole e Millefiori sono stati prodotti non in quantità record ma discrete. La Melata, compresa quella di Abete, in alcune zone ha dato produzioni importanti. Grazie alle piogge estive e al clima favorevole, c’è stata un’ottima fine estate/inizio autunno, che ha consentito di produrre Edera, Corbezzolo e Rosmarino, ma soprattutto di invernare api con buone scorte, anche se rimane molta preoccupazione per la situazione varroa.

Il miele va prodotto ma anche venduto, e possibilmente a prezzi remunerativi per il produttore. In un momento di crisi economica e con il mercato invaso da miele estero di dubbia qualità, proposto a prezzi ridicoli, le aziende professionali italiane e toscane faticano a farsi riconoscere un prezzo di vendita adeguato. È difficile prevedere se e quanto l’applicazione della direttiva Breakfast*, il Sistema di Qualità Nazionale, potranno aiutarci a valorizzare le nostre produzioni. Preoccupano molto i recenti accordi stipulati dalla Comunità Europea con l’Ucraina e con il Sud America (Mercosur), che rischiano di favorire l’arrivo in Europa di enormi quantitativi di miele a prezzi bassissimi. In questo contesto, molte aziende sono o saranno costrette a ridimensionarsi o a cessare completamente l’attività. In Toscana si contano circa 8.000 apicoltori che gestiscono oltre 110.000 alveari; di questi, circa l’85% è rappresentato da apicoltori professionisti

Il comparto apistico costituisce un’eccellenza regionale, non solo per la qualità delle produzioni, ma anche per i benefici ambientali legati al ruolo fondamentale delle api nell’impollinazione. La perdita di imprese apistiche rappresenta una seria minaccia per la biodiversità e per i servizi ecosistemici. Questi sono concetti che Arpat ribadirà con forza al nuovo Assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Marras, nell’incontro previsto per l’11 febbraio p.v.

Bisogna riconoscere che la Regione Toscana ha dimostrato negli anni una costante attenzione verso le esigenze del settore apistico, come testimoniato in particolare da:

  • l’attivazione della SRA – ACA 18 all’interno del Complemento di programma sullo Sviluppo Rurale;

  • l’attivazione della misura di sostegno agli investimenti per l’alimentazione di soccorso degli alveari prevista dal Reg. (UE) 2021/2115;

  • il riconoscimento degli indennizzi per la calamità 202;

  • l’attuazione regionale del Piano di gestione nazionale del calabrone asiatico a zampe gialle, Vespa velutina.

In questo momento è quanto mai necessario continuare a sostenere il settore, implementando le risorse per non vedere scomparire un comparto che, anche se negli anni è cresciuto in professionalità, oggi si trova in fortissima difficoltà.

Il 2026 sarà anche un anno importante dal punto di vista associativo. Il 21 febbraio, a Montalcino, saremo chiamati a eleggere il nuovo Consiglio Direttivo.

Voglio ringraziare tutti i Consiglieri, i tecnici e i collaboratori che in questi anni hanno permesso di portare avanti le iniziative e di assistere i soci con grande professionalità.

Invito tutti a partecipare e a portare un contributo attivo alle scelte future di Arpat.

Confidando nella vostra partecipazione,

con stima,

Duccio Pradella

Tecnici in Diretta – Mercoledì 21 gennaio

Primo appuntamento del 2026 con i Tecnici in Diretta, per affrontare insieme l’inizio della nuova stagione apistica con uno sguardo tecnico, concreto e orientato alla pianificazione.

Argomenti della serata:

– Eccoci nel 2026: situazione e prospettive delle colonie e dell’invernamento
Faremo il punto sulla condizione attuale delle famiglie e allargheremo lo sguardo alle prospettive dei prossimi mesi.
Uno spazio sarà dedicato anche alle previsioni climatiche per la Toscana, per individuare criticità e opportunità utili alla gestione primaverile degli alveari.

– Come e quando intervenire sulle colonie in questa fase
Approfondiremo gli interventi pratici legati all’uscita dall’invernamento: quando e perché stimolare o contenere la deposizione, come gestire nutrizioni, diaframmi e altri strumenti tecnici, con esempi operativi direttamente applicabili in apiario.

Contribuisci anche tu!
Per aiutarci a costruire un quadro territoriale più ampio e utile per tutti, ti chiediamo di compilare questo breve questionario (2 minuti):
👉 Compila il questionario

L’incontro è riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento. 

Tecnici in Diretta – Mercoledì 17 dicembre

Ultimo appuntamento dell’anno con i Tecnici in Diretta, per chiudere insieme il 2025 con uno sguardo ai temi più attuali dell’apicoltura e prepararci al meglio al nuovo anno.

Argomenti della serata:

– Eventi, novità e scadenze
Un rapido riepilogo delle questioni da non dimenticare prima della fine dell’anno.

Vespa velutina
Prime considerazioni sui risultati delle attività di controllo e sulle criticità emerse nel 2025, utili per pianificare interventi più efficaci nel 2026.

– Novità dal CRT UNAAPI
Vi raccontiamo cosa è emerso durante l’ultimo seminario della rete dei tecnici UNAAPI.

– Sublimatori: usi e novità dal mercato
Confronto tra i modelli disponibili, modalità d’impiego e aggiornamenti tecnici.

– Cosa ha funzionato (e cosa no) nel 2025
I 5 punti di forza e i 5 aspetti critici della stagione apistica appena conclusa.

 

Partecipa attivamente!
Se vuoi contribuire a offrire un quadro territoriale più preciso e completo, regalaci due minuti e compila il questionario:
Compila il questionario

Incontro riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento.

Mercoledì 18 settembre – tecnici in diretta

Ripartono gli appuntamenti online con i nostri tecnici apistici. 

vi aspettiamo mercoledì 19 settembre ore 21:00 per parlare di:

  • Post trattamento: come sono andati i trattamenti in estati e come hanno reagito le nostre colonie? quali interventi correttivi possiamo fare?
  • Api d’autunno: come devono essere le colonie oggi e come gestirle e renderle idonee ad un corretto invernamento?
  • Vespa velutina: iniziamo a trovare i nidi secondari, facciamo il punto sulla situazione.

Nuovo avvistamento di Vespa velutina in provincia di Firenze

Purtroppo, segnaliamo un nuovo ritrovamento di Vespa velutina nella provincia di Firenze, questa volta in un’area molto più a est rispetto al precedente fronte di espansione.

Il ritrovamento è avvenuto a Grassina, una frazione del comune di Bagno a Ripoli, situata nelle vicinanze del comune di Firenze.

L’esemplare, avvistato mentre era in caccia di fronte a un’arnia in un piccolo apiario, è stato prontamente ucciso dall’apicoltore.

Alla luce di questo nuovo ritrovamento rinnoviamo l’invito ad affiancare, al trappolaggio, anche il monitoraggio attivo per individuare gli esemplari di Velutina che da questo mese intensificano la caccia verso le api in apiario. 

Tecnica di MONITORAGGIO ATTIVO:

Posizionarsi in maniera defilata rispetto alle arnie con visuale sgombra su tutti i predellini e l’area antistante, rimanere in osservazione fermi senza distrarsi e senza svolgere altre attività.
Il tempo necessario per questo monitoraggio è di 20 minuti, fermi guardando il volo davanti alle arnie.

Chi effettuerà il monitoraggio in tutto il territorio toscano ci comunichi il risultanto utilizzando il modulo accessibile dal link.

Oppure attraverso una mail a info@arpat.info contenente le seguenti informazioni: nome cognome, località apiario (MEGLIO SE SONO INDICATE LE COORDINATE), data monitoraggio, ora di inizio monitoraggio, minuti monitoraggio, n di V.velutine ossevate.

Contattateci tempestivamente per ogni avvistamento positivo o sospetto.

Velutina: passato, presente… e il futuro?

Le prime sessioni del CRT-PA Unaapi, svoltosi a Termoli dal 30 novembre al 1° dicembre, hanno puntato le luci sullo stato di avanzamento della Vespa Velutina e sulle conoscenze che abbiamo acquisito nel lungo periodo sui fronti di raccolta dati, contenimento ed eventuale contrasto.
Ricordiamo che Vespa Velutina è un insetto alieno con presenza certa in Italia da ormai sette anni; la Liguria è la prima regione che ha dovuto confrontarvisi e tuttora è la zona con maggior presenza. Purtroppo la nostra regione ha già registrato la presenza del calabrone in quasi tutte le province.
Senza stare a dilungarci sulle metodologie di controllo ormai note, vediamo quali sono le parti salienti dell’incontro Molisano.

– Sono stati osservati calabroni intorno a dei melari di edera già smielati. La notizia non sarebbe particolarmente interessante se non fosse che contemporaneamente nell’apiario vicino non ne è stata rilevata presenza, probabilmente perché nel periodo di fine estate/inizio autunno la ricerca degli zuccheri per l’invernamento è più importante dello sviluppo delle colonie grazie alle proteine, un po’ come per le nostre api. Questa osservazione trova conferma se si osservano le fioriture autunnali, come quella del nespolo, sul quale Vespa Velutina è stata vista bottinare anche con temperature di 5°C.

– È confermata l’efficacia del Metodo “Z” grazie alla diminuzione della pressione di caccia davanti gli alveari molto colpiti.

– Il calabrone è in grado di ricostruire il nido anche se di questo ne è stata distrutta la gran parte anche con impiego di insetticida spray. Questo avviene se si tenta la rimozione durante le ore di luce, consentendo all’insetto di fuggire e poi poter ritornare successivamente. In questo caso si parla di nido primario in un contesto urbano.

– Si è vista un’estensione del raggio di azione della Velutina rispetto al suo reale d’origine, arrivando ai 1500 metri slm ed un allungamento del periodo di volo, anticipato dopo l’inverno e allungato fino alla fine dell’autunno ed oltre.

– Molto interessante è l’utilizzo dall’arpa elettrica spagnola, esposto dal Dott. Andrea Romano, tecnico ALPA miele. Si tratta di uno “telaio” composto da fili di metallo attraversati da una bassa tensione elettrica, posto parallelamente all’ ingresso di volo degli alveari, che colpisce il calabrone sfruttando la sua tendenza a muoversi in modo casuale, soprattutto arrivando di fianco. I fili sono distanziati in modo da non colpire le api, risultando molto efficaci nel diminuire la pressione predatoria.

Un’ampia parte è stata dedicata all’esposizione dei dati relativi a questi anni, Stefano Fenucci, tecnico di Toscana Miele, ha fatto un riepilogo di ciò che in questi anni si è fatto e di come si è evoluta la presenza del calabrone asiatico in Liguria e nel Nord della Toscana.

L’incontro di Termoli ha messo in chiaro una cosa su tutte, la comunicazione tempestiva e la collaborazione fra professionisti ed esperti sono gli strumenti fondamentali per agire in modo sensato ed efficace, oltre che per evitare errori e pratiche potenzialmente pericolose per tutti. Grazie anche all’impegno dei nostri amici liguri le istituzioni e gli istituti di ricerca, in collaborazione con le associazioni degli apicoltori, hanno iniziato a porre sempre maggior attenzione al problema. È anche per questo che UNAAPI sta sviluppando una piattaforma online per la condivisione di dati e conoscenze. Livilla Maggi, tecnica di ApiLombardia, ha sottolineato ulteriormente l’importanza di questo strumento per mettere in comunicazione più attori possibili nel modo più rapido ed efficiente, così da cercare una soluzione senza perdite di energia.

Non v’è dubbio che la parte fondamentale nella partita la giochi il trappolaggio e di conseguenza il controllo dell’avanzamento, quindi rinnoviamo a tutti l’invito a partecipare ai monitoraggi e a comunicare i dati, così da avere riscontri immediati ed agire in caso ve ne sia necessità.

Luca Baldini

Al via il Monitoraggio della Velutina

Partito il progetto triennale regionale di monitoraggio della Vespa velutina che vede coinvolta una rete di circa 100 postazioni di osservazione gestite dai soci dell’Arpat.

In ogni postazione è stata installata almeno una trappola attrattiva con birra utile a verificare la presenza del calabrone dalle zampe gialle.

E’ di poche settimane fa il ritrovamento di operaie di Vespa velutina in caccia nella zona di Bargino (San Casciano Val di Pesa) che grazie alla rete di monitoraggio è stato prontamente segnalato.

Grazie all’impegno dei soci che hanno dato disponibilità a partecipare, la rete intende quindi garantire un monitoraggio efficace e capillare, per riscontrare eventuali focolai lontano dal fronte d’invasione e la dinamica di popolazione della Vespa nelle aree già invase.

Per la gestione operativa della rete sono stati creati due gruppi Whatsapp (riservati rispettivamente ai soci che gestiscono postazioni nella provincia di Firenze e Prato e ai soci che gestiscono postazioni nelle restanti province).

I gruppi hanno lo scopo di gestire efficacemente la rete, di ricordare ai partecipanti il controllo e lo svuotamento periodico delle trappole, e di condividere i moduli Google tramite i quali segnalare ad Arpat i risultati, nelle finestre stabilite dal progetto (presenza/assenza di calabroni, numero di individui catturati, altre informazioni utili).

I risultati del monitoraggio vengono poi condivisi da Arpat con i partner scientifici del progetto (Università di Firenze, Università di Pisa) che sono incaricati della verifica e dell’elaborazione dei dati.

Per qualsiasi informazione pratica sull’attività di monitoraggio si prega di fare riferimento al Responsabile di progetto, Giovanni Cecchi, e ai tecnici coordinatori di zona, Luca Baldini (Firenze e Prato), Alessandro Lascar (altre province).

Un sentito ringraziamento a tutti i soci che collaborano al monitoraggio che ci consente di tenere sotto controllo la diffusione di Vespa velutina e di intervenire con opportune strategie di contrasto.

 

 

Simona Pappalardo

Vespa velutina: incontro pratico di riconoscimento in apiario

In seguito agli ultimi avvistamenti di Vespa velutina nell’area pratese e pistoiese, Toscana Miele, Arpat, Aapt,  Rete Stopvelutina, Università di Firenze e Pisa organizzano un corso di riconoscimento pratico in apiario.

Finalità del corso è fornire agli apicoltori le nozioni e le tecniche necessarie per monitorare Vespa velutina in apiario e coadiuvare i tecnici delle associazioni negli interventi di contrasto.

L’incontro è aperto a tutti gli apicoltori e si svolgerà sabato 16 settembre dalle ore 16:00 a Serravalle Pistoiese, clicca qui per iscriverti.

La V. velutina arriva nel pistoiese

La rete di associazioni e apicoltori che collaborano nel monitoraggio e controllo di Vespa velutina in Toscana ha rinvenuto un esemplare di Vespa velutina nel pistoiese.

L’esemplare era in caccia presso un apiario nel comune di Montale molto vicino alla provincia di Prato. 

La Toscana conta ormai numerosi avvestimaneti del calbrone e interventi costanti per la rimozione dei nidi (foto: stopvelutina).  

Per tale ragione esortiamo gli apicoltori intensificare le osservazioni non solo sugli alveari ma anche su fonti alimentari come fioriture tardive di edera. La campagna di monitoraggio del calabrone anche nei mesi invernali dato che le temperature non sembrano abbassarsi potrebbero favorire le catture di regine attualmente in diffusione grazie al clima mite che ne potrà stimolare l’attività.

A tal proposito ricordiamo le tecniche di monitoraggio.
 
 
 
 
Tecnica di MONITORAGGIO ATTIVO:
 
Posizionarsi in maniera defilata rispetto alle arnie con visuale sgombra su tutti i predellini e l’area antistante, rimanere in osservazione fermi senza distrarsi e senza svolgere altre attività.
Il tempo necessario per questo monitoraggio è di 20 minuti, fermi guardando il volo davanti alle arnie.
 
Chi effettuerà il monitoraggio in tutto il territorio toscano ci comunichi il risultanto utilizzando il modulo accessibile dal link qui sotto 
 
 
Oppure attraverso una mail a info@arpat.info contenente le seguenti informazioni: nome cognome, località apiario (MEGLIO SE  SONO INDICATE LE COORDINATE), data monitoraggio, ora di inizio monitoraggio, minuti monitoraggio, n di V.velutine ossevate
 

Grazie mille a chi collaborerà al monitoraggio