Report febbraio 2024 – verso la primavera incrociando le dita

Abbiamo da poco assistito ad un nuovo intervallo di maltempo che ha fornito in alcune zone precipitazioni consistenti. Sicuramente la vegetazione sta traendo giovamento dall’avvento delle piogge che negli ultimi inverni erano state assai più contenute. Quello che preoccupa però è la mancata presenza di nevicate, almeno sotto i 1500 metri, che rappresentano per tutto l’Appennino una riserva idrica consistente e duratura la cui assenza si farà sentire.
Nei prossimi giorni è previsto un sensibile miglioramento con temperature simili a quanto questo inverno ci ha ormai abituato: temperature miti con minime solo al mattino concentrate in pianura e nel fondovalle per effetto dell’inversione termica.
Questa alternanza di piogge e temperature miti sta facendo partire la stagione apistica in grande anticipo rispetto a quanto eravamo abituati anni fa ma, solo rispetto agli ultimi anomali inverni, pare che la vegetazione sia in leggero ritardo.
Sbocciata la mimosa con una fioritura imponente, il nocciolo, la borragine e altre fioriture di prato con i primi fiori di erica sulla costa attesi tra meno di 15 giorni.
Le colonie hanno ripreso a covare ormai da tempo (alcune non mai arrestato la deposizione), i consumi di scorte sono al momento ancora contenuti ma indubbiamente sarà fondamentale tenere in costante osservazione il peso degli alveari per evitare brutte sorprese.

E’ consigliabile stringere le colonie poiché la nuova covata può essere esposta a cali termici notturni in grado di comprometterne lo sviluppo. Per tale ragione può essere una buona soluzione stringere ulteriormente la colonia con uno o più diaframmi per facilitare al glomere la tenuta di una temperatura idonea allo sviluppo della covata.
A febbraio disponiamo delle ultime settimane per mettere tutto in ordine… è necessario premunirsi di materiale per affrontare la nuova stagione perché durante la primavera i tempi per molte operazioni fuori dall’apiario saranno limitati. Vi ricordiamo la fiera di Apimell a Piacenza dove potrete reperire attrezzatura di campo e laboratorio.

Report gennaio 2024 – primavera in vista e inverno non pervenuto

Ci stiamo ormai tristemente abituando ad inverni che, dal punto di vista delle temperature, si fa fatica a definire tali.
L’abbassamento termico nella seconda settimana di gennaio, a dire il vero neanche troppo intenso, pare più un’eccezione che già sta lasciando il posto ad un innalzamento termico accompagnato da nubi e precipitazioni sparse.
Il freddo intenso del Nord Europa pare infatti traslare verso est lasciando poche tracce nel bacino del Mediterraneo.
Non siamo ai livelli del 2022, che sarà ricordato come l’anno più caldo per la Toscana, ma sicuramente il trend a cui stiamo andando incontro è alla (calda) luce del sole.
Tuttavia le stagioni non sono mai uguali e, sempre rispetto all’inverno 2022, è doveroso fare alcune precisazioni:

• Il 2022 è stato un inverno più caldo ma con un più diffuso numero di brinate, il 2023 è stato più freddo ma, al momento, non si sono registrati particolari crolli termici.
• In entrambi gli inverni abbiamo avuto molte giornate nuvolose ma sicuramente il numero di eventi piovosi è stato sensibilmente maggiore nell’inverno 2023. Ciò sta comportando un netto giovamento a molte specie vegetali, erica in particolare, fenomeno che non si era verificato nella stagione precedente.
• Lo scorso inverno le api sono state relativamente più “ferme” con blocchi di covata certamente non duraturi ma susseguiti a più riprese. Quest’anno al contrario i blocchi sono stati molto limitati con gran parte degli alveari di costa e media collina che non hanno praticamente mai arrestato la deposizione.
• Il 10 gennaio 2022 già stavamo assistendo ad una fioritura anticipata di rosmarino, prugnolo, mimosa, borragine, altre fioriture di campo e nocciolo; al momento non pare che la situazione per le piante sia così anticipata.
Scorte nel complesso ancora presenti ma consumi più alti degli scorsi anni, si ritiene quindi necessario un continuo monitoraggio per non far arrivare le colonie alla fame.

Operazioni da fare
A gennaio si cerca di compiere quelle mansioni che difficilmente abbiamo tempo di svolgere in piena stagione.
Effettuare i trattamenti antivarroa se ancora non si sono fatti. Ormai sono da sconsigliare presidi di sintesi caratterizzati da un periodo lungo di rilascio, ormai non c’è più tempo a principi attivi registrati a base di ossalico in assenza di covata.

  • Approfittare delle ore calde per valutare le scorte e lo stato delle famiglie ma senza recare eccessivo disturbo alle api. Eventualmente stringere e/o nutrire con candito.
  • Programmare le operazioni che normalmente non si ha il tempo di effettuare a primavera: preparare i telaini, pulizia di materiali di campo e del locale di smielatura, acquisti e vendita del miele.
  • Recuperare e elaborare le informazioni sulle performance delle colonie per poter scegliere le migliori da predisporre per riprodurre nella prossima stagione e le peggiori per avviare alla sostituzione.
  • Cercare nuovi apiari
  • Riposarsi il più possibile in vista della stagione imminente