Tecnici in diretta mercoledì 16 settembre

Con l’estate ormai alle spalle, è il momento di fare il punto sugli apiari e preparare le colonie ai prossimi mesi.

Durante la serata parleremo di:

Dopo i trattamenti estivi, a che punto siamo?
Come verificare l’efficacia degli interventi contro la varroa e quali eventuali azioni correttive adottare in vista dell’autunno.

Api d’autunno: come prepararle all’inverno?
Dopo una stagione caratterizzata da caldo intenso e prolungato, vedremo come dovrebbero presentarsi oggi le colonie e come gestire popolazione, covata e scorte per accompagnarle verso un buon invernamento.

Vespa velutina: facciamo il punto
Diffusione, monitoraggio e strategie da adottare in autunno, distinguendo tra territori interessati dai primi rinvenimenti e aree dove la specie è ormai stabilmente presente.

 

Vi aspettiamo mercoledì 16 settembre alle ore 21:00 su Zoom!

I soci riceveranno una email per accedere all’evento.

Incontri in apiario: Trattamenti estivi

Anche quest’anno ARPAT organizza una serie di incontri pratici in apiario dedicati ai trattamenti estivi contro la varroa, momento fondamentale per la gestione sanitaria delle colonie e per la preparazione delle api all’invernamento.

Gli incontri, della durata di circa 2 ore, sono riservati ai soci ARPAT in regola con il tesseramento. La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati ed è obbligatoria l’iscrizione.

 

Calendario degli incontri

Bagno a Ripoli (FI)
Giovedì 25 giugno, ore 16:30-18:30
Iscrizioni entro il 23 giugno

Tirli (GR)
Sabato 27 giugno, ore 9:00-11:00. Iscrizioni entro il 23 giugno

Cantagallo (PO)
Sabato 27 giugno, ore 9:00-11:00. Iscrizioni entro il 23 giugno

Monticiano (SI)
Sabato 27 giugno, ore 16:30-18:30. Iscrizioni entro il 23 giugno

Altopascio (LU)
Sabato 4 luglio, ore 9:00-11:00. Iscrizioni entro il 2 luglio

Castelfranco di Sotto (PI)
Sabato 4 luglio, ore 14:30-16:30. Iscrizioni entro il 2 luglio

Bagno a Ripoli (FI)
Sabato 11 luglio, ore 8:30-10:30. Iscrizioni entro l’8 luglio

Iscrizioni

I soci riceveranno un email per partecipare all’evento.

Tecnici in diretta mercoledì 18 febbraio

Report novembre 2025 – Invernamento avviato con buone scorte

Panoramica meteo

Nel corso di novembre la Toscana ha registrato temperature leggermente sopra la media, secondo le proiezioni del Consorzio LaMMA, che segnalano “temperature leggermente sopra la norma e numero di giorni piovosi nella norma”.
I dati mensili indicano come medie tra circa 6 °C e 15 °C per le temperature minime e massime nelle zone di pianura e collina. 
Le precipitazioni risultano nella norma o leggermente ridotte in alcune aree, senza fenomeni estremi degni di nota. La tendenza per dicembre e gennaio è per temperature ancora moderatamente sopra la media e precipitazioni “nella norma” o “superiori alla media” per gennaio.
In sintesi: un novembre mite, con poche gelate significative nelle pianure, e prospettive invernali che non lasciano prevedere un avvio di stagione gelido o estremamente secco.

Stato delle colonie

Le colonie in Toscana si sono invernate in condizioni complessivamente molto buone, grazie all’accumulo di risorse nel corso dell’autunno. In particolare:

  • Le fioriture autunnali (melata, in alcune parti anche tardo nettare e polline) hanno permesso di raggiungere un ottimo quantitativo di scorte alimentari.

  • Le temperature non particolarmente rigide hanno consentito un’attività residuale fino a tardo autunno, rallentando l’ingresso in letargo delle famiglie. Ancora in corso l’importazione di corbezzolo sulle coste meridionali.

Tuttavia, in collina e nelle aree internamente esposte, si registra l’avvio del “blocco” dell’attività delle api, ovvero la riduzione progressiva della covata.

Operazioni per il mese

In questo frangente dell’anno gli apicoltori toscani devono concentrarsi su alcune operazioni chiave per consolidare l’invernamento e sfruttare al meglio la fase residua di attività delle api:

  • Trattamenti antivarroa: poiché molte famiglie sono già in attività ridotta è il momento opportuno per trattamenti con ossalico o altre tecniche ammesse. Se si decide per la somministrazione di apibioxal gocciolato è necesarrio assicurarsi che le colonie siano in assenza di covata. In caso contrario se si intende sempre gocciolare, è opportuno rimuovere la covata residua.

  • Controllo delle scorte: verificare che ogni arnia abbia una dotazione adeguata di miele per superare i mesi freddi. In caso di carenze intervenire con nutrizione solida di soccorso. Alveari il cui peso complessivo supera i 40kg generalmente scorte sufficienti svernare.

  • Riduzione dello spazio e isolamento: ridurre il volume dell’arnia, inserire diaframmi, controllare infiltrazioni d’umidità, migliorare la protezione termica anche con vassoi e porticine.

  • Monitoraggio delle famiglie meno forti: valutare accorpamenti di colonie deboli, sostituzione o rinforzo delle regine, assicurarsi che non siano presenti famiglie troppo ridotte che rischiano di non sopravvivere fino alla primavera.

  • Documentazione e pianificazione: registrare lo stato delle famiglie, peso degli alveari, consumo di scorte e programmazione delle attività di primavera.

Conclusioni

Il mese di novembre si è chiuso con condizioni favorevoli per l’invernamento delle colonie toscane: clima mite, fioriture autunnali prolungate e buone scorte hanno permesso alle famiglie di affrontare l’ingresso nella stagione fredda in stato nutrizionale ottimale.

Le prossime settimane saranno cruciali per consolidare la preparazione all’inverno: è il momento di ultimare i trattamneti, verificare lo stato delle scorte, isolare termicamente gli alveari e correggere eventuali criticità residue.

La solidità del lavoro fatto finora sarà decisiva: un buon invernamento è sempre la migliore assicurazione per una nuova stagione produttiva.

Gestione del miele di edera: tecniche, criticità e prospettive per l’apicoltura toscana

Il miele di edera (Hedera helix) rappresenta una risorsa autunnale di grande interesse, ma allo stesso tempo una delle produzioni più complesse da gestire. La sua diffusione spontanea in Toscana, la ricca secrezione nettarifera e pollinifera e il ruolo cruciale per le colonie in preparazione all’invernamento, rendono questa pianta una protagonista del calendario apistico. Tuttavia, le peculiarità chimico-fisiche del suo nettare e le difficoltà tecniche di smielatura ne condizionano fortemente la valorizzazione commerciale.

Nel corso dell’ultimo incontro con i tecnici Arpat sono emersi punti fermi e strategie operative che riassumiamo di seguito.


Botanica e fioritura

  • Diffusione: l’edera è presente in Italia dal livello del mare fino a 1500 m, predilige ambienti freschi e ombreggiati, ed è spesso coltivata anche a fini ornamentali.

  • Fioritura: si concentra tra settembre e ottobre, con anticipo nelle aree collinari rispetto alla pianura.

  • Importanza per gli insetti pronubi: rappresenta uno degli ultimi pascoli dell’anno, frequentato da Apis mellifera e da specie specialiste come Colletes hederae.

  • Produzione potenziale: secondo Crane (1975), fino a 500 kg/ha.


Risorsa per le colonie

L’edera fornisce nettare e soprattutto polline di qualità, utilissimo per:

  • rinforzare le scorte invernali,

  • prolungare l’allevamento della covata in alcuni casi anche a fuco,

  • stimolare la deposizione delle regine,

  • favorire la costruzione di cera nuova.

Negli ultimi anni, con autunni miti e abbandono delle pulizie del sottobosco, le colonie hanno potuto sfruttare maggiormente questo flusso, arrivando in alcuni casi a riprendere sciamature tardive.


Caratteristiche del nettare e del miele

  • Composizione zuccherina: glucosio 80%, fruttosio 6%, saccarosio 14%.

  • Cristallizzazione: istantanea, con F/G < 0,1, spesso tale da bloccare l’estrazione.

  • Fermentazioni: rischio elevato per presenza di lieviti osmofili.


Gestione in apiario

Gli apicoltori adottano diverse tecniche operative per ottimizzare la raccolta:

  • Prelievi frequenti: se si intende produrre miele di edera è ncessario un prelievo dei telaini da melario ogni 2-3 giorni per ridurre la cristallizzazione nei favi. Meglio impiegare 5-6 telaini max per melario per concentrare il miele e facilitare le api a tenerlo al caldo. I tlaini conterranno miele liquido e umido che andrà smielato e deumidificato prima possibile.

  • Allargamento dei nidi: in condizioni climatiche favorevole possiamo allargare i nidi fino a 10 telaini, con fogli cerei nuovi se è nostra intenzione non raccogliere il miele e non far intasare i nidi.

  • Installazione trappole per il polline: per non creare intasamento nel nido in caso di flussi abbondanti.

  • Scorte: telaini di edera possono essere prelevati a fine stagione e ridati in primavera o venduti come riserva.

  • Attenzione ai trattamenti sanitari: fondamentali entro metà agosto per avere colonie forti durante questa fioritura.


Gestione in laboratorio

  • Smielatura tempestiva: prima dell’opercolatura per ridurre i problemi di cristallizzazione.

  • Deumidificazione: mediante macchine professionali (es. deumidificatori a dischi da 50 a 1000 kg).

  • Cristallizzazione guidata: con tecniche simili a quelle del gelato, ottenendo mieli cremosi a cristallo fine.

  • Rischi da surriscaldamento: scaldare il miele comporta perdita di aromi, degradazione enzimatica e aumento di HMF.

  • Conservazione: indispensabile mantenere il prodotto sotto i 20 °C.


Esperienze aziendali

  • Paolo Betti (Prato): riduce progressivamente i telaini nel melario man mano che il flusso cala, intensificando i prelievi e utilizzando deumidificatori Giordan.

  • Apicoltura La Pollinosa: raramente conferisce edera come monoflora, preferendo millefiori. Talvolta installa trappole per polline durante la fioritura.

  • Apicoltura Dottor Pescia (LI): nonostante le difficoltà, non rinuncia a raccoglierlo: «È un ottimo miele ma il consumatore deve ancora imparare a conoscerlo». Per ottimizzare la raccolta ha realizzato un forno con temperatura e ventilazione controllata per sciogliere rapidamente i melari opercolati e cristallizzati. 

  • Apicoltura Falasco (VR): sperimenta tecniche innovative, triturando favi di edera e trattandoli con fusori per recuperare miele e cera.

  • Ceratrice Baragatti: ha adattato la propria sceratrice inox con sistemi di coibentazione e resistenze per facilitare la lavorazione dei favi cristallizzati.


Perché produrlo (e perché no)

Pro:

  • garantisce volumi interessanti a fine stagione,

  • amplia la gamma di miele in commercio,

  • stimola le colonie,

  • può essere valorizzato con cristallizzazione guidata.

Contro:

  • richiede molto lavoro extra in un periodo già impegnativo,

  • rischio di mieli troppo umidi o con HMF elevato,

  • difficoltà di vendita se il consumatore non lo conosce,

  • rischio di rovinare i melari con cristallizzazione rapida.


Conclusioni

Il miele di edera non è solo una produzione, ma un vero banco di prova tecnico per l’apicoltore. Gestirlo richiede conoscenza, organizzazione e investimenti mirati. Nonostante le difficoltà, molte aziende toscane continuano a considerarlo un miele prezioso, sia per il mercato, sia – soprattutto – per la sopravvivenza e la salute delle colonie in vista dell’inverno.

Michele Valleri

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