Proiezione del film Honeyland a Firenze per la Giornata Mondiale delle Api

In occasione della Giornata Mondiale delle Api, l’Università degli Studi di Firenze ospita la proiezione del docufilm Honeyland, un racconto intenso sul rapporto tra uomo, api e ambiente.

L’evento vedrà anche la partecipazione di Duccio Pradella, presidente di ARPAT, che interverrà nelle conclusioni della serata portando una riflessione sul ruolo dell’apicoltura e degli impollinatori nel contesto ambientale attuale.

Mercoledì 20 maggio 2026 – ore 18
Palazzo Nonfinito, aula 1 – Via del Proconsolo 12, Firenze

Il film racconta la storia di Hatidze, apicoltrice della Macedonia che pratica un’apicoltura di sussistenza, offrendo uno sguardo profondo sul delicato equilibrio tra utilizzo delle risorse naturali e rispetto degli ecosistemi.

Un’occasione aperta alla cittadinanza per riflettere insieme sull’importanza delle api, della biodiversità e della cura del territorio.

Per partecipare è necessaria l’Iscrizione dal 7 al 19 maggio 2026:
– per i partecipanti Unifi su SOL – Iscrizione ad eventi di Ateneo “Eventi di Ateneo, eventi dell’Area Servizi alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, eventi Green Office”
– per i partecipanti non Unifi attraverso l’invio di una email a green.office@unifi.it

Per informazioni: green.office@unifi.it | 055 275 7604 – 7280.

Prime considerazioni sulla produzione di acacia 2026

La prima fase produttiva dell’acacia in Toscana si è sviluppata in un contesto favorevole, non tanto per condizioni ideali, quanto per la totale assenza di precipitazioni. Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio si è aperta una finestra ampia e stabile che ha consentito alle api di lavorare con regolarità, senza quelle interruzioni che spesso compromettono il raccolto primaverile.

Le temperature notturne non particolarmente elevate e la presenza di vento hanno probabilmente limitato il picco di secrezione nettarifera. Tuttavia, la mancanza di precipitazioni ha permesso alle colonie di bottinare giorno dopo giorno, costruendo una produzione progressiva e concreta. È proprio questa continuità che ha fatto la differenza, soprattutto se confrontata con annate in cui piogge e instabilità hanno reso il raccolto intermittente e difficoltoso.

Le zone di pianura ma soprattutto di media collina sono state le vere protagoniste di questa prima fase. Qui l’acacia ha beneficiato delle riserve idriche accumulate nei mesi precedenti e ha potuto esprimere una buona capacità produttiva.

Il risultato è una produzione soddisfacente in molte zone vocate in cui il fattore discriminante è stato soprattutto il microclima locale, la prontezza delle famiglie al momento della fioritura, oltre all’alta tendenza a sciamare che ha reso difficile la gestione degi apairi.

 

Alta collina: una partita ancora aperta

Se la pianura e la media collina stanno chiudendo questa prima fase con risultati complessivamente positivi, la vera incognita resta l’acacia di medio-alta collina e di quota.

Qui la fioritura è appena iniziata o deve ancora partire, e tutto dipenderà dall’evoluzione meteo dei prossimi giorni. In questa fase, anche pochi eventi avversi possono compromettere il raccolto: precipitazioni intense, temperature minime basse o vento forte durante la piena fioritura rischiano di ridurre drasticamente la produzione.

Al contrario, una breve finestra di tempo stabile potrebbe permettere anche a queste zone di esprimere un buon potenziale, completando in modo positivo il quadro produttivo.

Considerazioni finali

Dopo 2 anni altmente negativi, questa prima parte di raccolto di acacia in Toscana si chiude con un bilancio incoraggiante, ma è ancora presto per trarre conclusioni definitive sulle rese. In molti casi i melari verranno tolti solo dopo questa breve fase di instabilità prevista nei prossimi giorni, e sarà quello il momento in cui si potrà fare una valutazione più precisa.

Le produzioni ci sono e, dove le condizioni sono state particolarmente favorevoli, si intravedono già quantitativi interessanti. In diversi areali le rese medie potrebbero attestarsi indicativamente tra uno e due melari di acacia, ma servirà attendere le operazioni di smielatura per confermare questi dati.

Rimane infine da valutare il contributo dell’acacia in quota: sarà questo a determinare il risultato complessivo della stagione e a definire se l’annata potrà essere considerata davvero positiva nel suo insieme.

 
 

Mielerie aperte domenica 17 maggio

IL PROGETTO
Le Mielerie Aperte sono tante cose: un progetto prima, una rete poi e infine dei luoghi dove entrare in contatto con il mondo delle api e degli apicoltori.

L’idea nasce da UNAAPI – Unione Nazionale delle Associazioni di Apicoltori Italiani – capofila nel coinvolgere le Associazioni Regionali in un ampio progetto territoriale che è prima di tutto occasione di formazione e conoscenza per apicoltori e consumatori.

Si forma così la rete unita di Mielerie Aperte in grado di aggregare le singole Aziende Apistiche in itinerari di scoperta per il pubblico che, nelle Giornate di Mielerie Aperte, può accedere ai luoghi dove la collaborazione tra apicoltori e api si vede, si tocca e si assaggia.

Le Mielerie riapriranno le proprie porte il 17 maggio.

Queste sono le Giornate di Mielerie Aperte, raccontate e promosse sui canali social di tutta la rete del Progetto, presso le Mielerie stesse e i loro territori.

Per individuare le Mielerie vicine e lontane, i loro eventi e la loro storia, visita la pagina dedicata sul sito Mielerie Aperte.

Di seguito la lista delle nostre aziende associate che hanno aderito al progetto:

Apicoltura Cristofori Mauro Di Cristofori Davide
Via Casanuova 12 – Vinci, FI 50059
Telefono: 3488588482 – email: apicristofori@gmail.com

Apicoltura Ferrucci
Loc. Montegrossi 25 – Gaiole in Chianti, SI 53013
Telefono: 3343387772 – email: emanuele.ferrucci@virgilio.it

Apicoltura Vallesanta
Via Nazionale 16 – Soci, AR 52011
Telefono: 3487476768 – email: apicoltura.vallesanta@gmail.com

Azienda Agricola Sorelle Ferri S.S.
Via Fratenuti 1464/a – Pitigliano, GR 58017
Telefono: 3471439196 – email:  aziendasorelleferri@gmail.com

Azienda Agricola Tizzo Della Torre
Via delle Cinque Giornate 6 rosso – Firenze, FI 50129
Telefono: 3911424227 – email: vallerim@gmail.com

Apicoltura Vallesanta
Via Nazionale 16Soci, AR 52011 Telefono: 3487476768Email: apicoltura.vallesanta@gmail.com

Azienda agricola Zuccari
Località Fronzola snc – Poppi, AR 52014
Telefono: 3382316056 – email: apicolturazuccari@gmail.com

Bucolica Società Semplice Agricola
Via Castracane 110 – Lastra a Signa, FI 50055
Telefono: 3669793632 – email: fattoriabucolica@gmail.com

Giovanni Viviani
Via Sant’Antonio a San Lorenzo 13/a – Montespertoli, FI 50025
Telefono: 3391805979 – email: giov.viviani@gmail.com

Le Tre Api
Case Sparse Fontisterni I Fondi 25 – Pelago, FI 50060
Telefono: 3483136865 – email: le123api@gmail.com

Palagina
Via Grevigiana 4 – Figline e Incisa Valdarno, FI 50063
Telefono: 055 950 2029 – email: info@palagina.it

Sotto al Poggio
Str del Giardino 1/bOrbetello, GR 58015
Telefono: 3285772838 – email: lucloredana@gmail.com

 

Apicoltura toscana in difficoltà: il caro carburante mette in crisi il nomadismo

Intervista a Paolo Pescia, socio e consigliere ARPAT – Apicoltura Dottor Pescia

L’apicoltura toscana sta attraversando una fase complessa, in cui fattori economici e produttivi si intrecciano mettendo sotto pressione la sostenibilità delle aziende. Tra questi, il forte aumento del costo del carburante rappresenta oggi uno degli elementi più critici, come evidenziato anche da recenti articoli di stampa locale che hanno raccolto le testimonianze degli operatori del settore (Quinews Valdicornia; Toscana Media News).

A fare il punto della situazione è Paolo Pescia, apicoltore professionista, socio e consigliere ARPAT, titolare di Apicoltura Dottor Pescia, che da anni opera sul territorio con un modello produttivo basato sul nomadismo.

Il costo strutturale del carburante

«Il problema – spiega Pescia – non è solo l’aumento del prezzo del gasolio, ma il fatto che per noi apicoltori rappresenta un fattore produttivo essenziale».

Negli ultimi anni il costo del carburante ha subito un incremento significativo, passando indicativamente da circa 1,60 €/litro fino a superare i 2,5 €/litro. Un aumento che incide direttamente su tutte le operazioni aziendali, dagli spostamenti degli alveari alle visite in apiario.

Come riportato anche dalla stampa, l’apicoltura professionale non può più prescindere dal nomadismo: per garantire produzioni di qualità – dall’acacia al castagno, fino alle fioriture di montagna – è necessario spostare gli alveari seguendo le diverse fioriture nel corso della stagione (Quinews Valdicornia).

Il nomadismo rappresenta oggi una scelta obbligata più che strategica.

«Senza spostamenti – continua Pescia – diventa impossibile produrre alcune tipologie di miele. Ma allo stesso tempo ogni trasferimento comporta costi sempre più elevati».

In molti casi si tratta di percorrere centinaia di chilometri per stagione, con viaggi ripetuti per seguire l’andamento delle fioriture. Un modello che, con l’attuale livello dei prezzi energetici, rischia di diventare economicamente insostenibile.

A complicare ulteriormente il quadro è un aspetto normativo:

gli apicoltori non possono accedere alle agevolazioni sul gasolio agricolo per gli spostamenti degli alveari, in quanto effettuati con autocarri e non con mezzi agricoli tradizionali.

«È una situazione paradossale – sottolinea Pescia – perché svolgiamo a tutti gli effetti un’attività agricola, ma non possiamo beneficiare degli stessi strumenti di sostegno».

Una criticità più volte evidenziata anche a livello mediatico e istituzionale, che apre una riflessione sulla necessità di aggiornare le normative rispetto alle specificità del settore.

Prezzi fermi e concorrenza estera

A fronte dell’aumento dei costi, gli apicoltori si trovano però nell’impossibilità di adeguare i prezzi di vendita.

Il mercato del miele è infatti fortemente condizionato dalla presenza di prodotto estero a basso costo, che limita la capacità delle aziende italiane di trasferire gli aumenti sui consumatori.

«Non possiamo semplicemente aumentare i prezzi perché rischiamo di uscire dal mercato. Ma così facendo comprimiamo sempre di più i margini».

La situazione descritta non riguarda solo la sostenibilità economica delle singole aziende, ma ha ricadute più ampie sull’intero sistema agricolo.

L’apicoltura, oltre alla produzione di miele, svolge un ruolo fondamentale per l’impollinazione e quindi per la produttività delle colture e la biodiversità.

Il combinarsi di costi crescenti, cambiamenti climatici e pressione del mercato rende l’attività apistica sempre più esposta a rischio imprenditoriale (Toscana Media News).

Senza interventi mirati – sia sul piano normativo che su quello economico – il rischio è quello di vedere ridursi progressivamente il numero di aziende professionali attive sul territorio, con conseguenze dirette sulla produzione di miele di qualità e sui servizi ecosistemici garantiti dalle api.

ARPAT continuerà a monitorare la situazione e a dare voce agli apicoltori, promuovendo il confronto su queste tematiche fondamentali per il futuro del settore.

Tecnici in diretta mercoledì 15 aprile

Ci vediamo mercoledì 15 aprile alle ore 21:00 su piattaforma Zoom con un nuovo appuntamento di Tecnici in Diretta dedicato a una primavera partita a rilento fortemente condizionata dalle basse temperature delle ultime settimane.

Argomenti della serata:

 Avvio dei raccolti e andamento stagionale: analizzeremo l’avvio dei raccolti in condizioni altalenanti, valutando come il freddo abbia influenzato le prime fioriture, il posizionamento dei melari e lo stato di riempimento nelle diverse aree. Ripercorreremo l’andamento climatico recente per fare il punto sulla situazione delle famiglie, tra sviluppo rallentato, eventuali blocchi di covata e gestione delle scorte, individuando le strategie più adatte per le prossime settimane in funzione degli obiettivi produttivi.

– Favo a fuco, gestione integrata tra sciamatura e varroa: approfondiremo il ruolo del favo a maschio come strumento tecnico versatile, utile sia nel contenimento della sciamatura sia come supporto nel controllo della varroa, alla luce delle più recenti osservazioni di campo.

Se vuoi partecipare a dare un quadro territoriale più ampio e dettagliato puoi regalarci due minuti per compilare il questionario che trovi al seguente link.

L’incontro è riservato ai soci che riceveranno una email per accedere all’evento.

Progetto LIFE BEEadapt – Incontro online

vi invitiamo a partecipare mercoledì 8 aprile alle ore 21:00 a un incontro online dedicato al progetto LIFE BEEadapt, il Patto per l’adattamento degli impollinatori ai cambiamenti climatici nell’area della Riserva di Biosfera Appennino Tosco-Emiliano.

Arpat sostiene il progetto attraverso la sottoscrizione del “Patto” ed è lieta di promuoverne la diffusione ospitando il coordinatore Willy Reggioni in una serata speciale organizzata in collaborazione con Toscana Miele e Unaapi.

Durante l’incontro approfondiremo:

  • gli obiettivi e le azioni del progetto LIFE BEEadapt
  • il ruolo delle buone pratiche e delle infrastrutture verdi
  • le modalità di adesione al “Patto” e il contributo attivo alla tutela della biodiversità
  • le opportunità di collaborazione e sviluppo all’interno della rete

L’incontro è aperto a tutti, con particolare interesse per apicoltori e imprenditori agricoli.

Link di accesso alla riunione.

Vi aspettiamo numerosi!

Incontro online sulla Banca Dati Apistica

Vi aspettiamo giovedì 9 aprile alle ore 21 su Zoom per un incontro dedicato alla BDA, aperto sia a chi la gestisce in autonomia sia a chi ha delegato.

Con i tecnici ARPAT Cristina Latini e Cecilia Saccardi vedremo in modo pratico struttura, obblighi, normativa e documentazione necessaria.

Incontro riservato ai soci che riceveranno i link per partecipare all’evento.

1 aprile tecnici extra: perché smieliamo miele sempre più umido?

Vi invitiamo a partecipare mercoledì 1 aprile alle ore 21:00 a un nuovo incontro sulla piattaforma Zoom, dedicato a un tema sempre più attuale per molti apicoltori: l’aumento dell’umidità del miele al momento della smielatura.

Il seminario, dal titolo “Perché smieliamo miele sempre più umido?”, offrirà una panoramica sul rapporto tra umidità del miele, dinamiche dell’alveare e cambiamenti climatici.

L’incontro sarà curato dal professor Daniele Besomi, che illustrerà le più recenti osservazioni sul processo di disidratazione del nettare da parte delle api e su come temperatura e condizioni ambientali possano influenzarne l’efficienza.

I soci riveveranno una email con i link per accedere all’evento.

Report apicoltura Toscana – Marzo 2026

Andamento meteorologico del mese

Il mese di marzo si è aperto in Toscana con condizioni nel complesso miti e abbastanza stabili. Dopo un inverno piuttosto piovoso, l’inizio della primavera meteorologica è stato caratterizzato da temperature generalmente sopra la media e da periodi di alta pressione che hanno favorito giornate soleggiate e temperature diurne spesso vicine o superiori ai 18–20 °C.

Nel complesso il mese mantiene caratteristiche tipiche della primavera iniziale: temperature medie intorno agli 11 °C con massime spesso tra 14 e 16 °C, ma con forti escursioni termiche e possibili gelate notturne soprattutto nelle aree interne e collinari.

Per la seconda metà del mese la tendenza resta quella di una primavera precoce ma ancora instabile, con possibili passaggi perturbati alternati a giornate miti e soleggiate. Questo significa che, pur con condizioni favorevoli all’attività delle api, restano possibili improvvisi ritorni di freddo.

Situazione delle colonie

La situazione delle colonie in Toscana appare complessivamente buona.

Le famiglie stanno uscendo dall’inverno con ancora scorte accumulate nell’autunno precedente, che in molti casi sono ancora presenti nei nidi e consentono uno sviluppo primaverile regolare.

Dal punto di vista fenologico la regione appare piuttosto differenziata:

Costa e isole

  • le colonie sono già in piena ripresa;

  • si osserva la prima impostazione della fioritura di rosmarino e l’avvio dell’erica arborea;

  • la covata è già ben presente e le famiglie stanno aumentando rapidamente di popolazione.

Pianura e collina

  • le colonie stanno accelerando lo sviluppo primaverile;

  • in molti apiari sono comparsi i primi fuchi, segnale dell’avvicinarsi della stagione riproduttiva;

  • le fioriture di pruni e rosacee stanno sostenendo la ripresa dell’attività bottinatrice.

Nel complesso le famiglie appaiono equilibrate, ben popolate e con una buona presenza di scorte.

Prime operazioni in vista della stagione produttiva

Con l’avanzare della primavera l’attenzione si sposta progressivamente verso la gestione della sciamatura e la preparazione alla stagione produttiva.

Le operazioni principali sono:

  • controllo dello sviluppo della covata;

  • valutazione della qualità delle regine;

  • sostituzione delle colonie deboli o problematiche;

  • pareggiamento tra famiglie per mantenere un buon equilibrio dell’apiario;

  • preparazione dei melari nelle zone più precoci.

La comparsa dei fuchi indica che nelle prossime settimane inizierà anche la fase riproduttiva delle colonie. Se le condizioni meteo resteranno favorevoli, i primi impulsi di sciamatura potrebbero comparire a breve, in particolare nelle aree costiere e nelle zone più calde.


Conclusioni

La stagione apistica 2026 in Toscana sembra partire con buone prospettive. Le colonie appaiono generalmente sane e ben sviluppate, sostenute da scorte ancora abbondanti e da un andamento climatico favorevole alla ripresa primaverile.

Rimane però fondamentale mantenere una gestione prudente del nido, evitando espansioni premature e monitorando attentamente lo sviluppo delle colonie. La primavera è una fase delicata: pochi interventi ben mirati permettono di accompagnare le famiglie verso una crescita equilibrata e di arrivare pronte alla stagione delle prime produzioni.

18 Marzo – Tecnici in diretta

Appuntamento su piattaforma Zoom con i Tecnici ARPAT per fare il punto sull’avvio della stagione apistica. Durante la serata parleremo delle limitazioni alle movimentazioni degli alveari in provincia di Arezzo legate al colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), della ripresa primaverile delle colonie con gestione di covata e scorte e delle strategie di prevenzione della sciamatura. Spazio anche alla Vespa velutina, con un aggiornamento sulle esperienze degli ultimi anni per arrivare preparati alla nuova stagione.

Per contribuire a costruire un quadro territoriale più ampio sulla situazione degli apiari, è possibile compilare il breve questionario disponibile al seguente link.

L’incontro è riservato ai soci in regola con la quota associativa.

I soci riceveranno un’email di conferma con tutte le informazioni per accedere alla riunione.