Tecnici in diretta mercoledì 18 febbraio

Tecnici in Diretta – Mercoledì 21 gennaio

Primo appuntamento del 2026 con i Tecnici in Diretta, per affrontare insieme l’inizio della nuova stagione apistica con uno sguardo tecnico, concreto e orientato alla pianificazione.

Argomenti della serata:

– Eccoci nel 2026: situazione e prospettive delle colonie e dell’invernamento
Faremo il punto sulla condizione attuale delle famiglie e allargheremo lo sguardo alle prospettive dei prossimi mesi.
Uno spazio sarà dedicato anche alle previsioni climatiche per la Toscana, per individuare criticità e opportunità utili alla gestione primaverile degli alveari.

– Come e quando intervenire sulle colonie in questa fase
Approfondiremo gli interventi pratici legati all’uscita dall’invernamento: quando e perché stimolare o contenere la deposizione, come gestire nutrizioni, diaframmi e altri strumenti tecnici, con esempi operativi direttamente applicabili in apiario.

Contribuisci anche tu!
Per aiutarci a costruire un quadro territoriale più ampio e utile per tutti, ti chiediamo di compilare questo breve questionario (2 minuti):
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L’incontro è riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento. 

Corso di Analisi Sensoriale del Miele – Secondo Livello

Sono aperte le iscrizioni al Corso di Analisi Sensoriale del Miele – Secondo Livello, che si terrà nei giorni 27, 28 febbraio e 1 marzo 2026, in provincia di Siena (sede in corso di definizione).

Il corso ha l’obiettivo di perfezionare le conoscenze e le competenze acquisite con la partecipazione al corso di Primo Livello e con la successiva esperienza pratica.
L’attività formativa è strutturata principalmente su prove pratiche di degustazione del miele, con approfondimenti sugli aspetti sensoriali più complessi.

 

Il corso è a numero chiuso ed è riservato a coloro che abbiano conseguito l’attestato di partecipazione al Corso di Analisi Sensoriale del Miele – Primo Livello da almeno 3 mesi.
L’attivazione del corso è subordinata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

La docenza sarà affidata alla dott.ssa M. Lucia Piana.
Per il corso verrà richiesto il riconoscimento dall’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele.

La preiscrizione è obbligatoria e deve essere effettuata entro martedì 3 febbraio tramite il modulo online (LINK).

Tecnici in Diretta – Mercoledì 17 dicembre

Ultimo appuntamento dell’anno con i Tecnici in Diretta, per chiudere insieme il 2025 con uno sguardo ai temi più attuali dell’apicoltura e prepararci al meglio al nuovo anno.

Argomenti della serata:

– Eventi, novità e scadenze
Un rapido riepilogo delle questioni da non dimenticare prima della fine dell’anno.

Vespa velutina
Prime considerazioni sui risultati delle attività di controllo e sulle criticità emerse nel 2025, utili per pianificare interventi più efficaci nel 2026.

– Novità dal CRT UNAAPI
Vi raccontiamo cosa è emerso durante l’ultimo seminario della rete dei tecnici UNAAPI.

– Sublimatori: usi e novità dal mercato
Confronto tra i modelli disponibili, modalità d’impiego e aggiornamenti tecnici.

– Cosa ha funzionato (e cosa no) nel 2025
I 5 punti di forza e i 5 aspetti critici della stagione apistica appena conclusa.

 

Partecipa attivamente!
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Incontro riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento.

Sublimatori per acido ossalico: come scegliere quello giusto per il tuo apiario

Questo articolo nasce dall’incontro del 22 novembre con i tecnici ARPAT, dedicato interamente all’uso dei sublimatori per acido ossalico nel controllo della varroa.

Durante la sessione in apiario sono stati mostrati diversi modelli, messe a confronto le loro prestazioni e approfondite le tecniche operative più efficaci per il trattamento autunnale e invernale. Da quelle spiegazioni e dalle domande dei partecipanti è nato il bisogno di riassumere tutto in un articolo chiaro e pratico, utile sia a chi si avvicina per la prima volta alla sublimazione sia a chi vuole aggiornare le proprie procedure.

Perché usare la sublimazione

La sublimazione dell’acido ossalico è diventata uno degli strumenti più importanti per il controllo della varroa nel periodo autunnale e invernale. I sublimatori sono strumenti in grado di raggiungere La temperatura ideale di sublimazione 155 e 180 °C; senza superare i 200 °C.

Rappresenta oggi una tecnica efficace, ripetibile e compatibile con l’apicoltura biologica, particolarmente utile in stagioni sempre meno fredde e con blocchi di covata sempre più brevi o assenti.

I vantaggi chiave di questa tecnica sono i seguenti:

  • permette più trattamenti senza danneggiare le api invernali a differenza del gocciolatato non ripetibile in inverno;

  • funziona anche in giornate fredde o nuvolose, purché sopra i 5 °C;

  • garantisce un’ottima efficacia (85–90%) in assenza di covata;

  • consente di proseguire i trattamenti anche quando i blocchi naturali di covata sono irregolari.

Quante sublimazioni fare?

Secondo le indicazioni riportate nel file, tre applicazioni distanziate di 5–7 giorni sono generalmente sufficienti .
In caso di cadute persistenti sul fondo, si può arrivare a 4–5 trattamenti, soprattutto nelle aziende professionali o in presenza di covata residua.

Tipologie di sublimatori disponibili

1. Per fonte di alimentazione

Sublimatori a gas

  • usano cartucce butano/propano;

  • molto rapidi e completamente portatili;

  • richiedono attenzione per la fiamma libera.

Sublimatori a batteria (12–18 V)

  • portatili e comodi in apiari lontani;

  • trattano 15–25 arnie per carica;

  • autonomia limitata.

Sublimatori elettrici 220 V / inverter

  • continuità e precisione massima grazie ai controlli elettronici;

  • perfetti per grandi apiari e cicli ripetuti;

  • necessitano di batteria auto o generatore (come nell’esempio fotografato nel PDF).

 2. Per velocità di trattamento

Sublimatori lenti (2–3 minuti)

Tipici modelli “a piattino” inseriti dalla porticina.
Caratteristiche:

  • ottima penetrazione nei glomeri compatti;

  • costi contenuti;

  • richiedono pazienza e tempi lunghi, inclusi i raffreddamenti tra un alveare e l’altro.

Sublimatori veloci (10–30 secondi)

Con camere di sublimazione chiuse e controllo elettronico della temperatura.
Ideali per:

  • aziende professionali;

  • cicli continui senza pause;

  • applicazioni standardizzate tramite tappi dosatori.

Possono però risultare meno efficaci se il vapore non penetra bene nel glomere o se l’arnia non è perfettamente sigillata.


 

Come scegliere il sublimatore giusto

Riassumendo le conclusioni dell’articolo originale :

  • Apiario piccolo o hobbistico: un modello lento può essere più che sufficiente.

  • Apiario medio: un 12V rapido offre un ottimo equilibrio tra costi e produttività.

  • Apiario professionale: un sistema veloce con controllo elettronico garantisce precisione, velocità e continuità.

  • Apiari lontani o difficili da raggiungere: preferibili modelli a batteria o gas.

  • Operazioni ripetute nel tempo: meglio dispositivi 220V o inverter per non rimanere senza energia.


Sicurezza: DPI indispensabili

  • maschera integrale con filtro P3;

  • guanti chimici;

  • occhiali (se non integrati);

  • tuta anti-vapore da riporre in contenitore ermetico.


Conclusione

La sublimazione è oggi uno degli strumenti più efficaci e flessibili contro la varroa, grazie alla possibilità di ripetere il trattamento e all’elevata efficacia anche con glomere presenti. La scelta del sublimatore dipende dal tipo di apiario, dal livello di esperienza e dalla necessità di produttività.
Un uso attento, un’adeguata protezione e un costante monitoraggio della caduta naturale completano una strategia moderna ed efficace di controllo della varroa.

Incontro in campo sull’impiego dei sublimatori

sabato 22 novembre, dalle 9:30 alle 11:30, vi aspettiamo per un incontro in campo dedicato all’utilizzo dei sublimatori.
L’appuntamento si svolgerà presso l’apiario didattico di Arpat a Bagno a Ripoli (FI).

Durante la mattinata i tecnici Michele e Giovanni illustreranno le diverse modalità d’uso dei sublimatori, presentando sia i modelli veloci che quelli lenti, e mostrando tecniche utili per ottimizzare le sublimazioni anche su arnie vuote o posizionate lontano dall’apiario.

Chi desidera potrà portare il proprio sublimatore per confrontarlo con gli altri modelli presenti.
È prevista anche una breve prova pratica di sublimazione con Apibioxal: per chi vorrà partecipare è obbligatorio presentarsi con DPI adeguati e tuta da apicoltura.

Incontro riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento. 

Tecnici in diretta mercoledì 19 novembre

Torna il consueto appuntamento con i Tecnici in Diretta, un incontro online per affrontare insieme le sfide dell’autunno in apiario e preparare al meglio le colonie per l’inverno.

Argomenti della serata:

– Stato delle colonie e prospettive d’invernamento
Analizzeremo la situazione attuale delle famiglie e valuteremo le potenzialità per affrontare i mesi più critici.

– Gestione dei nidi in vista dell’inverno
Come organizzare al meglio i nidi, dalla nutrizione alla preparazione per i trattamenti invernali.

– Trattamenti invernali: quale strategia scegliere?
Panoramica ragionata su presidi di sintesi, ossalico gocciolato (in blocco o post ingabbio) e sublimazioni ripetute, alla luce delle condizioni reali delle colonie.

Contribuisci anche tu!
Per avere un quadro territoriale più preciso e condiviso, ti chiediamo due minuti per compilare il questionario:
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L’incontro è riservato ai soci che riceveranno una email con il link di accesso.
Vi aspettiamo numerosi!

Prime esperienze d’impiego di Calistrip Biox

Calistrip® Biox si aggiunge ai farmaci veterinari registrati utilizzabili in Italia per la lotta alla varroa dalla primavera 2025.

Il prodotto è venduto in buste da 10 strisce di acido ossalico che agiscono per contatto diretto, garantendo un effetto prolungato.

Il dosaggio prevede il posizionamento di due strisce per alveare per una durata di 6 settimane. La casa produttrice comunica che l’efficacia è paragonabile a un trattamento di sintesi chimica quando effettuato in assenza di covata.

Si tratta del primo e unico farmaco veterinario a lunga cessione a base di acido ossalico disponibile per l’Italia, questo fatto è particolarmente importante perché permette agli apicoltori biologici di avere, per la prima volta, un trattamento a lunga durata.

Vista la novità e l’interesse potenziale, si è provveduto subito a impiegarlo per valutarne le prestazioni durante l’impiego, così da poterne dare riscontro ai soci.

Si è dunque sottoposto a trattamento l’apiario didattcio di S. Caterina, durante il periodo dei trattamenti estivi. Le caratteristiche climatiche della zona sono contraddistinte da una stagione estiva estremamente povera di raccolti, che porta le colonie a ridurre fortemente la covata fin quasi al blocco. La condizione di blocco o di forte riduzione di covata risultava quella da ricercare per poter effettuare il trattamento nelle condizioni ideali.

Infatti, in generale, per tutti i trattamenti di lunga durata, quanto più covata è presente tanto più l’efficacia può risultarne ridotta.

Il trattamento è iniziato alla fine del raccolto del tiglio, ultimo raccolto della zona.

Le 10 famiglie avevano storie diverse: questo avrebbe aiutato a capire se condizioni non omogenee di partenza incidessero sul risultato finale.

In precedenza le famiglie sono state valutate dal punto di vista delle scorte, della covata e della quantità di api, oltre a effettuare preventivamente una valutazione dell’infestazione da varroa tramite Varroa EasyCheck. Le famiglie presenti erano in parte colonie dell’anno precedente e in parte colonie costituite in primavera.

Come normale che sia, le colonie dell’anno precedente trattate in autunno avevano un carico di varroa maggiore — decisamente elevato in questo caso, oltre il 5% — ma erano più popolose.

Le famiglie dell’anno, già trattate con apibioxal gocciolato prima che la regina deponesse in primavera, avevano un’infestazione inferiore all’1%. Questo ci ha permesso di cominciare a capire le peculiarità del trattamento partendo da infestazioni diverse. Dopo aver posizionato le strisce si è provveduto a contare le cadute di varroa presenti nel fondo diagnostico. Ventiquattro giorni prima della rimozione le regine sono state ingabbiate, così da ottenere una riduzione della covata che terminasse in blocco l’ultimo giorno. Dopo aver rimosso le strisce, al termine delle 6 settimane, si sono liberate le regine e si è effettuato un trattamento con Api-Bioxal per gocciolamento per verificare quanta varroa fosse ancora presente nelle arnie. Nei 5 giorni successivi al gocciolato si sono contate le cadute che sono risultate, rispetto alle cadute registrate durante le 6 settimane, tra l’1% e il 21% del totale delle varroe contate complessivamente.

Le arnie erano posizionate sia in posizione di ombreggiamento che in pieno sole. In un’arnia al sole e in una all’ombra è stato inserito un datalogger per monitorare temperatura e umidità interne, rispetto a un terzo datalogger esterno che monitorava le condizioni ambientali.

Durante le 6 settimane si è notato, sul fondo diagnostico, la presenza di detrito costituito dalla rosura del materiale delle strisce, in alcuni alveari evidentemente più “attivi” nel cercare di rimuovere il principio attivo. L’aumento della rosura è apparso dipendere dall’umidità presente, riscontrando una maggiore rimozione del principio attivo all’aumentare dell’umidità. Questo, tuttavia, non ha fatto emergere effetti collaterali sulle famiglie durante i periodi di maggior rilascio.

 

La prova ha beneficiato di un andamento climatico molto favorevole: contrariamente a quanto accaduto negli anni precedenti, fino ad agosto è stato sempre presente un flusso di nettare e polline, condizioni che durante i trattamenti riducono gli effetti collaterali e aiutano molto le famiglie a sopportare il trattamento.

Come prima esperienza, in presenza di blocco, sembra buona l’azione acaricida; tuttavia, come tutti i presidi a lento rilascio, non è ideale con infestazioni elevate, poiché tale lentezza permette alla varroa di danneggiare ancora per giorni la covata rispetto a trattamenti più rapidi. Le colonie che partivano con alta infestazione si sono infatti spopolate molto; al contrario, le famiglie con infestazioni basse non hanno mostrato effetti collaterali e sono rimaste popolose, con un’infestazione residua adeguata a permettere un buon invernamento.

Questa prima esperienza ha fornito indicazioni promettenti sul prodotto, confermando al contempo i limiti derivanti dalla necessità di un blocco (o quasi) della covata per ottenere un’alta efficacia. Nelle prossime esperienze, e confrontandoci con i soci, si delineeranno meglio i punti critici e i punti di forza di questo nuovo presidio.

Giovanni Cecchi

Porta le api a scuola!

Un viaggio educativo alla scoperta del mondo delle api con ARPAT

L’Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani (ARPAT) propone alle scuole primarie e secondarie un’esperienza didattica unica: un viaggio affascinante nel mondo delle api, per scoprire il loro ruolo fondamentale nella natura e comprendere quanto siano importanti per la vita di tutti noi.

Gli incontri didattici gratuiti offerti da ARPAT vogliono avvicinare i più giovani al tema della sostenibilità, della biodiversità e della salvaguardia dell’ambiente. Attraverso un linguaggio semplice, esperienze dirette e momenti di confronto, i ragazzi potranno scoprire come la vita delle api sia strettamente legata alla nostra e a quella dell’intero ecosistema.

 

Un percorso interattivo e coinvolgente

Gli incontri, pensati per le diverse fasce d’età, si articolano in un vero e proprio percorso educativo che unisce curiosità e conoscenza:

🐝 1º incontro: scopriamo insieme quanto le api influenzano la nostra vita quotidiana, dai cibi che portiamo in tavola all’equilibrio degli ecosistemi.
🐝 2º incontro: un approfondimento in classe sulla loro organizzazione sociale: ruoli, comunicazione e collaborazione all’interno dell’alveare.
🐝 3º incontro: riflessioni finali, domande e consolidamento delle conoscenze acquisite.

Imparare divertendosi

Durante il percorso i ragazzi potranno osservare da vicino il mondo delle api grazie a un’arnia didattica, scoprendo da sé come questi straordinari insetti vivono, comunicano e producono miele.
Un modo efficace e divertente per far nascere nei più piccoli la consapevolezza dell’importanza della natura e del rispetto per l’ambiente.

Posti limitati – prenota per la tua classe!

Gli incontri si svolgono in modo gratuito ma i posti sono limitati.
Per maggiori informazioni e prenotazioni:
📧 corsi@arpat.info

Visita all’azienda di Aldo Baragatti, tra api, idee ed invenzioni

Sabato 11 ottobre, ore 9:30 ARPAT vi invita a un incontro speciale presso l’azienda del nostro socio Aldo Baragatti, apicoltore per passione e inventore per hobby.
Un’occasione unica per conoscere da vicino il suo lavoro, le sue invenzioni e la sua visione dell’apicoltura.
I soci riceveranno una email per i dettagli per iscriversi all’evento entro il 7 ottobre.
Non mancate!