Report apicoltura Toscana – Marzo 2026

Andamento meteorologico del mese

Il mese di marzo si è aperto in Toscana con condizioni nel complesso miti e abbastanza stabili. Dopo un inverno piuttosto piovoso, l’inizio della primavera meteorologica è stato caratterizzato da temperature generalmente sopra la media e da periodi di alta pressione che hanno favorito giornate soleggiate e temperature diurne spesso vicine o superiori ai 18–20 °C.

Nel complesso il mese mantiene caratteristiche tipiche della primavera iniziale: temperature medie intorno agli 11 °C con massime spesso tra 14 e 16 °C, ma con forti escursioni termiche e possibili gelate notturne soprattutto nelle aree interne e collinari.

Per la seconda metà del mese la tendenza resta quella di una primavera precoce ma ancora instabile, con possibili passaggi perturbati alternati a giornate miti e soleggiate. Questo significa che, pur con condizioni favorevoli all’attività delle api, restano possibili improvvisi ritorni di freddo.

Situazione delle colonie

La situazione delle colonie in Toscana appare complessivamente buona.

Le famiglie stanno uscendo dall’inverno con ancora scorte accumulate nell’autunno precedente, che in molti casi sono ancora presenti nei nidi e consentono uno sviluppo primaverile regolare.

Dal punto di vista fenologico la regione appare piuttosto differenziata:

Costa e isole

  • le colonie sono già in piena ripresa;

  • si osserva la prima impostazione della fioritura di rosmarino e l’avvio dell’erica arborea;

  • la covata è già ben presente e le famiglie stanno aumentando rapidamente di popolazione.

Pianura e collina

  • le colonie stanno accelerando lo sviluppo primaverile;

  • in molti apiari sono comparsi i primi fuchi, segnale dell’avvicinarsi della stagione riproduttiva;

  • le fioriture di pruni e rosacee stanno sostenendo la ripresa dell’attività bottinatrice.

Nel complesso le famiglie appaiono equilibrate, ben popolate e con una buona presenza di scorte.

Prime operazioni in vista della stagione produttiva

Con l’avanzare della primavera l’attenzione si sposta progressivamente verso la gestione della sciamatura e la preparazione alla stagione produttiva.

Le operazioni principali sono:

  • controllo dello sviluppo della covata;

  • valutazione della qualità delle regine;

  • sostituzione delle colonie deboli o problematiche;

  • pareggiamento tra famiglie per mantenere un buon equilibrio dell’apiario;

  • preparazione dei melari nelle zone più precoci.

La comparsa dei fuchi indica che nelle prossime settimane inizierà anche la fase riproduttiva delle colonie. Se le condizioni meteo resteranno favorevoli, i primi impulsi di sciamatura potrebbero comparire a breve, in particolare nelle aree costiere e nelle zone più calde.


Conclusioni

La stagione apistica 2026 in Toscana sembra partire con buone prospettive. Le colonie appaiono generalmente sane e ben sviluppate, sostenute da scorte ancora abbondanti e da un andamento climatico favorevole alla ripresa primaverile.

Rimane però fondamentale mantenere una gestione prudente del nido, evitando espansioni premature e monitorando attentamente lo sviluppo delle colonie. La primavera è una fase delicata: pochi interventi ben mirati permettono di accompagnare le famiglie verso una crescita equilibrata e di arrivare pronte alla stagione delle prime produzioni.

Report marzo

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Dopo gli scorsi anni con inverni caldi e una stagione vegetativa nettamente anticipata, ci troviamo di fronte ad un marzo con temperature sotto la media e precipitazioni abbondanti.
Ad inizio del mese corrente una gelata ha coinvolto tutta Europa ed ha portato precipitazioni nevose anche sulle isole toscane. In seguito a questo crollo delle temperature la seconda parte del mese sta alternando precipitazioni, temperature miti e un nuovo ritorno delle basse temperature.

Report aprile – alle porte dell’acacia

Situazione fioriture
melario16Dopo un inizio marzo, caratterizzato da temperature anche sotto i 10 gradi, il termometro è tornato a salire continuano a mancare le precipitazioni.
Le isole e le zone costiere pagano già caro per questa siccità che ormai si protrae dall’autunno. In queste zone le fioriture primaverili sono povere di nettare e se la stagione si manterrà con queste premesse sarà molto complesso accudire le famiglie. In collina la situazione è nettamente migliore, qualche pioggia c’è stata e, grazie all’alternanza di un clima caldo umido sono molte le fioriture da cui le api hanno potuto attingere: ciliegio in particolare.

Report inizio gennaio

nespolo apeStato delle fioriture
Le temperature nettamente sopra la media e la quasi totale assenza di precipitazioni hanno spinto le bottinatrici ad uscire per cercare fonti alimentari. Le api sono spesso tornate con nettare e soprattutto polline anche se nella maggior parte dei casi il raccolto non ripagava lo sforzo impiegato per l’approvvigionamento.

Report metà maggio – avanti così!

Situazione fioriture

quarto melarioAcacia: il bel tempo ha risparmiato l’acacia che in collina sta dando tanto; siamo nel pieno della fioritura sui 500 metri mentre il flusso nettarifero è nettamente in calo, ma sempre presente, nelle zone più basse. Le avverse condizioni meteo, prima col freddo di inizio aprile poi con le precipitazioni, sembrano

Fiori in Toscana – Aprile

tarassacoContinua la nostra scoperta delle fioriture in Toscana; vi proponiamo un piccolo elenco con le principali fioriture del mese di aprile. L’elenco è suddiviso in due tabelle, rispettivamente per le fioriture della fascia basale-collinare e montana, contenenti: il nome latino della specie, il nome comune, cosa fornisce la pianta alle api (N: nettare, P: polline M:melata) e una foto per facilitarne l’identificazione. Per le fioriture particolarmente significative per l’apicoltura è presente un link sul sito del Cra-api dove è possibile approfondire le conoscenze della specie in esame.

Report inizio giugno 2014

rovoSituazione fioriture
Un altro anno con una scarsa, scarsissima produzione di acacia.
Le piogge di fine aprile-inizio maggio hanno fatto cadere i grappoli in fiore di acacia di bassa quota azzerandone la produzione, successivamente, le basse temperature notturne e l’incessante vento hanno limitato il raccolto tra i 250 e i 400 metri e infine

Report inizio aprile 2014

colzaSituazione fioriture

La stagione entra nel vivo! Fioritura di erica abbondante ma raccolti non eccezionali a causa dello sbalzo termico tra il giorno e la notte. Nel nel grossetano tuttavia, chi ha messo i melari sta riuscendo a produrre un po’ di miele di erica.

Report – marzo 2014

sciame 2014Fioriture
Gli alberi da frutto (pesco, susino, ciliegio, melo) sono ormai tutti in fiore e stanno cominciando, insieme al rosmarino e mimosa, a sfiorire. Il ciliegio è in via di fioritura sotto i 300-400 metri. Il lauroceraso (che solitamente non fiorisce prima di aprile), il nocciolo, il biancospino, il raperonzolo, il tarassaco e altre fioriture di campo si stanno dimostrando importanti fonti nettarifere/pollonifere. Sulla costa è fiorita l’erica ed in collina è prossima alla fioritura.

Report prima metà di aprile

voloape

Situazione climatica

Abbiamo assistito ad una fine di marzo con tempo stabile e soleggiato, con temperature che ricordano più la prima metà di maggio. Questa anomalia si è mantenuta anche in questi primi giorni di aprile. Le temperature dovrebbero calare la prossima settimana.

Ci sono stati finalmente alcuni rovesci sporadici di breve entità e sfortunatamente non sono previste precipitazioni serie. Tutto fa pensare ad una primavera asciutta con poche piogge.